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Vogue Italia Dicembre 2020

Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.

Land:
Italy
Sprache:
Italian
Verlag:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Erscheinungsweise:
Monthly
3,07 €(Inkl. MwSt.)
20,57 €(Inkl. MwSt.)
12 Ausgaben

in dieser ausgabe

3 Min
niente di scontato

Si può credere che questo sia solo un anno da archiviare in fretta. Oppure si può provare a guardarci dentro, per vedere se oltre allo shock e al dolore ci si trova qualcosa da salvare, qualche seme destinato a germogliare. Se è vero, come si dice, che a volte occorre spegnere la luce perché le persone si diano da fare per riaccenderla. È un esercizio inevitabilmente individuale, sono troppe le variabili che hanno investito la vita di ciascuno. Per quanto ci riguarda, tra i molti e irreversibili cambiamenti che il 2020 si porta dietro, in questa spaventosa altalena emotiva, c’è una sensazione che abbiamo ritenuto importante raccontare nelle pagine che state per leggere: che si sia riscoperto un certo senso di comunità, di adesione ritrovata al bene collettivo. Persino in un…

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3 Min
ciao beppe, e grazie

Non crediate che John Fairchild avesse definito Beppe Modenese “primo ministro della moda italiana” per riconoscergli uno status simbolico. Entrambi erano lontanissimi dall’uso o, tanto meno l’apprezzamento, dell’arte della piaggeria. Ed erano anche troppo educati, troppo gran signori per abbandonarsi o compiacersi del lessico spesso enfatico della moda. Con quelle tre parole, l’editore di WWD aveva riconosciuto all’uomo che aveva fatto di Milano il cuore pulsante della moda italiana uno status politico, e Modenese, scomparso il 21 novembre scorso a quasi novantuno anni (ma forse erano 93: «Non rivelo la mia data di nascita perché devo difendermi come posso dalla stupidità della gente: è convinta che le persone anziane debbano essere anche rimbambite», diceva), ne andava giustamente orgoglioso. Al momento dell’incoronazione da parte di Fairchild correva il 1983, e Modenese, elegantissimo…

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2 Min
e qui comincio io

È successo proprio così: mi trovavo a un party e una persona che non conosco si avvicina e dice: «Oddio, quando ero piccolo la faccia di tua madre stava sopra il mio letto!». Io rispondo: «Ma dai, anche sopra al mio!». Ovviamente intendo la sua faccia reale – quella della donna che io chiamo “mamma”, che veniva a controllare come stavo, che mi diceva ti voglio bene, che sussurrava buongiorno e mi cantava la ninna nanna prima di dormire. Per me era bellissima e sì, avrei voluto essere come lei, comprese le rughette intorno al naso quando rideva. È ancora così, dopo tanti anni. Essere figli di un’icona è un’esperienza particolare. Quando avevo otto anni un fotografo amico di famiglia provò a spiegarmi il volto di mia mamma. «Lei non ha…

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2 Min
parole, parole

Ne usciremo insieme, da soli non si può. Finalmente uniti, meno ossessionati dal profitto. Le crisi sono occasioni per ritrovare un senso di comunità. Gratitude and empathy. Penseremo e agiremo al plurale, in concerto e accordo. Non più io, ma noi. I grandi a sostegno dei piccoli, per fare sistema. It’s all about giving back. Quanta retorica è fiorita sulle macerie della crisi ancora in corso. Giardini di bei pensieri, florilegi di buoni propositi, siepi e serti di mantra unitaristi, praterie di glamourosi socialismi ecumenici. Parole, parole e ancora parole che ci hanno avvolto in una selva inestricabile che si infittisce senza tregua, attorcigliandosi, aggrovigliandosi, espandendosi in macchie nelle quali perdersi è facile ed è forse l’unica azione possibile causa stordimento da proclami. Scrivo a inizio novembre, ignaro di quel che sarà anche solo domani, certo solo…

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3 Min
questa non è una fotografia di moda

Jackie Nickerson ha attirato la nostra attenzione per la prima volta nel 2012, quando, messa da parte la sua carriera nelle redazioni di moda, aveva pubblicato Farm (Jonathan Cape), uno straordinario libro di fotografie scattate in Africa. I soggetti erano lavoratori dei campi in Zimbabwe, Malawi, Mozambico e Sudafrica, uomini e donne con uno strato protettivo di tessuto e materiali industriali così incredibilmente ingegnoso da far pensare alle più eccentriche creazioni di Rei Kawakubo per Comme des Garçons. Non sorprende, quindi, che il libro sia diventato un vero e proprio cult per fashion designer e stylist, o che Nickerson, americana attualmente di base in Irlanda, sia poi tornata a lavorare per le riviste, con servizi di moda, ritratti, still life e foto di paesaggio. Quasi tutti questi soggetti sono presenti…

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4 Min
reset

Dopo tanti anni uguali a tappe di pianura, di colpo ne arriva uno che travolge tutto come l’ascesa al Mont Ventoux. Fuor di metafora ciclistica, è scontato individuare nel 2020 un intervallo temporale memorabile. Da semplice cifra ripetuta, è diventata la targa dell’inquietudine. C’è già successo però, anche nelle settimane più buie, osservando per esempio lo spirito di mutua solidarietà nato dal basso o scoprendo un nuovo significato nelle esperienze banali – passeggiare con il cane –, di attribuire al 2020 un potere, quello di chiudere con un’epoca «dura», come l’ha definita Rebecca Solnit in un intervento sul Guardian, per inaugurarne una «mitigata dallo spirito della generosità». A dimostrazione, la scrittrice citava «un ragazzo che consegna la spesa in bici, la vestizione di un’infermiera per l’Unità Intensiva, un medico diretto…

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