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Focus StoriaFocus Storia

Focus Storia

Ottobre 2019

La rivista interamente dedicata alle vicende, ai personaggi, alle curiosità che hanno caratterizzato i secoli passati. Ogni mese un numero speciale da conservare, con i grandi temi approfonditi alla maniera di Focus, per entrare nella Storia in modo diverso e avvincente.

Land:
Italy
Sprache:
Italian
Verlag:
Mondadori Scienza S.p.A.
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12 Ausgaben

IN DIESER AUSGABE

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editorial

La stufa, il parafulmine, gli occhiali da presbite, le previsioni meteo: non basterebbero dieci vite a “inventare”tutto questo. A Benjamin Franklin è bastata la sua, e in più ha trovato il tempo di sponsorizzare la causa americana in Europa e contribuire alla nascita degli Stati Uniti. Una mente eccezionale? Senz’altro, ma non l’unica. Sono decine i personaggi di grande spessore che, oltre ad aver scritto i libri di storia con le loro imprese, hanno anche dato un contributo “collaterale”ad altri settori. Cavour e Garibaldi, per esempio: mentre “facevano” l’Italia hanno messo a frutto il loro ingegno in agricoltura, nella causa animalista, nel settore idraulico... E la splendida Hedy Lamarr, volto iconico del cinema hollywoodiano, senza troppa pubblicità inventò una tecnologia ancora oggi alla base della telefonia mobile. Le abilità e…

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la pagina dei lettori

Sono stato un “Pioniere” Ho letto con molto interesse e un pizzico di nostalgia l’articolo “Le colonie di Lenin”con cui, su Focus Storia n° 155, (foto a destra) avete parlato delle colonie estive per i bambini dell’Urss soffermandovi, in particolare, sull’organizzazione dei Pionieri. Ritengo utile precisare che il sistema dei Pionieri, nato in Urss, fu in seguito esteso ai giovani di tutti i Paesi del Patto di Varsavia. Vorrei a tal proposito raccontare la mia esperienza di ospite di un Pionierlager o campo di Pionieri della Germania Orientale. Nel 1984, 1985 e 1986, come componente di una delegazione di giovani rappresentanti del Pci e della Cgil, ebbi il piacere di trascorrere parte delle mie vacanze estive nei pressi di Berlino Est, insieme a Pionieri tedeschi dell’Est, polacchi, cecoslovacchi, iugoslavi, ungheresi, bulgari,…

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quando i nostri avi si sballavano

I primi a “farsi una canna” sarebbero stati i montanari dell’Asia Centrale 2.500 anni fa, appartenenti forse al popolo dei Sogdiani. Lo testimonia la scoperta di alcuni bracieri risalenti al V secolo a.C., ritrovati nel cimitero di Jirzankal, a 3.000 metri di altitudine sulle montagne della regione del Pamir, nella Cina Occidentale (in basso, uno di questi bracieri). Già da secoli la cannabis era coltivata sugli altipiani del Tibet, soprattutto per uso tessile e alimentare. Ora gli scavi archeologici indicano che i bracieri ritrovati lungo le antiche Vie della seta venivano utilizzati per bruciare la pianta nelle cerimonie funerarie sviluppandone le proprietà psicoattive. Probabilmente le piante venivano messe dentro il braciere su pietre ardenti per sprigionare il fumo inebriante durante i rituali legati al seppellimento dei morti. Concentrazione elevata. Lo studio…

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parità di genere alla vichinga

Oggetti da cucina e armi deposti nelle tombe dei Vichinghi non sono sufficienti a capire se a “riposarsi”dentro era un maschio o una femmina. Un recente studio su oltre 200 tombe vichinghe, collocate poco lontano da Oslo (Norvegia) e risalenti tra l’VIII e l’XI secolo d.C., ha evidenziato infatti che i corredi funerari contenevano oggetti simili sia per gli uomini sia per le donne, compresi utensili da cucina, gioielli e chiavi. Interscambiabili. Secondo Marianne Moen dell’Università di Oslo, la somiglianza degli oggetti che uomini e donne volevano accanto a sé nel sonno eterno rivelerebbe come anche in vita i ruoli di genere fossero stati meno marcati, anche se per esempio gli utensili da cucina nelle tombe maschili avevano a che fare più che altro con il ruolo dell’ospitalità o magari con…

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pigiati e nevrotici

Problemi di convivenza in città? Non sono una nostra prerogativa: c’erano già 9.000 anni fa a Çatalhöyük (Turchia), uno dei primi centri urbani neolitici. A un certo punto l’affollamento dell’agglomerato (8.000 abitanti) e altri fattori portarono a frequenti battibecchi tra vicini, che sfociarono anche in casi di omicidio. Attacchi a tradimento. Esaminando i crani di 95 scheletri, gli studiosi dell’Università dell’Ohio hanno constatato che ben il 25 per cento di questi avevano ricevuto cure per ferite causate da biglie di argilla, trovate sul sito. La maggior parte delle vittime erano donne, di cui 12 colpite più volte da dietro con fionde. Secondo gli studiosi i motivi di queste violenze sono svariati. La cosa peggiore era che le case erano così vicine una all’altra che si doveva entrare dal tetto, mentre sui…

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