ZINIO logo
EXPLOREMY LIBRARY
Vogue Italia

Vogue Italia Aprile 2021

Add to favorites

Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.

Read More
Country:
Italy
Language:
Italian
Publisher:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequency:
Monthly
SPECIAL: Risparmia il 40% sul tuo abbonamento con il codice: JOY40
BUY ISSUE
£2.47
SUBSCRIBE
£16.54
12 Issues

in this issue

2 min.
molti amici

Ci sono prodotti creativi che sono frutto del talento individuale. Altri invece sono figli di uno sforzo collettivo, crescono e prendono forza dal contributo di persone con diverse sensibilità ed esperienze. Senza alcun margine di dubbio, Vogue Italia fa parte di questo secondo gruppo. Ogni idea, ogni foto e ogni pagina del giornale è frutto di uno scambio costante tra le persone che ci lavorano. È la parte del nostro mestiere che amo di più: aiutare a crescere l’idea di un altro, vedere come le mie si rafforzano e prendono forma quando vengono messe alla prova dai differenti punti di vista dei colleghi. Siamo una comunità, e sa il cielo quanto in un momento come questo il senso di condivisione sia centrale nelle nostre vite*. Questo mese abbiamo fatto un esperimento.…

4 min.
io sono orlando

Miei amanti, quando mi sono addormentat*, trecento anni fa, ero una donna, un bambino, un uomo, una ragazza, un giovane albero, un freddo e limpido corso d’acqua. A stento avrei saputo come affiorare in superficie, se non fosse stato per il calore della luce che mi inondava. La realtà non ha centro, il tempo è svanito, i sogni sono il mio risveglio. Perché voi siete qui. Quando apriremo gli occhi, mi permetterete di vestirvi con gli impalpabili fili della mia immaginazione? Con organza e fiori selvatici, perle e vetro, che seguono con levità i vostri passi leggeri. Vedo ampie, aperte distese di verde e porpora, con sentieri che si snodano in ogni direzione. Percorretene uno con me, non sappiamo dove porta, attraverso i raggi del sole e il chiaro di luna.…

3 min.
questa non è una fotografia di moda

But Still, It Turns (in italiano, E pur si muove, ndr), il titolo scelto dal fotografo Paul Graham per la splendida mostra che ha curato all’International Center of Photography di New York (fino al 9 maggio), è il commento, mormorato appena, attribuito a Galileo dopo l’imposizione a ritrattare la sua dimostrazione che la Terra gira intorno al Sole. Aveva ragione, ovviamente, ma sin da allora la verità scientifica si è scontrata con dogma e negazionismo. Per Graham, la citazione scelta segnala una preferenza per le istantanee di lavoro senza pretese, basate sull’osservazione e non sull’immaginazione. Il suo sottotitolo è Fotografie recenti dal mondo – un posto che è stato quasi ignorato, in mezzo a tanta fotografia contemporanea così concettuale e costruita. La mostra riunisce il lavoro di sette fotografi e un…

2 min.
you can’t sit with us

Una febbre evangelica infiamma il consesso dei dotti modaioli. Si va a caccia di proseliti: non più clienti, ma adepti, accoliti, seguaci, follower, araldi, sostenitori. Li si vuole ligi, dediti, ortodossi, pronti a tutto e fedelissimi, perché ogni marchio ha la sua ghenga e bisogna tenersela stretta a favor di fatturato. Li si cerca ovunque, senza tema di battere sentieri insondati, avventurandosi in lande melmose, paludose, scivolose. Per convincerli, i marchi si propongono come clan, sette o partiti politici cui aderire con zelante fervore in nome della modernità ma anche del logo che fa riccanza – e più è evidente la deroga, in nome delle magnifiche sorti e progressive, dalla norma soffocante e condivisa del tempo patriarcale e oppressivo che fu, meglio è. Corporeità non standard, rappresentazioni di genere labili,…

4 min.
la parola magica

Un celebre saggio del sociologo Zygmunt Bauman, il teorico della società liquida, dei rapporti fluidi, delle relazioni volatili, si apre così: «Le parole hanno un significato. Alcune, tuttavia, hanno anche un sentire. La parola comunità è una di loro. Fa stare bene». Quel testo s’intitola Community e oggi ritrova rilevanza per il sottotitolo: In cerca di sicurezza in un mondo insicuro. È stato premonitore, ma per difetto: la prima edizione, uscita nel 2000, non poteva immaginare cosa sarebbe successo vent’anni più tardi, quando l’insicurezza ha assunto un significato inedito, un’intensità più profonda. La pandemia, che prescrive l’allontanamento, che alimenta la diffidenza verso l’altro, rischia di sciogliere i legami benefici della comunità. Di far evaporare la società liquida. «Nulla di più pericoloso. Diversi studi mostrano che la sensazione della solitudine, se prolungata,…

4 min.
wish you were here

A trentadue anni, l’irlandese Roisin Kiberd è una veterana di Internet e non una qualsiasi: è come se fosse sopravvissuta a due guerre mondiali, al Vietnam e al conflitto iracheno della Rete. Nata a Dublino nello stesso mese e anno (marzo 1989) in cui debuttava nella sua forma attuale l’invenzione di Tim Berners-Lee, Roisin Kiberd è cresciuta con Google per genitore, ha frequentato social media noti e oscuri, vivendo online amore, amicizie, interessi, lavoro; dando “voce” su Twitter a un formaggino, occupandosi di start-up, poi di inchieste giornalistiche su trolls, cospirazionisti e altri buchi neri del Web. Vivendo giorno e notte online, ha perduto il senso del tempo e il confine tra il corpo e i suoi guai – alternava anoressia e bulimia– e la tecnologia, barattando il sonno per…