Cultura y Literatura
Focus Storia Wars

Focus Storia Wars

2020 / 02

La guerra accompagna da sempre la storia dell’uomo. Per quanti vogliono capirla e conoscerla in tutte le sue manifestazioni e conseguenze, è nato Focus Storia Wars. Dalle tattiche dei grandi generali alla vita dei soldati semplici, dalle uniformi agli armamenti, dai reparti d’élite alle operazioni speciali. Il tutto corredato da foto di qualità e illustrazioni spettacolari, ricostruzioni dettagliate e testi accurati, redatti con la collaborazione dei migliori specialisti.

País:
Italy
Idioma:
Italian
Editor:
Mondadori Scienza S.p.A.
Periodicidad:
Quarterly
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en este número

1 min.
la germania e i suoi reich

Mio nonno Giulio, contadino, aveva 18 anni quando andò in guerra. Tra il 1917 e il 1918 con il fratello, un ragazzo del ’99, e con tutti i giovani del Paese, si ritrovò a combattere i tedeschi sul Piave e gli austriaci a Vittorio Veneto. Davanti a loro c’erano gli eserciti meglio armati e addestrati, gli ufficiali dell’Impero austro-ungarico e, soprattutto, gli eredi della tradizione militare prussiana, come il giovane Rommel. Eppure furono i “crucchi” a cadere, nella Grande guerra e dopo, quando la Germania ambiva a dominare il mondo. Ecco come lo Stato maggiore del Secondo e Terzo Reich si preparò per vincere. E perse.…

1 min.
wars i nostri esperti

GIORGIO ALBERTINI Laureato in Storia medievale, illustratore professionista per case editrici e riviste (giorgioalbertini.com). GASTONE BRECCIA Bizantinista e storico militare, ha pubblicato saggi sull’arte della guerra, sulla guerriglia e sulla missione ISAF in Afghanistan. FRANCESCO CHIONNA Ufficiale incursore della Marina Militare, si è congedato col grado di contrammiraglio dopo aver comandato COMSUBIN. RAFFAELE D’AMATO Studioso di storia militare romana e professore di storia e archeologia antica e medievale alla Fatih University di Istanbul. ANDREA FREDIANI Medievista, ha scritto vari saggi di storia militare e romanzi storici di successo (andreafrediani.it). MARCO LUCCHETTI Laureato in Giurisprudenza, ufficiale della riserva, storico militare, uniformologo, scrittore, scultore e pittore. FABIO RIGGI Tenente colonnello dell’Esercito Italiano, ha collaborato con riviste specializzate ed è autore di saggi di storia militare.…

10 min.
il napoleone di bisanzio

L’Impero romano visse nel X secolo nuovi splendori. Dominato da Costantinopoli, sotto la brillante dinastia macedone , al giro di boa del primo millennio riconquistò i territori anatolici e siriaci a spese della dinastia hamdanide di Aleppo e riconsolidò il potere imperiale sui Balcani e in Occidente. I fautori di questa epica impresa furono principalmente tre: Niceforo II Phokas (v. riquadro a pag. 7), Giovanni I Zimisce e, forse il più grande imperatore romano medievale, Basilio II Porfirogenito. UN DESTINO SEGNATO. Basilio era, insieme con il fratello Costantino, l’erede legittimo della dinastia macedone, in quanto figlio di Romano II e della bellissima Teofano, donna di umili origini, passata alle cronache come avvelenatrice del suocero, e forse anche del marito. Quando il basileus (l’imperatore) morì, la “vassilissa” Teofano per governare si circondò…

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l’evoluzione di bisanzio

L Impero romano d’Oriente – impropriamente chiamato “bizantino” dalla storiografia moderna per via di Bisanzio (l’antico nome greco della città prima che Costantino fondasse la Nuova Roma, o Costantinopoli (oggi la moderna Istanbul) – era stato destabilizzato dall’espansionismo musulmano culminato nella vittoria alla battaglia dello Yarmuk (636), in cui i Romani avevano perso le province di Siria e Mesopotamia. A questo era seguita la perdita dell’Egitto (641) e dell’Africa del nord (698), finiti in mano al califfato degli Ommayadi. Gli Arabi erano partiti da lì per la conquista della Spagna. I possedimenti romani della penisola italica a Settentrione erano finiti in mano ai Longobardi, mentre dall’VIII secolo la città di Roma era passata sotto la sfera di influenza dei Franchi. La riscossa. Nel IX secolo, il califfato degli Abbassidi, che…

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il dardo

Ormai dimenticato, per secoli il dardo è stato simbolo di regalità, lo strumento in grado di dare morte sicura in mano a un buon guerriero. Un’arma inspiegabilmente dimenticata, ai più completamente sconosciuta. Questa tipologia di arma per secoli, dall’antichità alla piena età moderna, è stata protagonista delle vicende belliche, politiche e ludiche dell’uomo. Il fatto che nel tempo sia entrata nel dimenticatoio è incredibile, se si considera che il dardo è stato simbolo di regalità, anzi ancora di più di divinità. CHE COS È. Non è una freccia, anche se di questa è diventato sinonimo. Stiamo parlando di un corpo ligneo di cospicue dimensioni, fino a 1 metro e 80 e più, con una cuspide di ferro all’estremità anteriore e un’impennatura all’estremità inferiore. È una lancia con le penne, fatta per volare,…

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le guardie del papa

La Guardia Svizzera Pontificia, la Cohors pedestris Helvetiorum a sacra custodia Pontificis, è un corpo militare che riunisce tanti caratteri sorprendenti: l’origine elvetica, con il paradosso di una nazione neutrale che fornisce allo Stato più piccolo del mondo un esercito di poco più di un centinaio di uomini reclutati tra giovani svizzeri cattolici romani; la divisa fuori dal tempo, di stile rinascimentale, ma disegnata all’inizio del ’900; un contingente militare pronto al combattimento ma che non deve combattere. Papa Giulio II (1503-1513) scelse gli svizzeri per la sua difesa personale dopo aver studiato le peculiarità dei Cantoni, dove il rispetto per la Chiesa era diffuso più che altrove. Il pontefice voleva poter contare su una guardia del corpo ben preparata che lo avrebbe tutelato nei momenti critici e che avrebbe rappresentato…