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Vogue Italia

Vogue Italia Giugno 2021

Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.

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Country:
Italy
Language:
Italian
Publisher:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequency:
Monthly
SPECIAL: 3 numeri GRATIS con il tuo abbonamento!
£2.46
£16.50
15 Issues

in this issue

2 min
fatto a mano

C’è un dettaglio che conosce bene chi legge questo giornale ogni mese. I titoli di copertina, e della sezione moda, non sono scritti in caratteri tipografici. Sono oggetti fisici che il direttore creativo, Ferdinando Verderi, compone a mano: sceglie materiali coerenti al tema del numero, li assembla, poi li fotografa e li mette in pagina. Conservo ancora la prima scultura, realizzata due anni fa: le parole prendono forma in un bizzarro sistema di spilli e filo giallo. Sono opere che nascono da un pensiero condiviso: che la carta, per avere un suo spazio in un mondo digitale, debba farsi sempre più preziosa, essere lavorata con cura nei contenuti e nelle forme, nelle grandi scelte e nei dettagli. Queste strane lettere fatte di oggetti preziosi che appaioni umili o materiali trovati…

3 min
i vestiti che sarò

TEMA: The DIY Issue ISSUE: Giugno 2021 Guardò il baule di sua nonna. C’erano le sue iniziali: M. G. Le piaceva la nonna. Era rimasta per tutta la vita Maureen Giuliani, non aveva mai cambiato il proprio cognome da nubile, in un’epoca in cui le donne si annullavano in quello del marito. Lei no, e quelle cifre stampigliate a fuoco sul legno del baule stavano lì a ricordarle che tipo era stata la nonna. Pensò che anche lei aveva le stesse iniziali: Mary Gawin. Forse anche lei poteva diventare quel tipo di donna. Ricordava il suo profumo agli agrumi e i vestiti magnifici che indossava per il pranzo della domenica. Lasciava il cappotto nell’attaccapanni all’ingresso e aveva il cappello con la veletta, un filo di perle intorno al collo. Una donna d’altri…

3 min
questa non è una fotografia di moda

Come per molte mostre in programma nel 2020, anche per The New Woman Behind the Camera le cose non sono andate come era previsto. Invece di inaugurare alla National Gallery of Art di Washington DC lo scorso autunno, e poi spostarsi al Metropolitan Museum di New York nella primavera di quest’anno, le due sedi si sono scambiate di posto. Ora la mostra inaugura al Met il 2 luglio e alla NGA il 31 ottobre. Nell’attesa possiamo sfogliare il catalogo, già in corsa per diventare uno dei migliori libri fotografici dell’anno, nonché preziosissima introduzione a una grande e ambiziosa rassegna, che si spinge ben oltre i canoni consueti. Per usare le parole di Andrea Nelson, curatrice della National Gallery of Art, The New Woman, con immagini che vanno dal 1920 al…

2 min
non tutto vale

Oh, il punk: per essere la più abrasiva, sediziosa, oltraggiosa e sbeffeggiante delle subculture classiche – relitto di un’epoca analogica come le avanguardie storiche che pur tuttavia vengono ancora saccheggiate senza ritegno alcuno e anche un po’ a casaccio –, è la più citata quando si vuol adottare un sembiante di ribellione. È diventata anche la più istituzionale, irreggimentata, commercializzata, e non solo perché le borchie sono migrate dai collari canini alle borsette e scarpette per signore perbene in cerca di un frisson, mentre il bondage e la gomma fetish non scandalizzano nemmeno le beghine. Per perversa alchimia della storia, da zozzeria somma e carta straccia l’ethos punk trasmutò da ultimo in cartamoneta corrente, spesa e spansa dall’establishment a ogni piè sospinto, alla faccia delle iniziali posizioni anti tutto. Il…

4 min
non ci sono sogni stupidi

Il corso più frequentato dell’Università di Stanford, l’accademia dei talenti in erba della Silicon Valley, non insegna le scienze informatiche, a sedurre investitori o a inventare prototipi. Spiega come costruirsi la vita. Letteralmente: “Designing Your Life” è tenuto da due professori che sembrano agli antipodi, anche per come si presentano all’appuntamento con Vogue Italia, fissato per le 7.30 del mattino, fuso orario della California. Bill Burnett, ex di Apple con vari brevetti nel curriculum, ora docente full time, è impeccabile nella sua camicia ben stirata e dalle fantasie ipnotiche. Dave Evans, che nella vita precedente ha co-fondato il colosso dei videogiochi Electronic Arts, ha un look spettinato, più che consono all’orario antimeridiano. Arriva davanti alla webcam in lieve ritardo, a un tratto l’abbandona per cercare la lucidità dentro un caffè. Assieme…

4 min
ma un aiuto non guasta

In un celebre passaggio della lettera agli azionisti di Amazon sui risultati del 2011, Jeff Bezos scrisse: «Anche i gatekeepers benintenzionati rallentano l’innovazione». Suonò come una campana a morte per gli intermediari, qualunque fosse il loro campo d’azione. Passati dieci anni, tra Airbnb, Uber, Netflix e gli innumerevoli fronti in cui la Blockchain promuove transazioni e trasferimenti di beni intangibili senza coinvolgimento di terzi, l’innovazione auspicata da Bezos non pare avere più ostacoli. Il distanziamento pandemico avrebbe poi accelerato la disintermediazione, consolidando modelli digitali, e-commerce e comunicazioni virtuali, rimuovendo ogni filtro per la libera circolazione di oggetti, informazione, creatività. È davvero l’alba di un nuovo mondo, come sostengono in molti, o sono estrapolazioni generiche da condizioni particolari, il virus, e proprio la pandemia ha mostrato i limiti del virtuale e…