La carta non muore, anzi. Nel mondo reale continua a generare prodotti “reali”, un po’ riviste, un po’ libri, destinati ai lettori più curiosi e trasversali. Al confine fra web ed editoria tradizionale, gli indie magazine italiani si distinguono per contenuti d’avanguardia, grafica sperimentale e materiali eco: ne è un esempio Robida, pubblicazione multilingue ideata nel 2014 da un collettivo di artisti, scrittori, fotografi e architetti “dall’animo selvaggio e discreto” e che si pubblica una volta l’anno a Topolò, un paese al confine tra Italia e Slovenia in provincia di Udine. «“Robida”», spiegano i fondatori, «in sloveno significa “rovi”’, le piante che per prime occupano i territori in disuso. Non a caso, fin qui abbiamo esplorato temi come l’abbandono, il silenzio, la relazione fra domestico e selvatico o le valenze…
