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AD ItaliaAD Italia

AD Italia Dicembre 2018

È la rivista delle case più belle del mondo: ogni mese AD propone una panoramica dettagliata delle tendenze e delle innovazioni più originali nel campo dell’arredamento, del design, dell’architettura e dell’arte

Pays:
Italy
Langue:
Italian
Éditeur:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
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11 Numéros

DANS CE NUMÉRO

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editoriale.

giorni fa sono stato a Cortina d’Ampezzo. Stava cadendo la prima neve, un sentimento di Natale imminente, nel crepuscolo rosato il paese aveva già indosso quell’aura magica che incantò Dino Buzzati. Struggente e meravigliosa. Come si fa, mi sono domandato, a portare questa ATMOSFERA SOGNANTE tra le pareti di una casa di montagna contemporanea? Gli interni che presentiamo in questo numero provano a dare una risposta. In uno chalet di Chamonix a richiamarla sono la lignea fodera delle pareti, l’ ETEROGENEITÀ DEGLI ARREDI , i divani inglesi, i mobili orientali, gli oggetti di memoria, ma soprattutto la Natura del Monte Bianco che occhieggia dalle FINESTRE “PASSIVE” grandi a piacere perché ad altissimo isolamento termico. Negli esempi di Courchevel, stazione sciistica aperta alla sperimentazione fin dagli inizi con gli architetti ribelli…

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open mind

MAI FERMARSI L’energia della curiosità Dopo ben oltre 40 anni trascorsi a disegnare automobili, Walter De Silva ha detto: basta, vado in pensione. Ma non ha certo smesso di lavorare, anzi. La curiosità gli ha dato subito la voglia e l’energia di sperimentare con esiti eccellenti altri domini: quello delle scarpe di lusso per signora e quello dei mobili. Così si fa: un esempio per tutti. L’OPINIONE Una modesta proposta Per contrastare la disoccupazione giovanile perché non consentire alle aziende di assumere apprendisti con contratto formativo biennale che preveda di pagare loro il solo stipendio lasciando allo Stato l’onere di versare i contributi? Per la comunità sarebbe un investimento assai più produttivo dell’assistenzialistico reddito di cittadinanza. La copertina Nella foto la “zona detox” di uno chalet a Chamonix. Vasca idromassaggio in mosaico Bisazza. Lanterne di Peter Jones…

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in questo numero.

FRENCHIE CRISTOGATIN Fotografa francese, è specializzata in architettura e interior design, lavora in giro per il mondo dovunque ci sia un bell’interno da fotografare. Una mostra di fotografia da non perdere nel 2019? «Les Rencontres de la Photographie ad Arles, come ogni edizione». SIMONE LONGARINI Nato a Roma nel 1984, è sposato con Federica Perugia (figlia di un noto immobiliarista) da cui ha avuto 3 figli. Si occupa di finanza e di gestione di aziende immobiliari, sua vera passione. Ha avuto anche esperienze nella nautica e nel calcio. Il migliore artigianato ampezzano? «Quello della Falegnameria Lorenzi, specializzata in creazioni con il legno sorprendenti». MARINA PIGNATELLI Giornalista romana, si sente cittadina del mondo. Ama viaggiare, scoprire luoghi, architetture, persone e culture. Vive tra Roma, New York e Las Vegas. Scrive per magazine internazionali. Un palazzo romano sconosciuto da vedere?…

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un poetico senso dell’abitare

Tutto è iniziato con una foto del Pantheon. Nel 2006 la gallerista Valentina Bonomo, dopo aver visto un’originale fotografia del monumento scattata da Irene Kung, propose all’artista svizzera, che si era già cimentata con la scultura, la pittura e la grafica, di concentrarsi su questa forma espressiva. Da allora Kung ha sviluppato un nuovo percorso, con un inconfondibile stile poetico e onirico. Con la sua Hasselblad digitale ha cominciato ad attraversare il mondo, immortalando icone come la Grande Arche, Westminster Palace e l’Empire State Building, divenuti soggetti del libro La città invisibile. Dopo aver vissuto a Madrid e Roma, sua città adottiva, Irene è tornata a Saanenmöser, paesino dell’Oberland Bernese, nello chalet costruito dal padre negli anni Sessanta. 250 metri quadrati con quattro stanze da letto e cinque bagni, rivisitati dall’architetto…

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oh la la! quel éclat!

Si parla tanto delle stelle della Guida Rossa o delle classifiche dei best chef planetari, ma poco si sa e si dice della formidabile compagine dei Meilleur Ouvrier de France, l’onorificenza attribuita ogni quattro anni, dal 1924, al miglior rappresentante dell’eccellenza francese all’interno di diciassette gruppi di “mestieri” – dagli architetti, agli orologiai, ai muratori – con, in testa all’elenco, la “ristorazione e hôtellerie” e “l’alimentazione”. Tra queste, l’ambitissima categoria dei pasticcieri. Pablo Gicquel, 29 anni, nominato l’anno scorso head pastry chef del parigino Hôtel de Crillon, aveva da subito le idee chiare su dove voleva arrivare. Difatti nel suo apprendistato è passato per una sequenza di Meilleur Ouvrier de France de la pâtisserie: da Laurent Jeannin a Thierry Bamas, a Julien Alvarez. 29 anni? Sì, perché oggi, per i…

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semplice, esagerato

«Mi piacciono gli oggetti semplici. Ma ne uso in grande quantità», dice la tastemaker Iris Apfel spiegando l’apparente contraddizione tra il suo approccio (alla vita, alla moda, al design) e la sua collaborazione con il marchio di design globale Nude specializzato in glassware, la cui filosofia è “semplice è bello”. «Essere massimalisti come me o minimalisti ha a che fare con la stessa attitudine: devi sapere quando fermarti. La semplicità è uno stato della mente. Ogni cosa che indosso è molto semplice, ma poi stratifico a seconda dell’umore del giorno, ed ecco che le due cose vanno insieme», dice. Con questo stesso atteggiamento («Lo stile è attitudine, attitudine, attitudine») crea i suoi oggetti, e ha arredato molte case importanti, compresa quella Bianca (per nove presidenti): «In questa particolare attività il…

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