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Mode
Marie Claire Italia

Marie Claire Italia Giugno - Luglio 2020

Quando l'eleganza è di moda. Una delle più qualificate riviste internazionali. Moda da sogno, shopping irrinunciabile, bellezza e benessere. Approfondimenti di attualità e interviste esclusive. Marie Claire da oltre 25 anni racconta le donne e le loro passioni con uno stile unico e inconfondibile

Land:
Italy
Sprog:
Italian
Udgiver:
HMC IITALIA SRL
Frekvens:
Monthly
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2 min.
editoriale

Ho smesso di domandarmi perché. Ogni problema è un’opportunità. Ezio Bosso Fino a sei mesi fa pensavo che il mio tempo libero fosse quello trascorso in aereo. Voli lunghi, telefono spento, libri e film. Assurdo, lo so, ma era così. Poi è arrivata la pandemia: viaggi cancellati, agenda vuota, il tempo della frenesia sostituito dal tempo della natura. Giornate scandite da albe e tramonti, canti di uccelli e lo sbocciare dei fiori. La luna piena un evento. Lo smart working una nuova routine. Sospesi nell’incertezza: il lockdown finisce? No, fra due settimane, anzi tutto aperto da lunedì. Abbiamo perso il controllo delle nostre vite, ma ci siamo goduti la famiglia, imparato a convivere con la solitudine, la tristezza, i nostri pensieri. Ci siamo ripetuti "andrà tutto bene", faceva star meglio dirlo,…

3 min.
un futuro più umano?

Non è vero che tutto cambierà. Non è vero che noi cambieremo. Come per un ex che non vogliamo più sentire nominare, chiuderemo quello che è legato a questi giorni dolorosi in una scatola in soffitta. Le ricette del lievito madre e il colore per capelli. I libri che abbiamo letto e tutte le autocertificazioni che abbiamo stampato. Le videochiamate, le videoconferenze e tutto quello che girava sui social, l’espace d’un matin. Ci metteremo gli attrezzi ginnici, le tute consumate, i flash mob dal balcone in cui cantavamo l’inno di Mameli, con l’unica certezza che non eravamo "pronti alla morte". Sigilleremo tutto e poi piano piano riprenderemo. Nel momento in cui qualcuno griderà "tana, liberi tutti" ci precipiteremo dai parrucchieri, nei centri estetici, nei centri commerciali, a riprenderci quello di…

3 min.
figlia mia, siete malati di vita, dolcezze incluse. ti aiuterò a guarire dal fonfe

Di cosa hai paura? Non lo so, papà. Mia figlia grande è della seconda metà degli anni Novanta e appartiene alla Generazione Z, i nati tra il 1996 e il 2010. Che cosa li accomuna? Una paura. Non tanto per la mancanza di lavoro o la concorrenza globale (angosce dei Millennial): a spaventarli, spesso è la vita in sé, i normali saliscendi delle giornate; una diagnosi al volo direbbe che sono malati di vita, dolcezze incluse. Così vulnerabili, come reagiranno dopo mesi di un’ansia pandemica che ha confermato i loro timori, il guardare con apprensione al mondo fuori? A lockdown finito, sono seduto con lei su una panchina del parco. Se passa uno senza mascherina, lei lo incenerisce. Accennare al ritorno alla normalità è pericoloso, ma è un modo per entrare nelle…

3 min.
la spesa online. il cavolo nero xl. il mocio. e quel sopravvalutato di sartre

In futuro, nulla sarà come prima. È il refrain che accompagna una catastrofe, una truffa planetaria, una pandemia, ma anche un amore dannosissimo, un’azione sconsiderata, eccetera. Sarebbe bello ci fosse una specie di riparazione automatica, ma non ci credo tanto. Però ci spero: certe azioni decise o accettate in emergenza diventano tiepidamente abitudini nella normalità. E anche una cosa scemissima è istruttiva per sempre. Quel martedì di lockdown, per esempio, guardo il mio carrello della spesa online fermo da giorni e vedo che la consegna è finalmente disponibile. Bingo! Pago (accidenti però, un sacco) e non vedo l’ora sia domani. Poi domani è oggi, suona il citofono, il fattorino bardato da astronauta esce dall’ascensore e inizia a scaricare sacchetti sull’uscio di casa mia e io comincio a portarli dentro. Uno, due,…

3 min.
lui è sposato e lei si sente al sicuro. perché se uno non c’è, non ti potrà abbandonare

Succede . Che l’amore, quello che aspettavamo da sempre, arrivi: succede. E succede che finisca. Perché noi, perché l’altro. Perché amavamo troppo, troppo poco, male, perché ci siamo distratti per un attimo, e proprio in quell’attimo è precipitato tutto, perché non ci siamo distratti mai, e ogni tanto però bisogna, perché mancava l’aria, l’acqua, c’era bisogno di più luce, di una vacanza, di stare zitti. Perché boh, è forse l’unica risposta. Così come comincia (perché? boh!), l’amore finisce. E noi ci ritroviamo di nuovo soli, con un rumore di mobili che si spostano al posto del cuore. È così che si ritrova Adele, quando incontra Giacomo. È sola da tanto, è sola da troppo, ma il rumore di mobili che si spostano non passa. Giacomo è sposato, lo dice da subito che non lascerà mai sua moglie,…

2 min.
con l’isolamento le differenze di genere sono aumentate? una professoressa e un coach a confronto

«ANCHE IN PAESI CHE VANTANO POLITICHE PIÙ PARITARIE, LA DIFFERENZA D’IMPEGNO SI È FATTA SENTIRE» Il lockdown ha pesatosenza dubbio più sulle donne, perché il lavoro domestico era già (ed è rimasto) distribuito in maniera iniqua. Ecco che la famiglia intera riunita a casa, in assenza di servizi, ha determinato per loro un raddoppio di incombenze. Pranzi e cene da preparare quotidianamente e per tutti, bambini e adolescenti senza scuola o con una scuola da organizzare online. Problemi non solo italiani: anche in Paesi che vantano politiche più paritarie e una cultura che facilita la condivisione dei lavori casalinghi e di accudimento dei figli o in cui è normale che entrambi i componenti della coppia lavorino fuori casa, la differenza di impegno si è fatta sentire. A discapito della donna: se…