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La Cucina ItalianaLa Cucina Italiana

La Cucina Italiana Febbraio 2019

Ogni anno oltre 1.000 nuove ricette provate per voi nella cucina di redazione. Spunti, idee e suggerimenti per divertirsi ai fornelli e preparare piatti di sicuro successo. La Cucina Italiana, recentemente rinnovata nella veste grafica, propone anche rubriche che vanno dalla scuola di cucina all’educazione alimentare dei più piccoli, dal turismo enogastronomico alle nuove tendenze.

Country:
Italy
Language:
Italian
Publisher:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
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12 Issues

IN THIS ISSUE

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il cibo dal mondo

Molti anni fa mio padre, raccontandomi di un viaggio in Africa, mi disse che, nel continente nero, se incontri un uomo o una donna per strada, bisogna sempre salutare, altrimenti penserà che sei un nemico. Gli sconosciuti così diventano «conosciuti». In questo numero de La Cucina Italiana troverete molti «saluti» perché è un numero che si apre al mondo. Attenzione, siamo sempre noi, con le nostre tradizioni e l’amore per il cibo di casa, ma ci piace l’idea di una cucina aperta a tutti. Cosa saremmo noi senza gli xitomatl? Sì, i pomodori che mettiamo sulla pizza o usiamo come sugo per le nostre pastasciutte, che vengono dal Perù e furono portati da Cortés in Europa nel Cinquecento? E allora in questo numero salutiamo qualche straniero che poi diventa o diventerà…

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le misure a portata di mano

BICCHIERINO DA LIQUORE COLMO EQUIVALE A: 60 g di acqua, vino, brodo. 65 g di latte. 55 g di olio. 50 g di zucchero semolato. TAZZINA DA CAFFÈ COLMA EQUIVALE A: 80 g di acqua, vino, brodo. 70 g di olio. 70 g di zucchero semolato. 50 g di farina. 40 g di grana grattugiato. CUCCHIAINO DA TÈ RASO EQUIVALE A: 4 g di acqua, vino, brodo. 3 g di olio. 5 g di sale grosso. 4 g di sale fino. 3 g di zucchero semolato. 2 g di farina. 2 g di grana grattugiato. BICCHIERE DA ACQUA COLMO EQUIVALE A: 200 g di acqua, vino, brodo. 220 g di latte. 170 g di zucchero semolato. 130 g di farina. 160 g di riso. TAZZA DA TÈ COLMA EQUIVALE A: 240 g di acqua, vino, brodo. 250 g di…

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notizie di cibo

Kiwi piace di più? Intanto sfatiamo un mito: il kiwi non arriva dalla Nuova Zelanda ma dalla Cina (che oltretutto ne è il più grande produttore al mondo). Considerato una prelibatezza per imperatori già settecento anni fa, fu portato in Europa dagli inglesi nell’Ottocento e solo in seguito introdotto, e coltivato intensivamente, in Nuova Zelanda. In Italia lo amiamo a tal punto da esserne diventati i maggiori produttori dopo la Cina. Abbiamo iniziato negli anni Ottanta con il classico Actinidia deliciosa dalla polpa verde brillante, peloso e acidulo. Da qualche anno però si trovano anche la varietà a polpa gialla, detto «gold», più dolce e con la buccia liscia, e i mini kiwi, grandi come acini di uva e interamente commestibili. L’ideale è consumarlo tra novembre e aprile. Per fare un…

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giochi d’artista

Sempre più indissolubile l’amore che lega gli artisti alle delizie culinarie. Ne sono una prova le scatole di cioccolatini dall’animo pop (nella foto in alto) disegnate dall’illustratrice Olimpia Zagnoli per Perugina (perugina.com). Si ispira invece, ironicamente, ai collage delle lettere anonime la nuova Illy Art Collection (nella foto a sinistra). Disegnata da Matteo Attruia, permette di comporre 36 messaggi diversi con le parole stampate sui piattini e le tazzine da caffè ideati nel 1991 da Matteo Thun e decorati ogni anno da un nuovo artista (illy.com). È sotto gli occhi di tutti infine la video installazione Romans Roman nata da una collaborazione tra Carlo Cracco con Sky Arte. Inserita dal duo artistico i Masbedo nelle lunette che sovrastano le vetrine del ristorante in Galleria Vittorio Emanuele a Milano (nella foto…

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rifugio gastronomico

Le «baite gourmet» in vetta dove ti servono gamberi rossi di Mazara sono tante e non fanno più notizia. AlpiNN però è una cosa diversa, e merita attenzione. Appena aperto, a 2275 metri sulle piste da sci del Plan de Corones, sopra Brunico, è il primo rifugio (con prezzi da rifugio) in cui si mangia cucina alpina contemporanea, fatta solo con ingredienti di alta quota, provenienti da piccoli produttori locali e preparati in modo sostenibile. La firma è quella di Norbert Niederkofler, cuoco tre stelle Michelin, e di Paolo Ferretti, entrambi altoatesini e da anni impegnati nella valorizzazione della cultura e del cibo di montagna. Insieme hanno ideato eventi come Cook the Mountain e CARE’s - The Ethical Chef Days, e ora gestiscono anche questo ristorante all’interno del suggestivo Museo…

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bao settete!

IN MILLE MODI I baozi, detti anche bao, sono piccoli panini con ripieno tipici della cucina cinese. Possono essere salati o dolci, imbottiti di carne o verdure, cotti al vapore o fritti. Popolarissimi i gua bao di Taiwan, aperti con farcitura in vista. NEW YORK STYLE Se oggi i bao sono così di moda è grazie al cuoco David Chang. Già nel 2004 davanti al suo primo ristorante Momofuku facevano la fila per mangiare gli Spicy Pork Bun, bao aperti e farciti con pancetta brasata. Sono ancora nel menu. ALL’ORIENTALE A Hong Kong li si mangia classici da Tim Ho Wan, il ristorante con una stella Michelin più economico del mondo, oppure divertenti come un cartone animato da Dim Sum Icon e in locali che appagano soprattutto Instagram (#cutedimsum). CONTAMINAZIONI Gli chef italiani giocano con i nostri…

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