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Moda
Vogue Italia

Vogue Italia Ottobre 2019

Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.

País:
Italy
Idioma:
Italian
Editor:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Periodicidad:
Monthly
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12 Números

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2 min.
intanto, altrove

«Ci sono due strade già segnate e comode: quella aperta dai fratelli Lumière e quella di Georges Méliès. La strada realistica, il treno che arriva alla stazione di La Ciotat e sorprende “sempre’’ (nelle sue varie proposte oggettuali: aeroplano, macchina, nave); e quella fantastica, la luna di cartone, il Polo Nord, il trovarobato surreale e d’avanguardia, l’ironia sull’uomo, sui miti, la comicità eccetera. Non è indispensabile seguire una di queste strade. È preferibile inventarne una terza (...) che porti cioè a un altro risultato di meraviglia, quello dei sogni e dell’arte». (Ennio Flaiano, 1974) Quando è successo che abbiamo smesso di sognare? Di credere che per dare forma alla realtà bisogna cominciare con l’immaginarla? E cosa ha portato, di contro, i due fratelli ritratti in copertina, musicisti, modelli, attivisti, a diventare uno…

3 min.
a vogue’s tale

AUTORE: Anna Todd* TITOLO: Jaden e Willow A CURA DI: Federico Chiara STORIA: Mentre si facevano largo tra le macerie, un fumo nero si diffondeva nell’aria. Erano attorniati da cittadini di ogni estrazione, dai più poveri ai più ricchi. Ogni differenza sociale spariva tra le nuvole di fumo, svanendo come la poca aria respirabile dai loro polmoni affaticati. Willow, alla ricerca del fratello, respirava a stento. La gonna viola ormai in brandelli spazzava il terreno mentre fuggiva, isolato dopo isolato. Sapeva che l’incantesimo sarebbe presto svanito, era solo una questione di tempo. Un’altra fiammata le passò accanto, mancando di poco le dita con cui si aggrappava alle mura di marmo per ripararsi dal calore che proveniva dalle fauci dell’animale. Era infuriato, ruggiva nella sua direzione fissandola dalla sommità di quella che un tempo era stata…

2 min.
a tutto tondo

-Voltati. -E perché mai? -Voltati, ti dico. -Nemmeno per idea. -Orsù, non ti irrigidire in questa frontalità ottusa, in questo piattume di icona, che fossi almeno bizantina l’occhio ne godrebbe, e invece no è solo una fissità da televendita. -Cosa vuoi? -Fammi vedere cosa c’è dietro. O vuoi forse dire che sei finita e rifinita solo nelle parti in vista, e grezza altrove, un po’ come un busto romano? Io ho sempre ammirato la plastica greca, invece, perfetta anche sulle terga, che queste fossero esposte ai quattro venti o celate in umbratile oblio dentro una nicchia. -Il davanti è tutto quel che ho, e devo dirti che mi appaga grandemente, perché il pubblico da me altro non vuole. -Dici? -Tempo non c’è per circumnavigazioni di sorta, e in più è buona norma non voltar mai le spalle all’uditorio, che…

2 min.
niente paura

Mi dici che non hai paura di niente, ma non è vero. Forse, non avevi paura di niente prima di conoscermi. Una pasticceria, di quelle dove non sarei mai entrata, tovaglie con i bordi rosa, troppa luce, vecchie signore che mi guardano male. C’eri seduto tu e non ti avevo mai visto, pensavo non fossi di queste parti. Eri come me. Un altro cane in mezzo alle volpi, un’altra mosca in mezzo alle api. Mi sono seduta vicino, ma tu ascoltavi la musica a occhi chiusi, due cuffie nere. Ho dovuto ordinare la tua stessa torta, per farmi notare, ma non mi hai notato, e allora ti ho chiesto: «Che cosa stai ascoltando?». «Una mia canzone». Vuoi fare il musicista e lavori allo stadio, qualche volta. Io dipingo e faccio…

3 min.
questa non è una fotografia di moda

Nel corso della sua vita, Peter Hujar non ha mai raggiunto il successo. E anche se alla sua morte, nel 1987, nell’East Village era già una leggenda, non era molto conosciuto oltre quei confini. Le cose sono cambiate negli ultimi anni, dopo che i suoi scatti di Susan Sontag, David Wojnarowicz e Candy Darling sul letto di morte sono diventate vere e proprie icone, e l’influenza che ha avuto sugli altri fotografi si è fatta sempre più evidente. Un primo elemento trainante di questo cambiamento è la grande mostra, magnificamente curata, dal titolo Peter Hujar: Speed of Life, che inaugura questo mese al Jeu de Paume (dove sarà visibile fino al 19 gennaio 2020) e che realizza il sogno di Hujar di esporre il proprio lavoro a Parigi. La selezione…

6 min.
un altro viaggio è possibile

«Prendevo due bicchieroni di caffè con panna e sei dosi di zucchero ciascuno, tracannavo il primo nell’ascensore che mi riportava su in casa e poi sorseggiavo piano il secondo, mentre guardavo film sgranocchiando salatini a forma di animali e prendevo un po’ di trazodone, Ambien e Nembutal fino a riaddormentarmi». I brevi intermezzi non dovevano essere meno vacui del sonno che seguiva, e che li precedeva. «Dormire mi sembrava produttivo, come se qualcosa venisse risolto», osserva la 24enne protagonista del terzo romanzo di Ottessa Moshfegh, Il mio anno di riposo e oblio (Feltrinelli). Giovane, bella e infelice ricorre alla panacea di un’ibernazione narcotica che la sprofondi nel letargo per un anno intero, dal quale spera di uscire, infine, «rinata». Se un’opera narrativa è lo specchio del tempo in cui viene…