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Focus D&R

Focus D&R Estate 2016

Focus Domande e Risposte è la rivista interamente dedicata alle domande più curiose, intelligenti, imbarazzanti, ma non impossibili. Permette di accostarsi in modo originale e immediato alla conoscenza scientifica con domande mai scontate, rapidità di lettura e divertimento. Tra i contenuti: notizie scientifiche, risultati di ricerche in tutti i campi, ma anche tematiche più leggere, curiose e ironiche e tante notizie legati a temi di attualità e di forte impatto.

Land:
Italy
Sprache:
Italian
Verlag:
Mondadori Scienza S.p.A.
Erscheinungsweise:
Quarterly
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1 Min.
a chi appartiene la luna?

La Luna, così come lo spazio, è una risorsa globale dell’umanità: nessuno può vantarne il possesso. La normativa vigente, infatti, rimane quella voluta dall’Unoosa, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico, e sancita nel 1967 con l’Outer Space Treaty nel quale, all’articolo 3, viene specificato che “lo spazio non può essere soggetto a nazionalizzazione per dichiarazione di sovranità, per fini di utilizzo o occupazione, né per qualsiasi altro scopo”. L’articolo 5 del trattato specifica poi che “la Luna e gli altri corpi celesti devono essere sfruttati solo per scopi pacifici” TUTTO MIO. Negli anni, tuttavia, alcune interpretazioni del trattato hanno voluto sottolineare come il divieto di appropriazione da parte di privati non fosse esplicitamente proibito: così, nel 1979, fu deciso di stilare un nuovo documento, il Moon Agreement…

1 Min.
editors

“TRA LE TANTE D&R che a ogni numero vi proponiamo, ce n’è sempre qualcuna che fa pensare un po’ di più. Questa volta si è trattato della risposta a una questione semplice e curiosa, di quelle che di solito fanno i bambini: “Le mosche si fanno male, quando sbattono contro i vetri”? (pag. 8). Risposta: no. Sono prive dei recettori nervosi che fanno conoscere agli uomini (e a mammiferi, pesci, uccelli) cosa sia il dolore. Beate loro? Dipende. Il perché siano fatte così, infatti, ha una spiegazione evolutiva: non vivono abbastanza a lungo perché il dolore possa insegnare loro qualcosa. Se una mosca si spezza una zampa, insomma, pazienza. Continuerà a sbattere contro il vetro: tanto dopo pochi giorni sarà morta comunque. Per noi la natura ha previsto qualcosa ...…

1 Min.
le farfalle ricordano quando erano bruchi?

Lo ha dimostrato un gruppo di biologi della Georgetown University (Usa), facendo in modo che bruchi di Manduca sexta (la “sfinge del tabacco”) sviluppassero un’avversione per alcuni odori: ogni volta che erano nell’aria, ricevevano una piccola scossa elettrica. Così, gli animali associavano questi odori allo stimolo fastidioso. Si è visto che una volta diventati farfalle evitavano di avvicinarsi alla fonte degli odori, mostrando ancora la repulsione maturata prima della metamorfosi. Quindi, nella farfalla resta una traccia della sua vita da bruco. Ma dalla ricerca risulta anche che il ricordo rimane nella farfalla solo se l’esperienza è stata vissuta da un bruco già adulto, che si appresta cioè a diventare crisalide.…

1 Min.
perché gli elefanti non possono saltare?

Le ragioni stanno nell’enorme massa corporea e nella particolare conformazione delle zampe, che rendono impossibile ai pachidermi sollevare contemporaneamente tutti e quattro gli arti. A differenza della maggioranza dei mammiferi, infatti, le ossa presenti nelle zampe degli elefanti sono tutte rivolte verso il basso, circostanza che gli impedisce di imprimere la spinta necessaria a elevarsi dal terreno. SFORZO INUTILE. Mentre altre specie sono “costrette” a saltare se vogliono sopravvivere ai predatori, nel caso degli elefanti il salto risulta inutile data l’imponente mole dell’animale, sufficiente di per sé a difenderli dai malintenzionati. Per lo stesso motivo i pachidermi possono permettersi di essere molto lenti, tanto da non superare i 20 km orari nemmeno in corsa.…

1 Min.
le mosche che sbattono sul vetro si fanno male?

Almeno non secondo la nostra “percezione del dolore”. La ragione è che il sistema nervoso delle mosche, e degli insetti in generale, è diverso da quello di mammiferi, uccelli e pesci: non possiedono i recettori del dolore, i cosiddetti nocicettori, cellule specializzate in grado di inviare segnali al cervello attraverso il midollo spinale, e non sono in grado di interpretare “emotivamente” gli stimoli esterni. Molto probabilmente una mosca con un’ala spezzata cercherà di volare di nuovo, perché non prova il segnale doloroso che le sconsiglia di farlo. Accade perché il comportamento delle mosche è in gran parte una funzione della genetica: sono pre-programmate per comportarsi in determinati modi. Un motivo evoluzionistico è legato alla durata della loro vita: troppo breve (2-3 settimane in media) perché traggano lezioni utili dalle esperienze…

1 Min.
quante specie di delfini d’acqua dolce esistono?

Quelle ufficialmente riconosciute sono tre, una asiatica e due sudamericane. Il platanista (Platanista gangetica) vive nelle acque dei fiumi indiani Indo e Gange, mentre le altre due proliferano nel bacino del Rio delle Amazzoni e in altri fiumi sudamericani: la pontoporia (Pontoporia blainvillei) è adattata alla vita negli estuari dei fiumi, mentre l’inia (Inia geoffrensis, nella foto sopra) è un cetaceo dal colore rosa molto comune nella regione amazzonica. Analisi genetiche hanno suggerito la possibilità che quest’ultima sia suddivisa in tre specie distinte, che vivono in luoghi geograficamente isolati. SCOMPARSO. Fino a pochi anni fa, questo elenco avrebbe incluso il lipote (Lipotes vexillifer), il delfino del Fiume Giallo, estinto nel 2006 a causa della pesca intensiva e dell’eccessivo inquinamento delle acque del fiume cinese.…