Lonely Planet Magazine Italia Marzo/Aprile 2021

L'edizione italiana della testata nata più di dieci anni fa nel Regno Unito (presente oggi in diverse realtà internazionali) rafforza il dna del brand: the definitive source of honest travel inspiration. Lonely Planet magazine Italia informa ed incoraggia ad esplorare il mondo ogni giorno, con l'autorevolezza riconosciuta che lo ha già reso un punto di riferimento. Oltre i cliché, col rigore di un travel brand autorevole ed originale, Lonely Planet vi accompagna in tutto il Mondo.

País:
Italy
Língua:
Italian
Editora:
We Inform srl
Periodicidade:
Bimonthly
US$ 5,10
US$ 14,74
6 Edições

nesta edição

1 minutos
editoriale

Abbiamo iniziato l’anno presentandovi Best in Travel 2021, uno speciale denso di spunti con tre parole chiave: sostenibilità, comunità, diversità. Tra risvegli e riscoperte di primavera ripartiamo dalla prima – tenendoci comunque strette le altre due, animano un dialogo per noi imprescindibile – con la riconversione outdoor di ciclovie su tracciati ferroviari dismessi e con quella indoor di strutture ricettive in spazi ripensati e ibridi. La dimensione ambientale intreccia la memoria anche nelle pagine successive e a coordinate diverse: in viaggio tra i due arcipelaghi norvegesi Lofoten e Svalbard, a piedi sui Pirenei tra Spagna e Francia, dentro alle acque dello Stour nella Constable Country, lungo quelle del fiume birmano Kelantan. E in Kenya: la cover story vi porta nella Mara Naboisho Conservancy per conoscere gli equilibri natura-uomini-risorse di una…

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mizrahì, vitalità e tradizione

TUT TO INIZIA con le migrazioni delle comunità ebraiche, si calcola siano oltre settecentomila gli ebrei che tra l’inizio degli anni Cinquanta e gli anni Ottanta lasciano Maghreb e nazioni arabe per Israele. È proprio dai loro insediamenti che le prime voci si alzano: cantano in ebraico e in arabo, utilizzano l’oud, il kanun (cordofono a settantotto corde) e il tamburo darbuka che hanno portato con sé nel viaggio verso la Terra Promessa. Alla musica mizrahì (“ebreo orientale”) vengono poi associati anche gli ebrei persiani, curdi e georgiani, bagdaditi e indiani. Un pool di artisti comincia ben presto a elaborare queste sonorità: si chiamano Avihu Medina, Joe Amar, Filfel Al-Masri, Zohar Argov e Haim Moshe. I cantanti decorano le proprie interpretazioni con trilli e glissati, il sound è spesso nasale…

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otto di otto

OLANDA HARLINGEN HARBOR CRANE Ad Harlingen, città portuale della Frisia attraversata da tanti canali, si può dormire in una gru. Costruita nel 1967, dalla forma a torre con braccio impennabile, questa bouwkraan è alta cinquanta metri e per tre decenni è rimasta in funzione a spostare container carichi di legna provenienti dalla Russia e diretti ai mari del nord. È stata poi trasformata in insolita sistemazione per due persone dopo un paio d’anni di lavori di restauro e sono gli ospiti stessi a decidere di quali viste godere dalla cabina (a diciassette metri da terra), controllandone la rotazione con un joystick. Per raggiungerla si sale con uno dei due ascensori e in quella che un tempo era la sala macchine ora ci sono letto matrimoniale, bagno con doccia e poltrone di design…

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questo albergo non è una casa

“Form follows function!” ammonivano un secolo fa gli alfieri della modernità e le realtà urbane che oggi abitiamo sono frutto di questo principio, semplice e convincente. E ancora ben radicato: una scuola è una scuola, un mercato è un mercato, una casa è una casa. Nella cultura del Novecento tutto era specializzato, un quartiere poteva essere popolare o borghese, una città operaia o amministrativa, mercantile o portuale. Ampie porzioni di territorio e un’infinita quantità di manufatti si sono poi però resi disponibili alla riconversione e l’architettura, soprattutto in occidente, è diventata l’arte della trasformazione, prima ancora che della costruzione. L’uso pare allora allontanarsi dall’intenzione immaginata e questo “effetto di distanza” non è straniante ma ci coinvolge in maniera attiva e creativa poiché punta su qualità dello spazio e libertà di…

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oltre la colomba

Pasque d’Italia COMUNI A MOLTE REGIONI sono i pani conditi: la crescia (focaccia a base di uovo, olio e pecorino della tradizione valdostana e marchigiana), la pizza al formaggio umbra (molto simile ma con un mix di formaggi e dalla forma a panettone), il casatiello napoletano (ciambella salata insaporita da sugna, formaggio e salame e decorata con uova sode). In Liguria si prepara la torta pasqualina, la cui sfoglia – idealmente composta di trentatré strati, come gli anni di Cristo – racchiude una farcia a base di uova sode e biete. In Veneto non tragga in inganno il nome dell’insalata pasqualina: è un ricco insieme di lattuga, asparagi, uova sode, gamberi, olive ed erbe aromatiche. Se in Emilia Romagna protagoniste sono le lasagne verdi (con sfoglia agli spinaci e ragù alla…

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7 specialità dal mondo

POLONIA Zurek Chiamato anche borsch bianco, è una gustosa zuppa a base di segale e salsiccia. La sua caratteristica principale è il gusto acidulo (zur rimanda al termine tedesco sauer) dovuto allo Zakwas Zytni, fermento di farina di segale e acqua. Altro ingrediente fondamentale è la Biata Kietbasa (insaccato bianco tipo wurstel) cui si possono aggiungere patate, funghi, pancetta e uova sode tagliate a metà per guarnizione SPAGNA Rosquillas de Semana Santa In Spagna la Semana Santa è un concentrato di dolcezza. Tra i prodotti più tipici queste ciambelline fritte croccanti fuori e morbide dentro, il cui impasto a base di zucchero, farina, uova e olio d’oliva è tradizionalmente privo di lievito e profuma di agrumi e anice. Piuttosto consistenti, si servono spolverizzate di zucchero (talvolta con aggiunta di cannella) o cosparse di miele o…

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