Restaurare una barca storica in legno, dopo decenni di abbandono, è un’idea affascinante ma sempre piena di difficoltà. Anche quando sono delle maestranze specializzate a farlo. Immaginate se, invece, a lavorare sono dei ragazzi, certo pieni di buona volontà, ma poco esperti: le difficoltà aumentano, ma anche il livello della sfida, della posta in gioco. Si pensi che al restauro hanno partecipato, tra gli altri, immigrati provenienti dal Gambia, ma hanno dato una mano anche molti professionisti e artigiani, come un carpentiere francese dell’Accademia di restauro navale transalpina oppure Carlo Treviso, che a 25 anni aveva partecipato alla costruzione di Lisca Bianca.
Abbiamo così chiesto a Francesco Belvisi, il giovane yacht designer palermitano con un curriculum di tutto rispetto, cofondatore del progetto Lisca Bianca, cosa ha significato gestire, nel concreto,…