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Mode
Marie Claire Italia

Marie Claire Italia Gennaio 2020

Quando l'eleganza è di moda. Una delle più qualificate riviste internazionali. Moda da sogno, shopping irrinunciabile, bellezza e benessere. Approfondimenti di attualità e interviste esclusive. Marie Claire da oltre 25 anni racconta le donne e le loro passioni con uno stile unico e inconfondibile

Land:
Italy
Sprog:
Italian
Udgiver:
HMC IITALIA SRL
Frekvens:
Monthly
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i denne udgave

2 min.
editoriale

Il mio futuro inizia quando mi sveglio la mattina. Ogni giorno trovo qualcosa di creativo da fare nella vita. Miles Davis Non ho smesso di mangiare dolci, non ho usato di meno lo smartphone o letto più libri del solito, ma un proposito è diventato realtà. Creare una rete più umana, ci eravamo detti all’inizio di quest’anno. Fatto. Un esempio è stato il nostro progetto di ricerca di talenti, Future Visioni Bodytelling, che ci ha fatto incontrare giovani studenti e scoprire quanta creatività circola nelle università e nelle scuole italiane. I vincitori sono i guest editor di questo numero. Quattro ragazze - Ana, Yara, Martina e Cristina - appassionate, riflessive, aperte al nuovo, toste, pronte a mettere in discussione il mondo con voce limpida. E Giovanni, così attento e gentile, puntuale nella…

3 min.
scriviamoci

IL REWILD NON È UN SAFARI IN CITTÀ Ho molto apprezzato il punto di vista sullo spirito selvaggio che avete proposto su Marie Claire di novembre. Sono una studentessa di Veterinaria e sto lavorando sul campo proprio al concetto di selvaticità e alla sua percezione tra le popolazioni. Quella di Michele Neri è una riflessione molto utile per ricordare che ci vuole rispetto per gli animali che popolano i nostri boschi e le nostre campagne. Molti di loro si avvicinano alle città e spesso entrano perché trovano cibo tra i rifiuti. Riconnetterci alla natura secondo me prevede anche migliorare come cittadini. Carlotta, Roma Il rispetto per gli animali è sempre un tema che amiamo. E hai ragione: oltre a imparare a entrare in sintonia con l’ambiente come ci insegna l’articolo di Michele…

3 min.
tifiamo per il nuovo che arriverà. con un messaggio che è un’esplosione di vita

In questa rubrica, ormai da un bel po’, ho la fortuna di accogliere le vostre storie e trasformarle in dei racconti. Ma mi è arrivata una lettera talmente piena di una misteriosa e potentissima energia che, invece di trasformarla, vorrei condividerla con voi. Perché è Natale, perché gli occhi di Giulia permettano ai nostri di guardare all’anno che arriva senza paura, curiosi e basta di quello che porterà, tifando sempre e comunque per quanto di nuovo e di stupefacente possiamo aiutare a fare nascere e a fare crescere, dentro e fuori di noi. Auguri e auguri, Sentimentalisti Anonimi miei. Ciao Chiara, ti scrivo come Sentimentalista, non Anonima però, e ti voglio raccontare della Vita. Mi chiamo Giulia, ho venticinque anni, e da un anno ho iniziato a lavorare come ostetrica. Quando ero…

3 min.
del 2019 conserverò la grazia di alcuni gesti. come il sorriso complice di mio padre

Per uno già portato a stilare elenchi, bilanci, la fine dell’anno è una calamità. Scrivo e riscrivo le dieci/venti/zero cose che penso abbiano lasciato un segno nei dodici mesi passati, ma non mi soddisfano. Mi scopro lagnoso, ingrato o distratto. L’anno intanto fugge. Questa volta ho deciso di provarci dentro le 3.500 battute della rubrica. E se cerco un senso che mi faccia esclamare, però, il 2019!, so che deve trovarsi dentro la matassa di parole, corpi e scambi che sono le relazioni famigliari. Non riporto le ipotesi insoddisfacenti poi abbandonate: passo subito al tesoro, all’emozione cui mi sono aggrappato anche nei giorni di tempesta. È stata la bellezza, la grazia particolare di gesti e pensieri. Quei momenti in cui l’altro ha manifestato la propria armonia con l’esistenza, abbellendola, mettendola in…

3 min.
non ce la posso fare: viva chi ha il coraggio di dirlo, magari con humour

Abbasso la lagna. Ma abbasso anche la vergogna o l’impossibilità di mostrare le proprie debolezze, e un mondo - reale o virtuale - dove è doveroso essere sempre forti, fighi, belli, soddisfatti. Oggi è così, e un po’ lo è sempre stato. Ma che festa quando qualcuno squarcia il velo del vincente-mente corretto. Scena 1. Nel magnifico Domenica, maledetta domenica (1971) di John Schlesinger ci sono cinque minuti che deviano dal plot: Glenda Jackson, consulente d’azienda, riceve per un colloquio di lavoro un bel tipo sui 45/50 anni, e dopo un po’ che parlano gli chiede se «si sente poco bene, tutt’a un tratto è diventato pallido...». E lui, più o meno: «No no, sto bene, è che alla mia età se cerchi lavoro è meglio metterti il cerone, che però…

3 min.
parliamo di sorellanza: le donne remano tutte nella stessa direzione?

MARTINA DOMENICI Nata a Livorno il 7 agosto del 1992, ha studiato infermieristica a Pisa e ha lavorato in diversi ospedali milanesi. È specializzata in emergenza e urgenza. Ha frequentato il corso di scrittura creativa e storytelling alla Scuola Mohole di Milano, con la quale oggi collabora. Con il racconto La muta si è classificata seconda al nostro progetto Bodytelling. «Solo imparando a far fronte comune contro gli stereotipi maschilisti si avrà la solidarietà femminile» «Che occhiaie, chissà cosa hai fatto ieri sera». Non è stata una mia amica a parlare, ma la caposala di reparto dell’ospedale in cui lavoravo. Battute di questo genere avvengono spesso e sottintendono una certa ambiguità voluta. E mentre gli uomini ridono, le donne liquidano gli episodi con superficialità, attribuendo la colpa a me perché "me la prendo troppo".…