Quattroruote

Novembre 2021

Dal 1956 Quattroruote è la più amata, letta e autorevole rivista di automobilismo. Ogni mese news e anteprime dal mercato italiano e internazionale, inchieste, prove su strada e su pista, listino del nuovo e quotazioni dell'usato divenute riferimento per il mercato. Since 1956 Quattroruote has been  the most authoritative and appreciated car magazine in Italy. Every month it reports on car novelties, regulations, surveys, road tests and car-related economy. It is the true bible for car tests. Its quotations for second-hand and new cars are the benchmark for industry and consumers.

País:
Italy
Idioma:
Italian
Editor:
Editoriale Domus Spa
Periodicidad:
Monthly
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12 Números

en este número

3 min.
i gran paradossi dell'elettrico

Che le nobili terga dei 120 potenti del mondo convenuti a Glasgow per il Cop26 – il mega summit che inizia il 1° novembre e nel quale si discuterà dell'emergenza climatica globale – si adageranno su automobili elettriche per farsi silenziosamente scarrozzare tra hotel e riunioni non deve sorprendere nessuno. Lo spirito del tempo è questo, e va bene così: discettare sull'effettiva sostenibilità delle auto a batteria suonerebbe sterile, nelle more di un evento il cui significato simbolico è più rilevante delle sue probabili elaborazioni conclusive. Va un po' meno bene che la flotta di 240 (!) Jaguar elettriche schierata dall'esecutivo britannico (che assieme a quello italiano coordina il tutto) sarà rifornita d'energia da generatori noleggiati per l'occasione, visto che in città le stazioni di ricarica veloci sono, come ovunque,…

1 min.
c'è casco e kasko

A Londra dove, per la manifesta pericolosità, i monopattini personali sorpresi a circolare nel traffico sono sequestrati dalla polizia, per scongiurare quanto accaduto nei tanti Paesi dove, invece, sono stati messi in servizio a flotte e senza badare alle conseguenze sulla sicurezza stradale, solo adesso è partita la sperimentazione. Per fruire di uno dei 150 monopattini elettrici in sharing, però, occorre essere titolari di una patente e munirsi di assicurazione. Non solo: i mezzi devono avere codice di riconoscimento e luci davanti e dietro, oltre a un avvisatore acustico il cui uso non precluda la presa delle mani sul manubrio. L'utente deve conoscere i regolamenti, e per questo partecipare ad aggiornamenti e-learning; se sfreccia sul marciapiede, rischia la perdita di punti patente. Il casco è obbligatorio solo per i minorenni,…

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3 min.
inglesi in coda come i cinesi

Le lunghe code ai distributori di carburante viste nelle settimane scorse sulle strade della Gran Bretagna e riprese dalle televisioni di mezzo mondo riportano alla mente (di chi c'era) gli anni 70, ai tempi della prima, grande crisi petrolifera. All'epoca, a dettare la corsa al pieno (in alto, nella foto, a Milano) erano stati gli aumenti del prezzo della benzina super, che nell'inverno del 1973 si succedevano con cadenza settimanale, o quasi. E allora, via con l'accaparramento, anche se il serbatoio era già pieno, accumulando un po' di taniche in fondo al box, a dispetto dei divieti e dei pericoli di incendio. Oggi i problemi sono ben diversi, non ci sono di mezzo guerre in Medio Oriente né sceicchi che minacciano di chiudere un rubinetto del greggio che, peraltro, ormai controllano…

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2 min.
benzina pulita si può fare

Qualcosa si sta muovendo, ed è un raggio di luce per tutto quel mondo di automobilisti che mal si rassegna a un domani senza speranza per le vetture con il motore termico. La Nacero è una società texana che sta portando sul mercato una nuova benzina, la Zero-Nacero, prodotta con gas naturale e gas naturale rinnovabile. Niente petrolio greggio, quindi, con buona pace degli ambientalisti, ma un combustibile privo di zolfo e con un'impronta di CO2 pari alla metà della benzina raffinata. L'assenza di zolfo è determinante, perché quest'ultimo degrada l'efficacia del convertitore catalitico e contribuisce all'ozono a livello del suolo. Vi risparmio il processo e le complesse catene di idrocarburi che danno vita a questo nuovo tipo di carburante, ma quello che conta è che la società prevede di sfruttare…

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3 min.
la carica delle car ladies

Quando il manager di una casa automobilistica è appassionato di motori e competente in tema di prodotto si dice sia un car guy, sostantivo maschile che nella lingua inglese non ha un equivalente femminile. Non è casuale. Quello dell'industria automotive, infatti, ancora oggi è un mondo composto prevalentemente da uomini. Soprattutto ai piani alti. Pensate ai top manager. Quali nomi di donne vi vengono in mente? Probabilmente, solo quello di Mary Barra (nella foto a destra), che dal 2014 è al timone della General Motors. Pensate che lei, che pure è un gigante nell'ambiente e che ha una storia molto americana (figlia di un operaio della GM, entrata in azienda dai ranghi più bassi), non è neppure stata ammessa nella Automotive Hall of Fame, il sancta sanctorum del motorismo che…

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3 min.
ragazzi pronti al download

Il mondo dell'automotive è di fronte a una grande trasformazione: da non addetto ai lavori, non è semplice parlarne, il cambiamento impatta su più livelli, il rischio di apparire superficiali è alto. Da anni si discute sulla servitizzazione dell'auto: per Wikipedia un processo da cui si ottiene un nuovo modello di business, una nuova value proposition data dalla combinazione di un sistema prodotto-servizio. Per Garzanti è il «processo per cui un prodotto non viene più proposto o venduto da solo, ma erogato in combinazione con un servizio». Molte cose ruotano attorno a queste definizioni e, oggi, i modelli iniziano a essere definiti. Puoi chiamare l'auto, noleggiarla, attivare servizi con un'app. Sullo sfondo, una transizione economica, sociale e generazionale verso uno strumento alimentato in modo diverso. Tutto mentre l'utenza comprende che…

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