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Lampoon Magazine

Lampoon Magazine Issue 12

Snob & Pop – is Lampoon’s DNA. Mixing high and low, the aristocrat with the business. A magazine for women and men. Fashion whose strength lies in aesthetic research. Always self-ironical, and so self-confident.

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Land:
Italy
Sprog:
Italian
Udgiver:
Lampoon Publishing House SRL
Frekvens:
Quarterly
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4 Udgivelser

i denne udgave

4 min.
dionysus

A DICEMBRE , a tre mesi dall’apertura, 250 mila biglietti d’ingresso erano già stati staccati per la mostra di Caravaggio, al Palazzo Reale di Milano. Non era più possibile prenotare la visita – tutti i posti esauriti fino al 28 gennaio, giorno di chiusura. L’unica possibilità per entrare era mettersi in coda. DALLE OMBRE del Merisi nascono gli scintilli di Sølve Sundsbø, da un baratro di rocce scure sorge la Torre d’Avorio di un’Infanta Imperatrice de La Storia infinita – per interpretarla, abbiamo voluto Lina Hoss. La moda di questa primavera è composta di luccichii e bagliori che nascono dai chiaroscuri, dal buio di un inverno concluso. Nel corso del 2018, Fendi sostiene il progetto di catalogo digitale di tutte le opere del Caravaggio, lavorando con la direzione della Galleria Borghese…

14 min.
f**king dionysus napoli extravaganza eddie peake

VOLCANO EXTRAVAGANZA – I Polpi, festival itinerante, si apriva il 13 luglio scorso con una performance calcistica sui generis, dell’artista britannico Eddie Peake: titolava Animals ed era una rielaborazione di Touch, lavoro che Peake aveva concepito nel 2012. Protagonisti di questa reinvenzione partenopea, alcuni aitanti giocatori dilettanti di football della zona napoletana, si sono esibiti completamente nudi e grondanti, vista la calura insopportabile, con calzettoni e debite scarpe, in una sofferta metafisica partita di calcetto in due tempi, di quindici minuti ciascuno. «Napoli è una città terribilmente sexy», sussurrava in quell’occasione un noto curatore d’arte contemporanea. UNA SORTA DI AUTODAFÉ . Una simbolica riflessione da parte di Peake, la cui poetica, che si esprime in media diversi, verte spesso su tematiche inerenti la sfera sessuale. Animals era imperniata sulla liberazione del…

10 min.
don carlos de beistegui marie-hélène de rothschild gene tierney

CHARLES DE BEISTEGUI , alias don Carlos de Beistegui e Iturbe, milionario messicano con passaporto spagnolo imposto da re Alfonso XIII di Borbone. Una ricchezza che veniva dalle miniere d’argento di famiglia, figura affascinante e cosmopolita di anfitrione, collezionista e mecenate vissuto tra il 1895 e il 1970. Preda di un’ossessione creativa medianica, di una deriva iper-estetica e narcisistica, padrone di un gusto sontuoso e cangiante come un romanzo d’appendice e fino alla fine ostinatamente celibe. Orson Welles ebbe a definirlo «esigente anche con le donne, come minimo le vuole duchesse». BEISTEGUI PUR APPARTENENDO di fatto al Ventesimo secolo, con Alexis de Redé, il ministro ai fasti dei Rothschild all’Hôtel Lambert, è stato forse l’ultimo esegeta dell’ancien régime. Un’aura di sortilegio, quella che lo circonda, la liturgia di un intrattenimento sconfinante…

7 min.
jim morrison marcel duchamp a conversation with eve babitz

ILLUSTRATRICE, SCRITTRICE e divoratrice di uomini. Troppe vite dentro una sola testa per essere presa sul serio dalla società letteraria dell’epoca. Nei suoi romanzi sembra sempre sul punto di morire di tedio, annoiata dei suoi appetiti sessuali compulsivi che non sapeva mai trasformare in amore. Viene da pensarla come una cinderella super-sexy, il pomeriggio precedente un vernissage a Pasadena. Le amiche l’avevano avvisata che un suo ex di cui era ancora innamorata sarebbe andato all’inaugurazione. Sembra quasi di riascoltarne i pensieri. Che fare? Stare a casa a imbottirsi di vol-au-vent come una servetta che ha appena finito di lavare le scale? O andarci lo stesso con l’intenzione chirurgica di far fallire la festa. A una vernice si trova sempre qualche utile idiota da cui farsi rimorchiare, pronto a baciarti come…

9 min.
scott fitzgerald agatha christie nancy mitford a conversation with jessica fellowes

QUALCUNO DICE che il Novecento è nato in realtà nel 1920 e la gestazione vista il figlio non può che essere tragica. Tra il 1915 e il 1918 le trincee della Grande Guerra ingoiano qualcosa come sedici milioni di morti e restituiscono al cosiddetto mondo dei vivi un esercito disperato e zoppo. Venti milioni di feriti gravi, sfigurati, mutilati. È l’inferno scoperchiato, è l’Europa in pezzi, è l’umanità sul precipizio. Ognuno ha il suo modo di reagire alla vista del demonio. Negli Stati Uniti qualcuno lo incontra a un crocevia di notte, gli vende l’anima e ottiene in cambio un blues. Negli Stati Uniti, che sono usciti vincitori e ricchi, la visione del demonio è una meravigliosa festa. Arrivano gli anni ruggenti, è l’età del jazz, si beve fino a…

8 min.
irene brin diana vreeland l’obelisco

GLI ANNI QUARANTA . Irene Brin era lo pseudonimo che le aveva donato Leo Longanesi. Nata nel 1911 a Genova come Maria Vittoria Rossi, da padre ufficiale e da madre ebrea, di Vienna. Iniziò a scrivere giovanissima, dopo aver trascorso un’adolescenza di letture e di studio, dopo aver imparato a memoria Proust. NON PORTAVA le calze neppure in inverno. Rifiutava gli occhiali da vista, anche se all’epoca le lenti a contatto non esistevano e la miopia le impediva di vedere oltre i dieci centimetri di distanza. Indossava solo ciabattine dal mezzo tacco che lasciavano il tallone scoperto. Amava le pellicce. Cambiava continuamente colore di capelli e taglio. «Era una trasformista nata», disse Lietta Tornabuoni. Ingrassava e dimagriva con una rapidità incredibile. Era sposata con un omosessuale – «La loro era l’unione…