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Vanity Fair Italia

34 agosto 2019

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Pays:
Italy
Langue:
Italian
Éditeur:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
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con la vostra dolcezza

Ferragosto. Da qualche giorno è morta Nadia Toffa mentre in Parlamento la classe politica italiana sta dando il peggio di sé. Mi arriva un’e-mail di Caterina, maestra di una scuola materna di Busto Arsizio, in provincia di Varese. “Buongiorno direttore, le scrivo una mattina di uno strano Ferragosto. Una mattina piena di politica maleducata e di incapacità di guardare verso l’altro. Una mattina di indifferenza a tutto. Ieri sono andata al funerale di Giuseppe, 46 anni e papà di Chiara, una mia piccola alunna di quattro anni e mezzo. Giuseppe ci ha lasciati dopo nove mesi di lotta contro il cancro. Alla cerimonia, ha voluto tutti i suoi amici vestiti con una maglietta colorata perché desiderava trasmettere che, anche se la vita finisce presto, non si può essere indifferenti: bisogna dare…

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cina

Sono stato in Cina per una settimana senza capirci nulla. Ogni volta che avevo l’impressione di giungere a qualche conclusione riguardo alla Cina, succedeva qualcosa che mi destabilizzava completamente. Il primo giorno della mia visita, l’ambasciatore mi ha invitato a pranzo nella sua dimora. Prima che cominciassimo a parlare ha spiegato: tenga in considerazione che la stanza è piena di microspie.All’angolo di ogni via della città stava un poliziotto triste. In cielo, il sole non ha fatto capolino nemmeno una volta in tutta la settimana. Lo smog domina la città come il partito domina il Paese. C’erano costantemente ingorghi. Anche all’una di notte. Ma un taxista improvvisamente si è messo a cantare mentre guidava, con una voce limpida, toccante. La gente giocava a volano al parco. E ballava danze popolari su…

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siamo tutti sfigati

Da un po’ di tempo guardo molte meno serie, ci si stufa di tutto quello che non lascia qualcosa, ma durante un fine settimana di agosto a Milano senz’aria condizionata ho visto le due stagioni di Fleabag, la serie scritta e interpretata da Phoebe Waller-Bridge per Bbc Three e Amazon Studios. Ne avevo letto qualcosa su Internazionale, un lunghissimo e bell’articolo in cui l’autrice era critica con questo grande successo molto hype e se la prendeva col preteso femminismo della protagonista. Ora non lo trovo online ma mi sembra che il pezzo alla fine dicesse qualcosa del tipo «È troppo facile creare consenso e identificazione raccontando le proprie nevrosi e non c’è nulla di femminista nel farlo». Per me non c’è come leggere la stroncatura di un successo per farmi…

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illusione democrazia

Due notizie dalla Russia danno la misura del tempo. Qualche mese fa, in un’intervista alla Rossijskaja Gazeta, il direttore dei servizi segreti di Putin, Alexander Bortnikov, ha giustificato i crimini di Stalin con la necessità storica di difendersi dai nemici dello Stato. Chiunque ne sappia, per avere letto i poemi dell’orrore di Šalamov o Solženicyn, rabbrividisce ma coglie il fascino dell’analisi negli anni dei nuovi nazionalismi, del rinnovato e irriducibile orgoglio etnico e religioso che in Russia è fortissimo e di esportazione, come si vede in Italia. E la seconda notizia completa la scenografia: negli ultimi dieci anni, sui territori dell’ex Unione Sovietica, sono stati eretti oltre centoventi statue o monumenti al dittatore e ad aprile una rilevazione della società demoscopica Levada ha segnalato che sette russi su dieci convengono…

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odio social

Neppure la morte ferma l’odio social. Nadia Toffa se ne è andata a 40 anni dopo aver lottato contro un tumore e appena qualche minuto dopo, su Facebook, sono comparsi miserabili insulti alla sua memoria. La conduttrice delle Iene in vita era stata spesso vittima degli hater che la rimproveravano di spettacolarizzare la sua malattia: il male, come lo chiamava lei, non era l’unico mostro contro cui dover combattere. E adesso che non c’è più, gli hater continuano a imbrattare il web. Ma come è potuta succedere così velocemente la riconversione della tecnologia in strumento di violenza personale? Perché eravamo un Paese quasi normale, col bello e il brutto, e in un paio d’anni siamo diventati un popolo feroce che non ha rispetto neppure per la morte? La «cultura dell’oltraggio»…

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mamma avatar

Sono figlia di un AVATAR. Nell’induismo questa parola non ha il significato che conosciamo, vuol dire discesa e incarnazione di una divinità. Mamma Avatar appartiene a questa definizione, credo che stiano sperimentando su di lei la nuova genesi. Penso che sia stata rapita dagli alieni, quelli dei cerchi nel grano per intenderci, che abbia donato parte del suo genoma per rigenerare esseri dotati di cellule riciclabili, umore al collagene, spirito ialuronico come l’acido che noi utilizziamo per restare giovani e che lei usa come condimento per le insalate. Mamma Avatar ha 74 anni e non se ne occupa. Come «Furia cavallo del west» si è idratata, negli ultimi cinquant’anni, soltanto con l’ausilio del caffè, per restare interessante all’occhio alieno ha accettato di passare dalla caffettiera alle cialde e non ha fatto una…

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