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Quattroruote Quattroruote

Quattroruote

Ottobre 2019

Dal 1956 Quattroruote è la più amata, letta e autorevole rivista di automobilismo. Ogni mese news e anteprime dal mercato italiano e internazionale, inchieste, prove su strada e su pista, listino del nuovo e quotazioni dell'usato divenute riferimento per il mercato. Since 1956 Quattroruote has been  the most authoritative and appreciated car magazine in Italy. Every month it reports on car novelties, regulations, surveys, road tests and car-related economy. It is the true bible for car tests. Its quotations for second-hand and new cars are the benchmark for industry and consumers.

Pays:
Italy
Langue:
Italian
Éditeur:
Editoriale Domus Spa
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DANS CE NUMÉRO

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addio a piech ultimo dei car guy

AL NIPOTE DI FERDINAND PORSCHE SPETTA UN POSTO NELLA STORIA DELL'AUTO Èparadossale che in un momento storico di enorme rivoluzione, dove è drammatica l'esigenza di figure carismatiche in grado di affrontare un cambio di paradigma di portata storica, l'industria dell'automobile stia perdendo con devastante regolarità i propri manager simbolo. Sergio Marchionne si è spento all'improvviso nel giugno del 2018. Carlos Ghosn è ancora privato della libertà personale in Giappone, da dove cerca di difendersi dalle accuse di ruberie e malversazioni avanzate dalla stessa Nissan che aveva salvato. Dieter Zetsche ha appena lasciato l'incarico di ceo della Mercedes, che ricopriva da 13 anni, andando quietamente in pensione. A fine agosto, poi, è scomparso Ferdinand Karl Piëch, l'uomo che – non foss'altro per età e costanza di presenza – probabilmente più degli altri…

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quei chip sempre meno micro

Sette per cento d'incremento da qui al 2030: lo prevede la McKinsey per il mercato dei software e delle componenti elettriche ed elettroniche per auto, il cui valore passerebbe da 238 a 469 miliardi di dollari. Oltre il doppio rispetto al +3% che la società di consulenza accredita all'industria automotive nel suo complesso. Alla cifra si è arrivati moltiplicando il numero di componenti in un veicolo (in aumento) per il loro prezzo di vendita medio (in calo) e poi per le consegne previste (in crescita). Non tutti i settori procederanno allo stesso ritmo. Per l'elettronica di potenza, per esempio, ci si aspetta un Cagr (tasso annuo di crescita composto) del 15%, grazie soprattutto all'espansione della mobilità elettrica, mentre il diffondersi degli Adas contribuirà alle buone performance dei software (+9%) e…

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prospettive in ottovolante

Mala tempora current. Non so quanti nel mondo dell'auto mastichino un po' di latino, ma nell'esperanto di settore, cioè l'inglese, "current" indica un tempo presente, anziché futuro. Cosa che, peraltro, non fa molta differenza. Per i top manager incontrati al Salone di Francoforte, i tempi bui sono già arrivati e diventeranno ancora più neri nei prossimi tre-cinque anni. Valutazioni, però, che riguardano il sistema nel suo complesso. Al livello delle singole Case prevale invece un certo ottimismo sulla capacità di superare i possibili eventi negativi senza soffrire in modo eccessivo. FUTURO VARIABILE L'elenco dei rischi, dei timori, delle incertezze, delle variabili interne ed esterne è lunghissimo. La guerra dei dazi tra Cina e Usa preoccupa un po' tutti, così come l'esito della Brexit, ancora appeso a un filo. La débâcle della produzione…

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mani pulite alla giapponese

Il suo destino era segnato comunque, dal momento che il bilancio dei due anni nei quali Hiroto Saikawa ha avuto in mano il timone della Nissan è di quelli che si possono definire soltanto in un modo: un disastro, fra utili pressoché azzerati, collasso delle vendite negli Stati Uniti, titolo che in Borsa ha lasciato sul campo quasi un quarto del proprio valore. Per non parlare degli scandali: prima la scoperta della "manica larga" nei controlli di qualità in più di una fabbrica giapponese, con conseguente richiamo per oltre 1 milione di vetture. Poi, quasi un anno fa, l'arresto di Carlos Ghosn (tuttora trattenuto in Giappone in attesa di giudizio) ha segnato l'avvio di una stagione di crisi permanente. Con Saikawa a recitare la parte di grande accusatore dell'uomo di…

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rivoluzione americana

Può una firma cambiare il mondo? Forse, se è quella del ceo di una potente corporation. Con buona probabilità, se le firme sono 181 e quegli ad rappresentano il gotha del capitalismo (15 milioni di addetti, 7 mila miliardi di dollari di fatturato, 296 miliardi di dividendi). Auspicabilmente, se l'impegno preso con quella firma scuote le stesse fondamenta del business: macinare profitti non è più il principale obiettivo dell'attività aziendale. TAVOLA ROTONDA Le firme che potrebbero cambiare il mondo sono quelle che suggellano il documento della Business Roundtable, associazione dei più influenti ad degli Stati Uniti, che abbandonano il principio del primato dell'azionista, accolto nel 1997, a favore di una visione più ampia, che considera pure i vantaggi per clienti, dipendenti, fornitori, comunità. Insomma, i cavalieri della tavola rotonda degli affari si…

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così torneremo agli utili

Appena nominato president della Ford of Europe, dopo una lunga carriera tutta interna all'azienda, Stuart Rowley fa i conti con un importante piano di ristrutturazione: 12 mila dipendenti da tagliare entro la fine del 2020 (oltre un quinto rispetto agli attuali 50 mila) e la chiusura di cinque dei 23 stabilimenti (joint venture comprese) operativi nel continente. Questi tagli incideranno sulla struttura della gamma in listino? La riorganizzazione delle attività europee annunciata a gennaio ha l'obiettivo di riconquistare i margini perduti. Stiamo lavorando su più fronti, dai tagli del personale (con il coinvolgimento dei sindacati) alla semplificazione della gamma, puntando a un miglioramento del mix dei modelli. Servono però cambiamenti ancora più radicali. Si riferisce a una diversa struttura aziendale? Esattamente. Abbiamo previsto tre divisioni. La prima è dedicata ai veicoli commerciali, un mercato…

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