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Wired Italia

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Giugno 2020

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Country:
Italy
Language:
Italian
Publisher:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequency:
Quarterly
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4 Issues

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3 min.
reset

I colpevoli. Per mesi abbiamo cercato i colpevoli della pandemia da coronavirus. La Cina. Le aziende che rimanevano aperte. I sistemi sanitari di alcune regioni. I sindaci e i loro proclami. Il governo. L’Unione europea. I runner. Chi prendeva un aperitivo. Gli scienziati. E così via. Per lo stress a cui siamo stati sottoposti, è stata una reazione comprensibile. Ma sbagliata. Profondamente sbagliata. Trovare i colpevoli non ci farà uscire dalla più grande crisi economica, sociale e sanitaria che abbiamo conosciuto dalla Seconda guerra mondiale a oggi. Più di loro, infatti, vanno individuate le cause. E le soluzioni. Le cause sono nel passato, e sono diverse dai colpevoli che abbiamo cercato nel presente. Le soluzioni sono nel futuro. Partiamo dalle prime. Alcune erano inevitabili. Come la globalizzazione con il suo paradosso…

5 min.
la vita online e vit a reale

Una roccia può sembrare solida, ma mettila sotto pressione e svilupperà linee di frattura invisibili. La pandemia ha fatto emergere le crepe della tecnologia, appena in tempo. Per decenni, gli attivisti digitali hanno lottato perché governanti e opinione pubblica prendessero sul serio questioni come la trasparenza del codice sorgente, la net neutrality, la crittografia, la concorrenza, il divario digitale e la libertà di espressione sul web. È stata una battaglia dura che, a essere onesti, abbiamo per lo più perso. Con così tanti problemi da affrontare nel mondo reale, a chi rimaneva tempo per i problemi virtuali? Ma la pandemia ha confermato il vecchio detto: “La vita online è vita reale”. Internet non è un insieme di video on demand, né di chat, tantomeno un distributore di pornografia. È il sistema…

8 min.
non cambia lo smartphone, ma il suo ecosistema

Isabella Lazzini, quali abitudini di utilizzo si stanno radicando nelle persone e quali sono destinate a permanere a lungo termine? La pandemia, nella disgrazia, ha imposto un’accelerazione a trend che in Italia erano da tempo rallentati. Per esempio, l’abitudine ad acquistare di più online rimarrà, non solo per i prodotti hi-tech ma anche sul largo consumo, come mostrano già i dati Nielsen. Durante il lockdown gli acquisti via web hanno fatto segnare un +80%, e complessivamente oltre un terzo delle vendite sono avvenute online. Prima della pandemia l’incidenza dell’ecommerce era bassissima, mentre oggi è un canale d’acquisto primario. Allo stesso modo, anche lo smart working è stato largamente accettato, con l’82% delle persone che secondo i dati Doxa ritiene di avere una strumentazione adeguata per lavorare dalla propria abitazione. Non a…

8 min.
stop alla di dattica d' emer genza

L’emergenza Covid-19 ha rappresentato per il mondo della scuola una sorta di tsunami dalle conseguen- ze di enorme rilevanza. In particolare, il gigantesco esperimento globale di didattica a distanza imposto dal virus ha portato a utilizzare in modo diffuso e ca- pillare, pur se in un contesto non certo ideale, stru- menti e metodologie che la nostra scuola aveva spesso guardato con diffidenza, a lavorare con nuovi generi di contenuti e al contempo a confrontarsi (e talvolta a scontrarsi) con diseguaglianze tecnologiche e compe- tenze non facili da colmare. uella di questi mesi è stata una didattica d’emergenza basata su un uso obbligato seppure sbagliato di strumenti nati per essere fruiti in altri modi, di norma affiancando e non sostituendo la presenza. L’esperienza fuori dall’ordinario ha segnato, però, un vero e…

7 min.
20 30

Digitalizzazione accelerata: si potrebbe definire così la fase in cui il mondo della didattica è improvvisamente precipitato in seguito alla pandemia. Una fase tanto rapida quanto emergenziale, in cui studenti e docenti sono stati costretti a dotarsi da un giorno all’altro di dispositivi e software che da lungo tempo aspettavano di essere messi alla prova. Il battesimo del fuoco dell’istruzione a distanza rappresenta un punto di non ritorno per la scuola: il primo passo verso un futuro in cui digitale e insegnamento saranno sempre più integrati, dando vita a lezioni immersive, letture condivise, formazione personalizzata e altro ancora. Le potenzialità sono enormi, ma questo non deve far passare in secondo piano alcuni rischi da valutare con attenzione. Incrementare ulteriormente il tempo trascorso da ragazze e ragazzi davanti agli schermi renderà per…

7 min.
manifesto per lo smart working

L’incantesimo sembra essere stato spezzato: lo smart working non è più una parola proibita nelle aziende italiane. L’emergenza senza precedenti del coronavirus ha messo le imprese di fronte a una presa di coscienza: nonostante il lavoro da remoto, per forza di cose, abbia permesso di puntellare l’operatività evitando di spegnere del tutto i motori, non è certo con questa toppa che si potranno affrontare le sfide future. E se è la resilienza la caratteristica che assicura lunga vita a un business, allora occorre tramutare questa prova in un progetto che riorganizzi le aziende dalle fondamenta. Lo smart working, per l’appunto. Stando all’ultimo osservatorio del Politecnico di Milano sul settore, datato 2019, in Italia si possono stimare circa 570mila smart worker. Progetti sono stati avviati nel 58% nelle grandi aziende, nel 12%…