Art et Architecture
AD Italia

AD Italia Maggio 2019

È la rivista delle case più belle del mondo: ogni mese AD propone una panoramica dettagliata delle tendenze e delle innovazioni più originali nel campo dell’arredamento, del design, dell’architettura e dell’arte

Pays:
Italy
Langue:
Italian
Éditeur:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
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dans ce numéro

2 min.
editoriale.

numero importante questo di AD : evidenzia uno degli indirizzi dell’odierno interior design. Prendiamo, per iniziare, il colorato salone di un antico maniero francese nel Périgord: qui due bianchi ciliegi intagliati fanno da cornice a un camino e si moltiplicano in un pannello specchiante a creare l’ ILLUSIONE di una foresta: lo spazio abitato si fa arte, teatro, narrazione in una commistione di codici rappresentativi che alludono, con gusto raffinato, alla disinvoltura linguistica della cultura di massa. Un’ex tessitura lombarda sfoggia invece un arredamento di impronta industrial chic molto contemporanea che “ospita” però, con brillante EFFETTO DIVERTISSEMENT, mobili vintage. Ancora: a Houston e a Firenze due palazzetti del primo ’900 cambiano il loro STORYTELLING in virtù di arredi made in Italy. Lo stesso avviene a Roma, ma qui ad andare…

1 min.
open mind

CULTURA VIVA Dubai, made in Italy È mio grande piacere segnalare che il progetto del padiglione italiano per l’Expo 2020 di Dubai è stato affidato a un amico di AD di lunga data: Italo Rota. Con lui abbiamo sostenuto importanti battaglie per il buon design. Ne parleremo. L’OPINIONE Il valore dei Simboli Il rogo di Notre-Dame a Parigi riporta all’attenzione il ruolo dei simboli quale espressione di un sentire e di una cultura comuni. La società, anzi la civiltà che li dimentica, è destinata essa stessa a sbriciolarsi. La copertina Nel segno di un verde pop, una scultura di Fausto Melotti dialoga con un sofà vintage rivestito di velluto. Siamo in un antico castello francese.…

2 min.
in questo numero.

PAOLO FAZZINI Si è laureato nel 2005 in Economia aziendale e nel 2008 ha conseguito un master in Marketing e comunicazione. Dal settembre 2005 è amministratore in Fazzini insieme al fratello Marco. Un sito di archeologia industriale? «A Favignana, l’ex stabilimento per la lavorazione del tonno della famiglia Florio». PAOLA CREMA Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze dedicandosi inizialmente alle sculture tipo Wunderkammer e ai gioielli, per passare ai bronzi di grandi dimensioni. Vive e lavora tra Firenze e Roma. Il suo angolo di Roma preferito? «Il nuovo sito archeologico sopra via dei Cerchi: ha qualcosa di magico, un’atmosfera unica perché è qui che è stata fondata la città». GIORGIO BARONI Bergamasco di Caravaggio, formato alla School of Visual Arts di New York, si specializza in foto di interni. Collabora con riviste di interior…

3 min.
il mondo in bianco e nero

Degli anni in cui ha vissuto, ancora ragazza, a Parigi, Lorenza Luti ha portato a Milano, nella casa dove aveva abitato da bambina per poi tornarci dopo la nascita della sua prima figlia, un’allure vagamente francese: pavimenti in parquet a spina, muri verniciati di bianco e cornici. La pianta dell’appartamento, in un palazzo d’inizio ’900 che affaccia su una via tranquilla del centro, è stata totalmente ridisegnata intorno a un cuore ideale: il terrazzo. «Per tutta la bella stagione è una stanza in più, ma ce lo godiamo anche d’inverno, perché quando siamo in casa lo illumino e l’effetto è scenografico e gioioso», spiega Lorenza Luti. Affidato il progetto alle sorelle Nathalie e Virginie Droulers, Lorenza ha scelto una palette bi-cromatica di bianco e nero. «Sarà forse perché nel lavoro…

1 min.
sregolatevi!

Contaminazione, sperimentazione, intuizione, libertà: su questi pilastri Bruno Munari ha fondato la propria creatività applicata ai giochi per bambini mettendo in produzione, già dal 1945, i suoi “giochi senza regole”. Oggi la casa editrice Corraini, legata all’artista per oltre 20 anni, dopo averli presentati durante il Fuorisalone 2019 nella mostra “Play no rules. Artist’s toys”, ristampa una serie di giochi, libri e libri-gioco che hanno fatto la storia del design italiano: Trasformazioni, Metti le foglie, Immagini della realtà, Strutture, Otto sequenze, ai quali si aggiungono quelli ideati con Enzo Mari e una nuova edizione della Scatola di Architettura MC1, realizzata in faggio non trattato da Maco Creazioni di Emanuele Piana. «Non sono giochi vintage, ma creano connessioni importanti, ci fanno trovare soluzioni inattese, utili anche per capire il mondo del…

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henri e max. la strana coppia

Si scrive Toulouse-Lautrec, si pronuncia Tulùs Lotrèk. Max Strohe, cuoco trasgressivo, che col grande pittore parigino condivide il gusto per i locali dove siedono fianco a fianco studenti e operai, cattive e brave ragazze, ha chiamato così il suo ristorante a Berlino. Per sentirsi più in confidenza. Sempre in quello spirito, ha creato uno spazio tra design e mercato delle pulci, nel quartiere multietnico di Kreuzberg, una Montparnasse contemporanea. Meno facile semmai poteva essere interpretare l’estro gastronomico di Henri de Toulouse-Lautrec, grande buongustaio, spesso ai fornelli per gli amici. Max Strohe ha risolto il problema mettendo in atto una cucina, dice lui, “di pancia” che disprezza i sapori perbene e i trend, e punta all’intensità e alla sorpresa. E se la tradizione tedesca ha patate, maiale, radici, e poco altro…