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Arte e Architettura
Domus

Domus

Gennaio 2020

Since 1928 Domus is a reference for architects, industry professionals, designers and students as well as a precious tool for work, for staying abreast with the news and for deepening knowlwdge. Completely bilingual (English and Italian), Domus is international in form, content and distribution.

Paese:
Italy
Lingua:
English
Editore:
Editoriale Domus Spa
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11 Numeri

In questo numero

5 minuti
domus 2020

Quando Gio Ponti pubblicò il primo numero di questa rivista nel 1928, il mondo era un luogo molto diverso. Ludwig Mies van der Rohe aveva da poco invitato 17 architetti da tutta Europa a partecipare alla costruzione del quartiere Weissenhof di Stoccarda, un evento che annunciava l’arrivo dello Stile Internazionale, mentre in Svizzera, allo Château de la Sarraz, un gruppo di 28 architetti determinati a promuovere la causa dell’“architettura come arte sociale” dava origine ai Congrès Internationaux d’Architecture Moderne (CIAM). Lo stesso Ponti aveva fondato Domus come “diario vivente” per dare conto dei cambiamenti sul piano industriale, sociale e intellettuale che stavano rapidamente trasformando l’ambiente costruito, e per quasi un secolo questa rivista ha osservato, registrato e spesso stimolato l’incredibile trasformazione del mondo che ci circonda. Attualmente, le discipline dell’architettura, della pianificazione…

8 minuti
cosa è successo alla pianificazione?

What happened to planning? In un modo o nell altro, gli argomenti esplorati nel prossimo anno di Domus fanno tutti riferimento all’idea di pianificazione, poiché è chiaro che la pianificazione e il coordinamento sono fondamentali per poter reindirizzare le risorse e il contenuto dei nostri sforzi professionali. Questo primo numero introduce il contesto più ampio della pianificazione stessa. Nell’era moderna, l’idea di pprogettazione urbana come disciplina professionale e la sua realtà come inevitabile requisito di sviluppo delle città non si sono mai incontrate facilmente. In seguito al fallimento dei progetti di grande scala del Dopoguerra, sia l’urbanistica sia l’architettura hanno subito un calo di fiducia da parte del pubblico. Più recentemente, questo disappunto si è accentuato a causa del graduale venir meno del rispetto verso la figura dell’esperto e della resa a…

1 minuti
agenda

Che cosa è successo alla pianificazione? La prima sezione della rivista, “Agenda”, contiene tre saggi, che inquadrano questo tema in modi diversi, ma ugualmente approfonditi. Reinier de Graaf considera la tendenza al classicismo nella pianificazione di nuove capitali. Christian Salewski e Simon Kretz usano la loro esperienza in Svizzera per esaminare il ruolo dell’urbanista come esperto, mentre Vittorio Magnago Lampugnani insiste sul fatto che la periferia rappresenta la sfida progettuale più grande e impellente della nostra epoca. What happened to planning? Our first Agenda section, containing three essays, frames this question in different, but equally profound ways. Reinier de Graaf considers the tendency towards classicism in the planning of new capital cities. Christian Salewski and Simon Kretz use their experiences in Switzerland to consider the role of planner as expert, while…

18 minuti
padroni dell’universo

Masters of the universe The creation of a new capital should express the aspiration of a new nation and yet increasingly we are seeing a phoney history dictate their design Progettare non ha senso. Progettare è un ostacolo alle opportunità: è il sangue vivo di un mondo che dipende dai flussi globali di capitali che – imprevedibili come sono – rendono futile ogni tentativo di controllo. Che si tratti di economia oppure di gestione delle città in continua crescita, il mantra politico prevalente è rinnegare il progetto. Tuttavia, senza progetto non c’è politica. Nulla spiega questo fatto più chiaramente del modo in cui il mondo politico progetta i suoi stessi centri di potere. Dalla caduta del Muro di Berlino in poi almeno 10 Governi hanno intrapreso piani ambiziosi per costruire nuove capitali. Dopo…

17 minuti
partecipazione radicale e progettazione collaborativa

Radical participation and collaborative design The expert is being questioned across society. In Zurich, planners are addressing this crisis with argumentative design È possibile collocare una casa sull’albero in un denso quartiere del centro città? O magari in un parco pubblico? Il signore di mezza età che ha costruito il delicato modello in scala 1:200 della casa sull’albero afferma che è possibile. E sostiene la propria visione di fronte allo studente, all’architetto e all’insegnante in pensione, che invece non sono altrettanto sicuri. In qualità di progettisti e moderatori, ci troviamo assieme a loro in un’enorme rimessa ferroviaria in disuso, a Zurigo. Fa freddo, ma le discussioni tra le 80 o 100 persone riunite intorno a quattro grandi tavoli coperti di modelli sono accese. Quello del marzo 2017 è stato il terzo seminario…

9 minuti
ripianificare la periferia

Re-planning the periphery The suburbs present the next great opportunity for planners. How can we address the untamed sprawl of our cities and manage precious resources? Nei confronti della periferia o, più esattamente, dello spazio suburbano, la cultura architettonica contemporanea assume atteggiamenti diversi, che si possono ricondurre a due posizioni contrapposte. L’una la considera un non-luogo, privo di qualsiasi qualità sociale e architettonica; l’altra la ritiene la forma urbana del presente: uno spazio nuovo e in qualche modo sconcertante, ma non privo di un certo fascino. Questo punto di vista positivo fu anticipato dall’arte figurativa, che s’interessò alla periferia come a un campo di osservazione non solo sociale, ma anche estetico: da Edward Hopper fino a Tony Smith e Fischli/Weiss. A dispetto delle posizioni discordanti, gli architetti che criticano la periferia e quelli…