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Vanity Fair Italia

Vanity Fair Italia

8 - Febbraio 2020

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Pays:
Italy
Langue:
Italian
Éditeur:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
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25 Numéros

Dans ce numéro

1 min.
far finta di niente

Gianfranco e Roberto sono amici da sempre. Hanno la passione per il calcio e la corsa e tutte le settimane si ritrovano con mogli e figli per cenare insieme. All’alba dei 40 anni hanno deciso di fare la maratona di New York realizzando un sogno che sembrava impossibile. Da quel momento e per circa dieci anni, hanno percorso tutti i più bei sentieri del Nord Italia, sempre correndo, dalle colline del Monferrato alle nebbie dell’Oltrepò Pavese, fino ai lungomare liguri. In mezzo alla bellezza, alla fatica, a volte al freddo, altre al caldo, c’era però una cosa che li infastidiva: trovare lungo la via montagne di rifiuti. Un materasso, televisori, lavatrici. Così, fermandosi per fare qualche pausa, hanno iniziato prima a fotografare tutto e poi a raccogliere qualcosa. Così all’alba dei loro…

1 min.
mi avete scritto che…

Caro direttore, è l’inganno dell’apparire che ci frega. Ci sfamiamo di quei dieci secondi di notorietà effimera e pensiamo di essere immortali. E invece no, tutto si dimentica. Quante saranno le persone che ricordiamo? Pochissime. E quante, invece, quelle di cui non abbiamo memoria? La maggior parte. Secoli fa, quando si voleva punire qualcuno, si ricorreva alla Damnatio Memoriae, la cancellazione della memoria di qualcuno. Puff! Come se non fosse mai esistito. Perché è la memoria, il sopravvivere anche dopo la morte che ci fa continuare a vivere. È per questo, quindi, che quei dieci secondi di visibilità via web ci sembrano così insostituibili. Aneliamo all’immortalità e ci sembra che quello sia l’unico modo per raggiungerla. Cara Monia, trova un bel commento alla sua mail nell’intervista a pagina 116. A parlare…

6 min.
luna di miele

CAPITOLO 2 Riassunto del capitolo 1 Ronen Amir, un turista israeliano di 29 anni, è rimasto ucciso in Bolivia mentre era in luna di miele. La sua vedova, Maya Amir, sta trascorrendo la settimana di lutto nella casa della famiglia in Galilea. Quando Omri, un giovane divorziato che li ha incontrati durante il viaggio, arriva per porgere le sue condoglianze, Maya lo ignora ostentatamente, ma un attimo prima che lui se ne vada gli infila in mano un foglietto su cui è scritto: «Prosegui fino alla fine della via e aspettami». Era metà febbraio. Il 17 febbraio, per l’esattezza. Ricordo la data perché due giorni prima avevamo festeggiato il compleanno di Liori. La primavera non era ancora esplosa del tutto, ma non era già più inverno. Il sole spuntava tra le nuvole più prossime,…

2 min.
sul sesso siamo ipocriti

La prossima rivoluzione sarà quella sessuale. È sul sesso che ancora gravano le peggiori ipocrisie. L’ho pensato leggendo del caso di Benjamin Griveaux – ex portavoce del governo Macron e ormai ex candidato al municipio di Parigi per le elezioni del 15 marzo – che si è ritirato dalla corsa a sindaco dopo l’indignazione nazionale per la diffusione di due video personali mandati due anni fa all’amante. Va bene, Griveaux è sposato e ha tre figli, va bene, mandare video erotici è da tonti se non si vuol rischiare che vengano diffusi, e nessuno vuole un sindaco tonto. Ma non sarebbe ora che su queste faccende qualcuno dicesse: ok, sono un cretino e ora me la vedo con mia moglie, ma per quanto riguarda il mio ruolo pubblico anche un…

1 min.
nella casa nuova

Se vi diranno che traslocare è un po’ come morire non ci credete. Dall’alba del primo giorno in casa. Hanno portano tutto: i mobili nuovi, i sanitari splendenti, le camerette da sogno, i soffitti immacolati, la cucina che non ci voglio cucinare per non… ma cosa dico sporcarla… per non vederla invecchiare grassa e graffiata, tutto il nuovo mondo mio e dei miei figli che profuma di pagina bianca ancora da scrivere. Resta soltanto quella sensazione sinistra che comunque avverto nella nuova casa anche se il mio sorriso forzato, questa volta, soffocherà. Ore 7, mi sveglio sorridendo ma non suona la sveglia, prendo il telefonino e scopro che è morto causa batteria scarica. Guardo la presa nuova di zecca, sorridendo tento di capire mentre mi rimane in mano la mascherina…

2 min.
celebro-lesi dal pensiero

Un altro anno, un’altra terribile cerimonia Oscar, un altro giro di lezioni morali. Avanti Brad Pitt, arrabbiato di avere un presidente che si chiama Trump, mentre un altro premiato ci teneva a farci sapere che «i lavoratori del mondo si uniscono». Il vegano Joaquin Phoenix fatica a prendere sonno per ciò che l’umanità sta facendo al regno animale. Natalie Portman aveva i nomi delle donne registe senza nomination ricamate sul vestito. Chiunque è salito sul palco, oltre a salutare mamma e nonna, ha snocciolato giudizi sulla crisi della democrazia globalizzata, sul climate change, sul razzismo, sull’Occidente maschilista (e stupratore). Risultato: le consuete opinioni generiche, ingenuamente ideologiche che temiamo di ascoltare. Siate buoni, vogliatevi bene. E vogliatene anche agli extracomunitari, e giacché ci siamo: fermiamo Trump. Morti Zygmunt Bauman, Jean-Paul Sartre,…