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La Cucina Italiana

La Cucina Italiana Novembre 2020

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Ogni anno oltre 1.000 nuove ricette provate per voi nella cucina di redazione. Spunti, idee e suggerimenti per divertirsi ai fornelli e preparare piatti di sicuro successo. La Cucina Italiana, recentemente rinnovata nella veste grafica, propone anche rubriche che vanno dalla scuola di cucina all’educazione alimentare dei più piccoli, dal turismo enogastronomico alle nuove tendenze.

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Land:
Italy
Sprog:
Italian
Udgiver:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frekvens:
Monthly
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1 min.
ciao, niko!

Se decidete di andare da Niko Romito a Casa-donna, in Abruzzo, preparatevi a un viaggio. Un vero viaggio. Dovunque sia la partenza. Un viaggio in una terra straordinaria, un viaggio nei sapori assoluti e magnifici della nostra tavola. Niko è il quinto cuoco che ha diretto un numero di La Cucina Italiana perché è tra i più grandi (anche per la guida Michelin, visto che ha tre stelle dal 2013). Ha estratto la purezza della nostra cucina, senza compromessi, senza paura. È come un cavaliere impavido che si batte per il gusto del nostro cibo, certo dell’unicità della nostra cultura. Lo fa alla sua maniera, con la sua proverbiale riservatezza e quella gentilezza che hanno solo i migliori. E sposta l’asticella sempre più in là. «Mamma, ci devi credere», diceva…

2 min.
insie me con noi

IN COPERTINA La regia della nostra copertina è di Luca Guadagnino, che ha scattato il ritratto di Niko Romito, e ideato e allestito la scenografia alle sue spalle. Regista, sceneggiatore e produttore, ha conquistato il pubblico con il film Chiamami col tuo nome (2017), candidato a quattro premi Oscar e vincitore per la migliore sceneggiatura non originale. Già nel 2005 aveva riscosso successo con Melissa P. e poi con Io sono l’amore e A Bigger Splash, parti della «trilogia del desiderio» di cui Chiamami col tuo nome è il terzo capitolo. Le sfumature dei sentimenti sono affrontate anche nella recente miniserie We Are Who We Are, del 2020. LUCA GUADAGNINO «Nella tradizione culinaria italiana trovo una varietà unica e stimolante. Mi piace catturare la semplice bellezza del cibo nella sua luce più naturale». SOFIE DELAUW…

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la bontà cura

Famolo strano, tanto per parafrasare Carlo Verdone. Oggi si mangia così». Il professor Lorenzo Maria Donini si concede una battuta per commentare il nostro modo di mangiare oggi. Un giudizio inquietante se proviene dal nutrizionista e dietologo emerito che per due anni, insieme allo chef Niko Romito, ha coordinato il lato scientifico del progetto pilota IN-Intelligenza Nutrizionale, realizzato per l’Ospedale Cristo Re di Roma, destinato a mettere a punto un protocollo per portare a un livello eccellente la tavola ospedaliera. In particolare, professore, cos’è che non va nel nostro modo di mangiare? «Arrivano in continuazione mode più o meno originali con modelli alimentari che non ci appartengono. Comportamenti sempre più lontani dallo stile mediterraneo, che portano aumento di peso e quindi malattie dismetaboliche: sovrappeso, pressione alta, diabete». Allora come dobbiamo regolarci? «Abbandonando le tendenze…

3 min.
notiziedi cibo

Dolce quotidiano Ha richiesto anni di ricerca e di studi approfonditi sulle tecniche di fermentazione dei lievitati della pasticceria tradizionale italiana, e alla fine eccolo qui: il pandolce di Niko Romito. Terzo dolce da forno firmato dallo chef abruzzese, nasce nel suo laboratorio di panificazione a Castel di Sangro (L’Aquila): «L’ho realizzato in due versioni, classico e al cioccolato (nella foto), immaginandolo come una coccola quotidiana da gustare in qualsiasi momento della giornata, tutto l’anno». Se pensate a una licenza poetica sul panettone, vi sbagliate. Il segreto di tanta bontà è «l’utilizzo di un’emulsione di mandorle biologiche e di olio extravergine di oliva che rendono l’impasto soffice e leggero, goloso e al contempo sano». Dove lo trovate? Da Spazio Niko Romito Bar e Cucina a Roma, da ALT a Castel di…

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collane di gusto

L’ispirazione arriva da un favo di cera che viene fuso in ottone dorato e circondato da api d’argento: nasce così una delle ventuno collane che l’orafo-artista Giovanni Raspini espone alla mostra Gioielli da una Wunderkammer. Il titolo allude alla «camera delle meraviglie» dove tra il Cinque e il Settecento studiosi e aristocratici raccoglievano reperti naturali e oggetti rari. Alla base c’è invece un pensiero sull’unicità e sullo scarto: «La collana Spaghetti allo scoglio e quella coi ricci», spiega Raspini, «sono fatte di gusci che altrimenti sarebbero stati buttati via». A Palazzo Visconti, a Milano, dal 6 all’8 novembre, e online su gioiellidaunawunderkammer.it…

3 min.
tra moglie e marito, tu mettici niko

Scelta del ristorante: di pancia o di testa? «Entrambe. Se esco, voglio mangiare bene, ma mi aspetto anche qualcosa che mi stimoli, che attiri la mia curiosità. Qui c’è uno stile moderno ed essenziale che impatta con l’esterno glorioso del Duomo: bam!». «Sempre di pancia e mai di testa. La sensazione quando entri in un posto nuovo, se positiva, ti rimane incollata addosso per anni. Qui mi colpisce l’architettura, l’altezza della sala, la luce. C’è l’eleganza di qualcuno che non si vuole mostrare, però. Molto in stile Romito». La tavola: nuda o vestita? «Vestita. La verità è che sono abbastanza imbranata ad apparecchiare, mi concentro più sul cibo, quindi, in un ristorante elegante come questo, do una certa importanza alla forma». «Nuda, perché è una sorta di manifesto intellettuale: racconta un’onestà senza fronzoli che poi…