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Focus Storia WarsFocus Storia Wars

Focus Storia Wars

2019 / 04

La guerra accompagna da sempre la storia dell’uomo. Per quanti vogliono capirla e conoscerla in tutte le sue manifestazioni e conseguenze, è nato Focus Storia Wars. Dalle tattiche dei grandi generali alla vita dei soldati semplici, dalle uniformi agli armamenti, dai reparti d’élite alle operazioni speciali. Il tutto corredato da foto di qualità e illustrazioni spettacolari, ricostruzioni dettagliate e testi accurati, redatti con la collaborazione dei migliori specialisti.

País:
Italy
Idioma:
Italian
Editor:
Mondadori Scienza S.p.A.
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fu così grande?

Si dice che Napoleone fu sconfitto a Waterloo per colpa delle fragole di Grouchy. La leggenda nera di questo maresciallo di Francia narra che preferì finire il suo piatto di fragole in una locanda invece di attaccare i prussiani, che piombarono poi sulla Grande Armée. Forse l’assenza di Grouchy non fu determinante, ci furono anche gli errori di Ney, la pioggia e molto altro; in realtà, i fattori che possono determinare la vittoria sono tanti. La genialità di Bonaparte stava nel fatto che riusciva a prevederli tutti, o quasi: come un maestro d’orchestra, sapeva coordinare l’impiego delle sue risorse per giungere all’apoteosi finale. Quale fu la sua grandezza e quali furono i suoi limiti? A voi scoprirlo in questo numero.…

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wars i nostri esperti

GIORGIO ALBERTINI Milanese, 50 anni, laureato in Storia medievale, illustratore professionista per case editrici e riviste (giorgioalbertini.com). GASTONE BRECCIA Livornese, 56 anni, bizantinista e storico militare, ha pubblicato saggi sull’arte della guerra, sulla guerriglia e sulla missione ISAF in Afghanistan. FRANCESCO CHIONNA Ufficiale incursore della Marina Militare, si è congedato col grado di contrammiraglio dopo aver comandato COMSUBIN. RAFFAELE D’AMATO Piemontese, 54 anni, studioso di storia militare romana e professore di storia e archeologia antica e medievale alla Fatih University di Istanbul. ANDREA FREDIANI Romano, 55 anni, medievista, ha scritto vari saggi di storia militare e romanzi storici di successo (andreafrediani.it). MARCO LUCCHETTI Romano, 59 anni, laureato in Giurisprudenza, ufficiale della riserva, storico militare, uniformologo, scrittore, scultore e pittore. FABIO RIGGI Romano, 45 anni, si occupa di tematiche militari a livello professionale. Ha collaborato con riviste militari specializzate.…

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il 2° reggimento genio pontieri

“Per ogni ponte una superba sfida” È IL MOTTO DEL 2° REGGIMENTO GENIO PONTIERI La specialità dei pontieri è antica quanto gli eserciti che ne fecero un uso sapiente. I Romani furono i primi a dotare le proprie legioni di barche e speciali chiavarde, cioè tiranti e bulloni in ferro usati per superare i corsi d’acqua. Come testimoniano i bassorilievi sulla Colonna Traiana e sulla Colonna Antonina, le legioni potevano disporre di soldati addestrati all’impiego di materiale da ponte, infatti le conquiste dell’Urbe dipesero anche da loro. Si hanno invece scarse informazioni sull’epoca medievale, ma nel Rinascimento furono avviati studi sui ponti militari che ebbero notevole sviluppo fino al Seicento. La Guerra dei trent’anni costituì il vero punto di svolta. Gustavo Adolfo, il bellicoso re di Svezia protagonista della Rivoluzione militare,…

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tradizioni millenarie ed eccellenze sportive

La festa del Santissimo Redentore celebra ogni anno la fine dell’epidemia di peste che colpì, tra il 1575 e il 1577 gran parte dell’Europa e Venezia in particolare, dove su una popolazione stimata di circa 180.000 abitanti ne morirono più di 50.000. Fu nel periodo di maggiore diffusione del morbo che l’allora doge Alvise Mocenigo, in accordo col Senato, fece voto di elevare al Santissimo Redentore un tempio qualora l’infezione fosse stata debellata. La prima pietra fu posta nel maggio 1577, sotto il dogato di Sebastiano Venier, comandante della flotta veneziana a Lepanto, e il progetto fu affidato ad Andrea Palladio. L’edificio fu terminato e consacrato nel 1592 e rappresenta uno dei più grandiosi e armonici esempi di architettura religiosa palladiana. Da allora, ogni terza domenica di luglio, il doge…

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il complesso di san sisto

Èdal 1° gennaio 1883, quando i Pontieri dell’Esercito furono raggruppati in una sola unità (l’allora 4° reggimento) che il reparto, nonostante i cambi di denominazione, occupa ininterrottamente il complesso della basilica di San Sisto (nella foto sotto), a Piacenza. La struttura trae origine da un antico monastero benedettino femminile, fondato nel IX secolo. Dopo anni di abbandono, tra ’400 e ’500 ci fu la rinascita del convento, riedificato in chiave rinascimentale con un magnifico chiostro dal cui cortile svetta il campanile della chiesa. Il tesoro. Nella sala che nel periodo monastico fu adibita allo studio della filosofia oggi c’è il Sacrario del Reggimento. Qui si possono ammirare i pregevoli affreschi seicenteschi di Gian Mauro della Rovere, detto il Fiamminghino, e di Alessandro Tiarini. Verso la fine del ’700 prevalse l’uso militare…

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le capacità “duali” dei pontieri

Sono oltre 140 anni che i Pontieri mettono al servizio della popolazione italiana capacità e perizia tecnica straordinarie. Fin dal lontano1878, quando ci fu il primo intervento, nella Capitale inondata dal Tevere, si sono succedute innumerevoli attività di soccorso. Un’azione incessante e inestimabile che ha visto i Pontieri portare aiuto nella Marsica devastata dal sisma nel 1915 e in Versilia durante l’alluvione del 1920. Una storia che dura. Neanche le due guerre mondiali hanno fermato l’azione dei Pontieri: già nel 1949 un plotone fu impiegato a Moncalieri per il ripristino dell’argine del Po, mentre quell’autunno la prima e la seconda compagnia furono inviate nelle zone inondate del Ferrarese. Un’opera di soccorso che raggiunse il suo apice con l’alluvione del Polesine nel 1951, quando, in soli 26 giorni, dal 15 novembre al…

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