Moda
ELLE Italia

ELLE Italia Numero 03 - 2019

La miglior lettura in tempi di moda. Le ultime tendenze della moda. Le inchieste al femminile. Lifestyle e attualità. Bellezza e benessere. Destinazioni di viaggio. E ancora cinema, musica, arte, libri, eventi. Lo stile fresco e unico della rivista femminile più venduta nel mondo.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Hearst Magazines Italia spa
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50 Numeri

in questo numero

3 minuti
trent’anni fa

quando si andava in viaggio studio in Inghilterra, noi eravamo “gli italiani”. Caciaroni, logati, chiassosi. Ci muovevamo in branco tra il check-in dell’aeroporto e il ritiro bagagli fino allo smistamento tra le famiglie ospitanti, per poi riagglomerarci come magneti al momento del coffee break a scuola oppure dopo cena al pub. Si stava insieme per evitare lo sforzo della lingua ‒ scemi che si era ‒ e per sentirsi “sotto copertura”, ai tempi non si aveva un gran bella fama. Per “italiani” si intendeva tutto: il bello e il brutto, ma più il brutto, a dire il vero. Il vizio narcisistico della divisa ‒ Superga ai piedi e zainetto Invicta ‒ e certa innata cialtroneria. Agli occhi degli autoctoni eravamo i furbi: quelli che non rispettano le file in mensa,…

3 minuti
ditelo a elle

PADRI & FIGLI/1 Lettera aperta a Matteo Bussola Gentile Matteo, abbiamo intercettato il suo disappunto, espresso attraverso la sua pagina Facebook, per il nostro articolo sui “papà pancini” (Elle n. 1). L’articolo descrive in modo scherzoso l’esercito di “nuovi padri” desiderosi di partecipare all’accudimento e all’educazione dei figli al pari delle madri, praticando in famiglia quella sacrosanta parità che ancora in Italia sembra un traguardo lontano. Ci spiace che non ne abbia colto gli intenti giocosi, volti semplicemente a spiegare il fenomeno in modo lieve e mai denigratorio. Altri padri citati nell’articolo ci hanno scritto divertiti, per ringraziarci di aver raccontato questa nuova “avanguardia” con il medesimo tono ironico con cui loro parlano di se stessi nei blog e nei libri. Dire che il nostro giornale avvalora pregiudizi e stereotipi di genere è…

3 minuti
il prodigio imperfetto di un figlio in tarda età

Mia sorella vive in America. Lei ha 65 anni, il marito 70, insieme hanno avuto grande successo grazie alla produzione di cibi italiani. E da sempre si dedicano solo all’azienda, per i figli non c’è mai stato tempo. Ecco la notizia bomba: lei è incinta! Auguro lunga vita a madre e padre, ma nessuno è eterno. Loro non si preoccupano del futuro, dicono «tanto è nato ricco, se la caverà». Io ho tre figli, e lei diceva a tutti «io i figli ce li ho, i miei tre nipoti!». Ma quando mi ha dato la notizia, ho capito che era vissuta con un complesso pazzesco, perché ha detto con aria di trionfo: «Adesso ne ho uno anch’io!». E poi ha aggiunto: «Di’ ai tuoi figli che non si preoccupino, lascerò…

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storie intramontabili di amore e di letto

Sei un boccone da re, mi diceva mia madre. Ma quale boccone? Sarei stata io a divorare il mondo. Spiritosa, bellissima, allieva di Voltaire, geniale mente politica, avevo un sogno: conquistare il re, il potere di ogni potere. Ci riuscii. Luigi XV impazzì per le mie arti amatorie. Ma nascondevo un segreto: io, la maestra di ogni lussuria, ero frigida. Quel sesso sfrenato era solo teatro, per dominarlo. Accendevo il re con l’immaginazione, e freddamente dirigevo il suo delirio. Miravo al governo. Lo ebbi. Il re non faceva niente senza consultarmi. E faceva bene, ero dieci volte più intelligente di lui. Mi chiamavano madame Putain, ma la marchesa di Pompadour nominava ministri, dichiarava guerre, promuoveva arti e scienze. A corte cercavano di avvelenarmi. Ma la prova più ardua nei dieci…

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cose belle

A kind of magic Scordatevi le coordinate spazio-tempo, o voi che entrate. Perché gli oltre 250 scatti della mostra Fabula , esposti all’Armani/Silos fino al 24 marzo prossimo, sembrano sospesi in una dimensione al contempo reale e astratta, antica e moderna, rurale e metropolitana. Fanno parte di una ricerca antropologica, condotta dal fotografo Charles Fréger, che indaga i codici d’abbigliamento di diverse comunità sparse in ogni angolo del mondo, dai nuotatori di pallanuoto agli elefanti di Jaipur, dai giovani lottatori di sumo ai soldati Sikh. Lo scopo: capire il senso di aggregazione generato dall’indossare la stessa “uniforme”. Non è un caso che Giorgio Armani l’abbia voluta nel suo spazio espositivo privilegiato. Che sia arrivato il momento, per la moda, di tornare a porsi lo stesso obbiettivo? F.Fi. A kind of magic. Un’immagine…

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non voglio l’amore dei cigni

“Tabù” è un termine di origine polinesiana. In maori, lingua ufficiale della Nuova Zelanda, dove vivo, si dice tapu. Più che “proibito,” tapu significa “sacro”. Quindi quando parlo dell’amore, anche dei suoi aspetti inconfessabili, parlo di una cosa sacra. Inutile dirvi che, se un uomo infanga il nome dell’amore prendendoti a parolacce e botte, devi scappare. Oggigiorno non è più tabù ammettere di aver subìto abusi per mano del compagno, non c’è più vergogna nel lasciarlo. Ma queste relazioni sono l’eccezione. C’è un motivo molto più diffuso per cui finisce un rapporto, eppure non se ne parla quasi mai. Viviamo in una società confusa tra la tradizione che pone la coppia alla base delle nostre istituzioni, finché morte non vi separi, e una fede collettiva nell’amore romantico che la vede come…