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Quattroruote Quattroruote

Quattroruote

Luglio 2019

Dal 1956 Quattroruote è la più amata, letta e autorevole rivista di automobilismo. Ogni mese news e anteprime dal mercato italiano e internazionale, inchieste, prove su strada e su pista, listino del nuovo e quotazioni dell'usato divenute riferimento per il mercato. Since 1956 Quattroruote has been  the most authoritative and appreciated car magazine in Italy. Every month it reports on car novelties, regulations, surveys, road tests and car-related economy. It is the true bible for car tests. Its quotations for second-hand and new cars are the benchmark for industry and consumers.

País:
Italy
Idioma:
Italian
Editor:
Editoriale Domus Spa
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l'influenza letale della politica

IL GOVERNO FRANCESE HA FATTO DI TUTTO PER IMPEDIRE L'ACCORDO FCA-RENAULT Alla fine degli anni 60, la Fiat è in pieno fervore espansionistico. In Italia, si è già portata a casa OM e Autobianchi e sta finalizzando l'acquisto di Ferrari e Lancia. All'estero, ha appena firmato un accordo con l'Unione Sovietica, che porterà di lì a poco alla nascita della città-fabbrica Togliattigrad. Ma ad Agnelli non basta. Vuole allearsi con una Casa in grado di garantirgli un maggior peso commerciale in Europa. La Citroën è perfetta: vende bene, anche se meno di un tempo, fa macchine geniali e soprattutto appartiene come la Fiat a una dinastia d'imprenditori – quella Michelin – a cui non dispiacerebbe alleggerire il proprio impegno finanziario. Nel settembre del '68, l'affare sembra fatto: François Michelin e Gianni…

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c'è chi dice no

John Elkann i francesi li conosce bene, anzi benissimo. E sa perfettamente quanto a Parigi imperi ancora il protezionismo che si scatena ogni volta che uno straniero cerca di mettere un piede in un'azienda locale (a maggior ragione se partecipata dallo Stato) e contro il quale si sono scontrate, e spesso schiantate, grandi multinazionali che hanno provato a piantare la loro bandiera Oltralpe. Del resto, francese era il nonno paterno di Elkann: banchiere, industriale e a lungo consigliere di amministrazione della Christian Dior. E a Parigi il giovane Yaki ha studiato e si è diplomato al liceo Victor Dury. Per queste ragioni prima di presentare l'offerta alla Renault per una fusione tra pari (merger of equals, si dice in finanza) il presidente di FCA aveva preso tutte le precauzioni del caso.…

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le strade per non stare soli

DIVERSE LE IPOTESI SUL TAVOLO: AL SENSO DI OGNUNA DIAMO UN VOTO (IN STELLE) 1 PSA L'ALTERNATIVA FRANCESE In queste settimane rimasta alla finestra, a questo punto potrebbe la PSA rientrare in scena? In teoria sì, ma se davvero la responsabilità maggiore della rottura è da attribuire al governo di Parigi e se a Torino resta valida l'idea, espressa nel comunicato notturno di FCA , che «in Francia non ci sono oggi le condizioni politiche per proseguire», beh, allora lo stesso scoglio emergerebbe nel caso del gruppo PSA, anch'esso partecipato dallo Stato: con il 14% delle azioni, ma diritti di voto per quasi il 18. E poi PSA sta già flirtando con Jaguar Land Rover. Certo, l'intesa riserverebbe potenzialità sul piano delle sinergie industriali analoghe a quella con Renault e darebbe a…

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se il risentimento si fa rivalsa

27 marzo 1999. Un dirigente cosmopolita per mentalità e passaporto (ne ha tre: francese, brasiliano, libanese), di nome Carlos Ghosn, posa la prima pietra di un disegno che diverrà la testimonianza migliore del suo fenomenale intuito e della sua smisurata ambizione. Quel giorno viene suggellata un’alleanza tra due aziende che, prima di allora, non si erano guardate nemmeno per sbaglio. Quella tra la Renault, privatizzata soltanto tre anni prima (e da Ghosn risanata con un piano di tagli che gli valse l'epiteto di "Le cost killer"), e la Nissan, altra valle di lacrime che, a sua volta, aveva un piede e mezzo nella fossa. L’intesa portò all’ingresso massiccio della prima nel capitale della seconda (36,8%), con la promessa di accordare al partner il 15% del proprio azionariato (la stessa quota…

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influencer d'oriente i trend nascono in cina

Nel 1985, in Cina furono vendute 7.100 auto, un terzo delle quali Volkswagen Santana, la tre volumi basata sulla seconda generazione della Passat. Che nessuno, a Wolfsburg e tanto meno a Shanghai (sede della progenitrice dell'attuale Saic, primo partner dei tedeschi nel Celeste impero), ha mai pensato di dover adattare ai gusti dei clienti locali. Nel 2018, in Cina sono state vendute più di 23 milioni di auto, la Volkswagen è ancora il marchio leader (3,11 milioni di consegne) e il suo modello di punta è sempre una quattro porte, la Lavida, terza generazione della berlina che nel 2008 è stata progettata con lo scopo dichiarato di soddisfare i gusti orientali. Fosse tutta qui, la faccenda potrebbe anche non interessarci. Non è sempre stato stato il cliente continentale a dettare…

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berlina forever

Sì, sul mercato americano il rapporto fra automobili e light truck, vale a dire Suv e pick-up, è ormai pesantemente sbilanciato a favore di questi ultimi, più o meno 30 a 70. Sì, che siano 4x4 oppure no, le vetture grandi e alte assicurano ai costruttori margini generosi, in grado di assorbire più agevolmente gli extra costi legati al passaggio alle nuove tecnologie, a cominciare dall'elettrico. Ma questo non vuol dire che le berline siano da considerare una razza in via di estinzione, alla stregua di videocassette o floppy disk. Anzi: se si guarda con attenzione alle scelte dei consumatori, si vede come i nuovi arrivati mostrino di preferire chiaramente berline e coupé a Suv, pick-up e simili. Questo, almeno, è quanto sostiene Henio Arcangeli, numero uno di Honda Usa.…

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