Quattroruote

Settembre 2021

Dal 1956 Quattroruote è la più amata, letta e autorevole rivista di automobilismo. Ogni mese news e anteprime dal mercato italiano e internazionale, inchieste, prove su strada e su pista, listino del nuovo e quotazioni dell'usato divenute riferimento per il mercato. Since 1956 Quattroruote has been  the most authoritative and appreciated car magazine in Italy. Every month it reports on car novelties, regulations, surveys, road tests and car-related economy. It is the true bible for car tests. Its quotations for second-hand and new cars are the benchmark for industry and consumers.

País:
Italy
Língua:
Italian
Editora:
Editoriale Domus Spa
Periodicidade:
Monthly
US$ 4,53
US$ 39,71
12 Edições

nesta edição

4 minutos
come l'elettrico divide l'industria

S'INIZIANO A SCORGERE I PRIMI CONTRASTI TRA GRANDI GRUPPI SULLA DECARBONIZZAZIONE palese il nervosismo che serpeggia fra i costruttori, impegnati in una transizione verso l'elettrico che stenta a decollare (sia nelle vendite, ancora lontane da una reale sostenibilità senza l'aiuto degl'incentivi, sia nello sviluppo dell'infrastruttura che del mercato è prerequisito primario). Che i nervi siano tesi lo dimostra lo sfogo del principale alfiere europeo delle EV, ovvero il capo della Volkswagen, Herbert Diess. Copio e incollo dal suo profilo LinkedIn: «Sono stato in viaggio con la ID.3 Pro S, che ha un'ottima autonomia per i viaggi impegnativi, tanto che si può scendere lungo il lago di Costanza e il Garda senza dover ricaricare. Ma le colonnine al Brennero sono troppo poche! Soltanto 4 presso uno shopping center, e pure occupate. Allora…

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quanti bit quantici in quel computer

Zero oppure uno: è il bit dei computer tradizionali. Zero-uno o contemporaneamente 0 e 1 o infiniti numeri tra 0 e 1: è il qubit degli elaboratori basati sulla meccanica quantistica. Il primo risale al 2001, è dell'Ibm e dichiara 7 qubit. Parte da lì la corsa al calcolo ultrarapido: nel 2018, Google annuncia che il suo chip da 53 qubit effettua in tre minuti e 20 secondi quello che al più potente supercomputer del mondo (il Summit Ibm) avrebbe richiesto 10 mila anni. Ma no, si ribatte, Summit in una configurazione diversa ci avrebbe messo appena due giorni e mezzo e sarebbe stato più preciso. Perché nel quantum computing non si tratta soltanto di essere veloci, ma anche affidabili. I qubit, infatti, sono potenti e al tempo stesso delicati.…

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si fa presto a dire gigafactory

Sembra facile, far nascere una fabbrica d'auto in Germania. Quella annunciata in pompa magna da Elon Musk avrebbe dovuto iniziare a produrre lo scorso luglio a una manciata di chilometri da Berlino. Ma, nella migliore delle ipotesi, i primi esemplari della Model Y made in Europe vedranno la luce solo verso la fine dell'anno. E c'è pure il rischio che se ne riparli nel 2022. Si potrebbe obiettare che non sia stata una grande idea andare a piantare le tende proprio in terra tedesca, stuzzicando inevitabili gelosie da parte di Volkswagen, Mercedes e compagnia. In realtà, per quanto paradossale possa sembrare per un sito destinato a sfornare Bev, a ostacolare i piani del vulcanico patron della Tesla sono stati soprattutto gli ambientalisti. I Grünen del Brandeburgo sono insorti dapprima contro…

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pieno di profitti per le case ue

SEMESTRI A CONFRONTO Ricavi (mln) Risultato netto (mln) Dati proforma Una robusta, salutare iniezione di profitti per dimenticare la pandemia. Un vaccino indispensabile, che è servito ai costruttori europei per invertire una tendenza che cominciava a preoccupare per davvero, specie a fronte degli investimenti destinati all'elettrificazione della gamma. Sullo sfondo restano i pesanti problemi di consegna delle vetture a causa della crisi dei microchip, ma i 31,5 miliardi di euro di utili portati a casa nel semestre dal pokerissimo BMW, Daimler, Renault, Stellantis e Volkswagen sono un ricostituente che permette ai management di guardare al futuro con un briciolo di ottimismo in più. Il cambio di passo rispetto al 2020, l'annus horribilis per l'auto e non solo, è evidente (a parte la BMW, con un mini attivo di 360 milioni, le altre big four…

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supercharger cercasi

Oltre il 70% di tutte le colonnine (rapide e no) d'Europa è concentrato in tre nazioni: 30 su 100 sono nei Paesi Bassi, più di 20 in Francia, quasi 20 in Germania. Quarta arriva l'Italia, i cui oltre 17 mila punti di ricarica censiti a fine luglio sono circa un quinto di quelli olandesi. Il paragone diventa impietoso se si considerano le rispettive popolazioni (60 milioni noi, 17 loro), superfici (301,3 km2 contro 41,5) e vetture circolanti (39 milioni vs 8,3). C'è però altro che Bruxelles sembra ignorare, quando indica gli obiettivi futuri: i 3 milioni di charger entro il 2030 sono diventati 6, poi 6,4, visto che dal 2035 si vogliono eliminare le auto a benzina o gasolio. Che questo implichi installare 13 mila punti di ricarica la settimana…

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è cinese la metà dei gas serra urbani

Se non fosse firmato da tre ricercatori cinesi, si potrebbe persino pensare a un pregiudizio nei confronti di Pechino. E, invece, il report "Keeping track of greenhouse gas emission reduction progress and targets in 167 cities worldwide" vede la luce a Guangzhou, più nota come Canton. Edito da "Frontiers in sustainable cities", autorevole pubblicazione specializzata dell'università di Manchester, in Gran Bretagna, dietro il chilometrico titolo raccoglie i dati relativi alle emissioni di gas serra di 167 grandi città di 53 Paesi e in diversi stadi di sviluppo. Per correttezza statistica, particolare attenzione è stata riservata a quelle situate in Cina, Stati Uniti, India e Unione Europea, cioè nei maggiori emettitori mondiali di anidride carbonica. COLPA DEL CARBONE Secondo il World economic forum, oggi più della metà della popolazione mondiale (sarà il 68%…

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