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Focus Italia

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Ottobre 2020

Focus approfondisce temi di grande attualità: scienza e natura, tecnologia e comportamento, cultura e misteri, medicina ed economia, storia ed ecologia, innovazione. Soddisfa la curiosità dei suoi fedeli lettori suscitando emozione e interesse anche attraverso immagini spettacolari ed esclusive. Si avvale di scienziati, ricercatori, tecnici ed esperti di fama mondiale. Lo stile chiaro e diretto permette di raggiungere tutti e di far conoscere il mondo in modo divertente e sempre più coinvolgente. Focus stimola la tua voglia di sapere e soddisfa anche le curiosità che non sapevi di avere!

Pays:
Italy
Langue:
Italian
Éditeur:
Mondadori Scienza S.p.A.
Fréquence:
Monthly
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1 min.
focus realtà aumentata

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6 min.
chi vede stravede

A tre anni, mentre faceva colazione, il figlio di un’amica le chiese: «Qualcosa non va, mamma?». Lei rispose: «Va tutto bene, perché?». E lui di rimando: «Perché i tuoi occhi parlano e mi dicono che qualcosa non va». Se riesce a percepirlo un bambino, allora è proprio vero che i nostri occhi, oltre a vedere tutto quello che abbiamo intorno, raccontano di noi. Svelano l’umore e perfino i sentimenti, comunicano senza dire parola, manifestano i pensieri. «Guardami negli occhi», diciamo quando vogliamo decifrare quel che l’altro pensa. Nella scena iniziale del film Blade Runner, attraverso l’occhio il poliziotto capisce se l’individuo che ha davanti è un umano o un replicante. E in un’altra bellissima pellicola fantascientifica come Minority Report, Tom Cruise deve farsi trapiantare gli occhi per non essere riconosciuto…

1 min.
punti di vista

Non è facile mettersi nei panni di un bacherozzo. Certo, Franz Kafka ci è riuscito, immaginando la trasformazione in un enorme insetto in La metamorfosi. Ma Shyamnath Gollakota e colleghi, della University of Washington (Usa), hanno provato a farlo nella realtà, ideando un sistema per osservare il mondo dal punto di vista di un insetto. Hanno costruito una piccola videocamera che può essere agganciata al dorso di un coleottero, riprendendo ciò che l’insetto vede e trasmettendo le immagini in tempo reale a uno smartphone, fino a 120 metri di distanza. Nella foto, uno dei coleotteri, della specie Eleodes nigrina, si aggira nel campus dell’università con la videocamera; i ricercatori hanno fatto indossare il congegno a esemplari di questa e di un’altra specie, Asbolus laevis, che portano carichi di oltre mezzo…

1 min.
puzza? colpa di un enzima

Sappiamo a chi dare la colpa, se sull’autobus sentiamo odori non piacevoli. No, non al vicino che non frequenta spesso la doccia: il vero responsabile – chimicamente parlando – è un enzima chiamato cisteina-tiolo liasi, C-T liasi. È prodotto dai batteri Staphylococcus hominis, che stazionano sulle nostre ascelle ed emettono le sostanze maleodoranti che fanno puzzare il sudore. Che odore. Un team della University of York (Uk) ha ora ricostruito il preciso meccanismo. L’enzima identificato è responsabile della conversione delle sostanze inodori rilasciate dalle nostre ghiandole, e presenti nel sudore, in composti maleodoranti chiamati tioli. Per averne la prova, gli scienziati hanno trasferito l’enzima in un batterio. Dopo, anche questo produceva puzza. La scoperta potrà essere utile per creare nuovi deodoranti.…

1 min.
i mattoni trasformati in batterie

Se i muri potessero trasformarsi in batterie, le case potrebbero immagazzinare energia. È quello che promette un’invenzione di un gruppo guidato da Julio D’Arcy della Washington University a St. Louis (Usa): un mattone capace di caricarsi di elettricità come una pila. Mutati. Produrlo è relativamente semplice. «Abbiamo usato mattoni rossi da 65 centesimi l’uno», ha detto D’Arcy. Poi, però, sono stati modificati: con un acido, è stata dissolta l’ematite che contenevano (una sostanza a base di ferro che dà loro il classico colore), sono stati aggiunti altri composti (che, reagendo con l’ematite dissolta, hanno creato fibre in grado di condurre corrente) e un rivestimento di polimeri. Alla fine, i mattoni riuscivano ad alimentare una luce Led per 10 minuti e potevano essere ricaricati 10mila volte, senza perdere più del 10% della…

1 min.
se correttore di excel esagera...

Excel, il noto programma per la gestione dei dati, ha giocato un brutto tiro ai genetisti. Ha infatti modificato i nomi di geni riportati in molte pubblicazioni, adattandoli al suo standard, che non è però quello stabilito dalla genetica. Gene o data? I nomi “storpiati” avevano in comune il fatto di essere simili a una data. Così, seguendo le impostazioni predefinite, il programma Excel ha automaticamente riconvertito il gene MARCH1 in 1-Mar (1 marzo), SEPT1 in 1-Sept (1 settembre) e così via. Qualche tempo fa, analizzando oltre 3.500 pubblicazioni scientifiche, ricercatori australiani hanno scoperto che circa un quinto era affetto da errori generati da Excel. L’autorità internazionale che si occupa di dare un nome ai geni ha quindi deciso di risolvere il problema, emanando linee guida ad hoc: per esempio, MARCH1…