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Arte e Architettura
Domus

Domus Marzo 2020

Since 1928 Domus is a reference for architects, industry professionals, designers and students as well as a precious tool for work, for staying abreast with the news and for deepening knowlwdge. Completely bilingual (English and Italian), Domus is international in form, content and distribution.

Paese:
Italy
Lingua:
English
Editore:
Editoriale Domus Spa
Frequenza:
Interrupted
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11 Numeri

in questo numero

8 minuti
editoriale

Editorial Provare affetto per oggetti, edifici e luoghi è nella nostra natura. Li apprezziamo per i ricordi e le idee a cui li associamo. La protezione e la cura del patrimonio storico fa parte integrante della nostra immagine della condizione umana. È il modo in cui celebriamo la continuità dello sforzo dell’uomo e il costante desiderio di migliorare il nostro grado di civiltà. Storia e contesto sono in qualche modo strettamente legati all’apprezzamento diretto di ciò che è realizzato attraverso lo sforzo e il talento umano. Questo impulso a proteggere, sanare e ripristinare non fa solo parte del nostro rispetto per le civiltà precedenti, ma anche del modo in cui ci definiamo nel nostro tempo. Anche il modo in cui onoriamo il passato e ne interpretiamo l’eredità cambia nel tempo. Gli artisti…

1 minuti
agenda

Questo mese prendiamo in considerazione diversi atteggiamenti nei confronti della tutela del patrimonio storico con le relative implicazioni della nostra identità e del senso del luogo, alla luce dell’attuale dissonanza sociale, culturale e ambientale. Robert Bevan si concentra sul concetto di autenticità nell’epoca antropocentrica della post-verità, sostenendo che il suo uso coinvolge una gamma sempre più ampia di approcci al prezioso tessuto storico, tra loro contrastanti. Riflettendo sugli atteggiamenti verso le parti più ordinarie del nostro ambiente costruito, Thomas Will esamina alcuni recenti progetti in Germania che considerano i modi in cui potremmo usare il patrimonio come risorsa ambientale e sociale sostenibile e resiliente. Anche Vittorio Magnago Lampugnani attinge alla nostra coscienza ambientale, chiedendo ai conservatori e agli architetti di sviluppare nuove strategie per la manutenzione e il rinnovamento del patrimonio…

16 minuti
il vero e l’autentico nell’era digitale

Truth and authenticity in the digital age Sul mondo, oggi, abbiamo più dati, più misure, più immagini che in qualsiasi altro momento della storia. Eppure, viviamo in un’epoca in cui fatti verificabili vengono scartati come falsità: vengono giudicati inaffidabili, così come la competenza che li individua. In tale contesto, l’architettura dovrebbe essere immune da simili pressioni della postverità, dato che non dovrebbero esistere prove della forma, della presenza e dell’aspetto del passato che appaiano più indiscutibili di un massiccio e antico edificio. La longevità è un elemento che fa dell’architettura una testimonianza storica materiale, esattamente alla pari di un consultatissimo documento d’archivio. Inoltre, la qualità di un documento costruito – in contrasto con la sua immagine transeunte e magari cinicamente modificata – sta nella sua palese permanenza. È un contributo alla certezza…

15 minuti
il patrimonio come risorsa

Heritage as a resource Come previsto quasi 50 anni anni fa in The Limits to Growth (Donella H. Meadows et al., 1972), gli effetti dei nostri interventi sull’ambiente hanno ormai un impatto sulla vita di tutti i giorni. Al pari dei membri di molte altre professioni interessate, gli architetti si sono dichiarati consapevoli del problema e disponibili ad assumersi la responsabilità di mitigare una catastrofe globale che – come sottolineano gli scienziati – si può ancora scongiurare, anche se solo teoricamente. Secondo l’impegno sottoscritto da oltre 800 studi di architettura nel Regno Unito, per rendere il settore edilizio parte di un “sistema autosufficiente in costante rigenerazione”, è necessario un cambio di paradigma. I passaggi indicati per effettuare questa trasformazione sono numerosi. Come nella maggior parte di questi scenari, la speranza è riposta…

9 minuti
un progetto della conservazione

A project of preservation Quando Victor Hugo fu proposto come candidato per l’Académie Française, nel 1841, nemmeno lui poté sottrarsi al rituale giro di visite ai membri della prestigiosa istituzione. Tra coloro ai quali dovette chiedere sostegno c’era il filosofo Pierre-Paul Royer-Collard. Seduto davanti a lui, Hugo iniziò a elencare e commentare le proprie opere, ma alla menzione de Il Gobbo di Notre-Dame (1831) o Ruy Blas (1838), romanzi all’epoca già famosi, l’anziano filosofo non dava il minimo cenno di riconoscimento. Dopo altri inutili tentativi di citare qualcosa di cui il vegliardo avesse sentito parlare, Hugo esasperato esclamò: “Ma Monsieur, lei sicuramente legge, non è vero?”. Al che Royer-Collard rispose seraficamente: “Mio caro ragazzo, alla mia età non si legge, si rilegge”. A volte sembra di vivere in un’epoca dei Royer-Collard. L’euforia…

1 minuti
pratica

La ricognizione mensile tra le buone pratiche di architettura continua con Francis Kéré che racconta il suo straordinario viaggio nella disciplina: dal Burkina Faso al suo studio di Berlino. La sua irremovibile convinzione che l’architettura abbia un ruolo fondamentale nell’accogliere e formare una comunità si può applicare a tutti i contesti. Nata in Niger, Mariam Kamara esplora le affinità tra due progetti esemplari di architetti che lavorano nel Sud del mondo: lo studio di una fotografa in Messico e una scuola in India, progettati rispettivamente da Taller Mauricio Rocha + Gabriela Carrillo e Samira Rathod Design Associates. Entrambi si distinguono per l’uso contemporaneo dei materiali tradizionali e per la risposta diretta a condizioni climatiche specifiche. A Tilburg, Christian Kieckens passa in rassegna il progetto LocHal, una ex fabbrica che ora…