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Presse Masculine
L'Uomo Vogue

L'Uomo Vogue Novembre 2016

L’UOMO VOGUE: Menswear fashion shows, cinema, art, design: read the stories from top celebs, artists, sports stars and entrepreneurs with a unique style. L’UOMO VOGUE è il riferimento dello stile maschile nel mondo, interpretato da personaggi internazionali, icone di tutti i tempi. Attualità e tendenza, arte, design, cinema, musica, sport, cultura e sociale.

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Pays:
Italy
Langue:
Italian
Éditeur:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Fréquence:
Back issue only
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dans ce numéro

2 min.
around the world. luoghi e persone eccezionali. quando un appeal singolare diventa il vero punto di forza

Questo numero va alla ricerca dello spirito originale e unico che rappresenta l'essenza del nostro giornale. Lo spirito della scoperta, la capacità di anticipare. Fin dalla nostra copertina, scattata per la prima volta da Cass Bird. Una fotografa che ci piace molto e rappresenta appieno l'ideale iconografico di questi giorni. Ha ritratto tre giovani che sono, e saranno, protagonisti. Selah Marley, giovanissima figlia di Lauryn Hill e di Rohan, figlio a sua volta del leggendario Bob. Brenton Thwaites, che sarà presto sul grande schermo con il nuovo episodio della saga Disney “Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar”. E infine Justice Smith, che abbiamo visto in “The get down” di Baz Luhrmann. Oltre a questo inatteso trio, il numero è pieno di sorprese. Un viaggio a Mumbai del fotografo…

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arriva il “don giovanni” di fornasetti

Il nonno di Barnaba Fornasetti, che di opera era appassionato, sognava un figlio che ne componesse una. Il pallino di Piero erano invece la musica classica ed Eartha Kitt. «Io sono cresciuto con il rock e i Beatles», spiega Barnaba, che oggi prosegue nel solco creativo del padre. «La lirica l'ho scoperta dopo i 60 anni». È dunque ancora più speciale il progetto di cui firma le scenografie (direzione musicale di Simone Toni, costumi di Romeo Gigli, regia di Davide Montagna e direzione artistica di Valeria Manzi e Roberto Coppolecchia): un “Don Giovanni” con strumenti d'epoca (tra cui un forte-piano ricostruito su modello di quello di Mozart) e un'azione lirica fortemente recitata, proprio com'era in origine. A Milano (al Teatro dell'Arte, Triennale, 1-3/12) e a Firenze (Teatro della Pergola, 10-12-13/1/2017).…

2 min.
la filosofia di arrigo cipriani, 84 anni di elegante, intelligente vitalità

Un impero: 22 locali, 2.500 impiegati e 350 cuochi di cui non si deve sapere il nomeQuando può, Cipriani va a mangiare da Romano, a Burano: «Un’àncora in un mondo che vuole cambiare a tutti i costi e che comunque cambia male» Il posto dove ama stare seduto di più al mondo non è un ristorante, bensì il sedile della sua Mercedes E 63 AMG, con la quale va a correre appena può. Fa anche ginnastica, ogni mattina. E tutti i giorni, rigorosamente in giacca e cravatta, si affaccia in Calle Vallaresso per salutare i clienti dell'Harry's Bar, il luogo dove sono stati inventati il Bellini e il Carpaccio, e dove si può ordinare il Dry Martini perfetto, «fatto con gin, mai con la vodka, e servito ghiacciato». Arrigo Cipriani (sotto)…

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la “visione” di olivier audemars tra tecnologia e impegno curatoriale

Olivier Audemars ha un'abitudine: indossa sempre una giacca color caramello, con il logo dell'azienda che la sua famiglia ha fondato nel 1875. Oggi è il vicepresidente di quella che definisce sorridendo “a small company” ma che per gli amanti degli orologi è un mito: Audemars Piguet. Ci incontriamo, da tre anni, sempre negli stessi posti: Basilea a giugno, Miami a dicembre, Hong Kong in primavera. Da quando, nel 2013, l'azienda è partner associato di Art Basel, piattaforma mondiale di fiere d'arte, ci troviamo nelle Collectors Lounge di tre continenti, dove Audemars porta una selezione di orologi (tra cui il leggendario Royal Oak) in uno stand-installazione firmato da artisti e architetti. E dove mi ha raccontato la sua visione. «Come watchmakers ci siamo sempre interrogati sull'applicazione pratica delle nuove tecnologie. Guardando quello…

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olivier polge e l’evoluzione chanel, da boy a les exclusifs

Materie prime feticcio: l’iris e la tuberosa. Il desiderio: lavorare su un ambrato La caratteristica distintiva dei profumi Chanel? La coesistenza di ricchezza, nel senso di elaborazione, di struttura, e di astrazione», sintetizza Olivier Polge, dal 2015 creatore delle fragranze della Maison. I suoi primi profumi, Misia, Boy, Chanel N°5 L'Eau, hanno messo d'accordo tutti: non si poteva trovare un interprete dell'heritage Chanel altrettanto dotato dell'istinto della contemporaneità. Olivier aveva quattro anni quando il padre Jacques, nel '78, è entrato da Chanel. Da ragazzo ha studiato storia dell'arte e pianoforte, poi ha fatto uno stage estivo da Chanel e ha deciso di fare lo stesso mestiere del genitore. È a Jacques che si devono i maschili della Mai-son,Antaeus, Égoïste, Bleu, con l'eccezione di Pour Monsieur, del '55, che Olivier trova “sublime”…

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disaronno wears etro

Per la quarta edizione del progetto “Icon”, la bottiglia-scultura di DiSaronno si ispira alla collezione Etro A/I 2016-2017, e si riveste di “paisley”, motivo-signature del marchio. I toni sono quelli dell'arancio, viola e oro, evocativi di sontuose atmosfere orientali, un mood ricorrente nella creatività di Etro. Il lancio della limited, in vendita a partire da ottobre nei migliori store internazionali, e come sempre legata a Fashion 4 Development, charity patrocinata dall'Onu e attiva in Africa, è stato celebrato con un nuovo cocktail, il DiSaronno wears Etro Sour. Rod Eslamieh, Global Brand Ambassador DiSaronno, lo spiega così. «Da sempre Etro occupa con le sue creazioni lo spazio fluido tra innovazione e tradizione, uno spazio che è un po' l'habitat naturale del globetrotter cosmopolita. Io ho voluto creare un cocktail che riflettesse…