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ELLE Italia

ELLE Italia Numero 19 - 2019

La miglior lettura in tempi di moda. Le ultime tendenze della moda. Le inchieste al femminile. Lifestyle e attualità. Bellezza e benessere. Destinazioni di viaggio. E ancora cinema, musica, arte, libri, eventi. Lo stile fresco e unico della rivista femminile più venduta nel mondo.

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Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Hearst Magazines Italia spa
Frequenza:
Monthly
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50 Numeri

in questo numero

4 minuti
c’erano un’italiana, una tedesca e una svedese.

Ma questa non è una barzelletta. La prima voleva fare l’astronauta, la seconda la scrittrice famosa, la terza la scienziata o l’attivista di Greenpeace. Insomma tutte sognavano in grande, almeno in quella fase della vita in cui è concesso pensare al cubo e non occorre confrontare i propositi con la realtà di talenti e occasioni. Che poi, a guardar bene, la prima aveva le vertigini già solo al pensiero di prendere un aereo, figurarsi fluttuare nello spazio infinito. È che l’astronauta è un sogno da maschi e lei s’era scocciata di sentirselo dire. Dove abitava lei di femmine astronaute non ce n’erano. C’erano prof, commesse, avvocate... ma soprattutto mamme a tempo pieno. E quando le guardavi spignattare in cucina ti veniva da chiederti se era proprio quello che volevano fare…

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ditelo a elle

FOREVER YOUNG Gentile direttrice, le scrivo in merito alle osservazioni che sua figlia fa riguardo l’abbigliamento delle “diversamente teenager” nell’editoriale sulle madri degli adolescenti (“Elle” 17). Sarei curiosa di sapere l’opinione della ragazza in merito all’outfit indossato dalla deliziosa Sophie Ellis-Bextor (40 anni) a pag. 43 del medesimo numero di “Elle”. Grazie per gli spunti di riflessione. Misa Royk Buongiorno direttore! Il suo bellissimo editoriale sembra scritto per me e la mia figlia tredicenne. Se non fosse che guardandomi dall’esterno spesso mi faccio pena, sarebbe persino esilarante. E guai a muovere qualche passo di ballo sulle note di una canzone rock dei miei tempi, lei mi guarda con disgusto! Mamma alla deriva Caro direttore Maria Elena Viola, sono una mamma di quattro figli, tra cui due femmine adolescenti (16 e 14 anni). Leggendo…

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se il prof fa il vecchio satiro

Io e mia sorella abbiamo 17 e 16 anni, la mamma si è risposata, noi stiamo con papà. Mia sorella trovava sempre delle poesie d’amore in mezzo ai libri, poi ha scoperto che ce le metteva il professore di lettere, sui 55. Così era imbarazzata, e arrossiva quando gli parlava. Lui si è illuso e le ha detto: «Se vieni a casa mia, ti leggo le poesie di Shelley». E lei: «Perché non me le legge in classe?». Lui allora le ha detto che poteva essere un grande amore, un amore segreto. E le ha fatto anche vaghe minacce. E lei: «Se insiste lo dico a mio padre, che la farà pentire». Magari. Papà è infantile e cardiopatico, e non gli abbiamo voluto dare questo peso. Però sono inquieta, la…

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storie intramontabili di amore e di letto

Il poeta Wilfred Owen è famoso per le sue tremende poesie contro la guerra, dove descrive i moncherini, il sangue, lo sterminio della gioventù. Nato in una città del Galles tra fumo e nebbia, quel magnifico giovane aveva fretta, la fretta che hanno gli artisti destinati a morire giovani, anche se non lo sanno. Ha 21 anni quando scoppia la Grande Guerra. Odia la guerra, ma non vuole che un altro vada al suo posto, e si arruola nel corpo degli Artists Rifles, tutti artisti. È spericolato in battaglia. Ferito malamente, in ospedale incontra Siegfried Sassoon, famoso poeta, antimilitarista anche lui. Owen se ne innamora. Sassoon lo adora come amico e poeta, ma non lo corrisponde. A Owen però basta il suo, di amore. È stato congedato per le gravi…

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cose belle

Light me up Sostiene Albert Watson che tanto più grande è la personalità del soggetto ritratto, quanto più semplice dev’essere lo scatto che lo ritrae. Scozzese di Edimburgo, newyorkese d’adozione, nato cieco da un occhio e diventato fotografo quasi per caso – benché avesse studiato cinema e televisione al Royal College of Art di Londra – da 50 anni Watson racconta il mondo per immagini, usando la luce un po’ come Michelangelo usava lo scalpello. In una mostra breve (chiude il 17 maggio) ma preziosa come un gioiello, l’artista prova ad aggiungere un ulteriore livello di significato al lavoro svolto, incorporando e sovrapponendo strati d’inchiostro ad alcune foto d’archivio. Perché le vie della realtà sono infinite, e ancor più numerosi sono i modi per raccontarle. F.Fi. Style icon Un ritratto di Kate…

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day by day

Quando cantava Que será, será in L’uomo che sapeva troppo, una canzoncina ottimista per scampare a una strage, Doris Day era la massima professionista della simulazione di serenità. Aveva 34 anni, era tra un tumore e l’altro, coi postumi d’un esaurimento nervoso, e nel mezzo del suo terzo matrimonio, con un tizio del quale si sarebbe scoperto troppo tardi che picchiava il figlio di primo letto di Doris e s’imboscava tutti i soldi guadagnati da lei (sarebbe riuscita a riaverne una piccola parte solo una trentina d’anni dopo). Dal tumore DD era guarita nonostante le cure tardive: la religione del marito vietava i medici; tuttavia, continuava a sorriderci dallo schermo e a essere leale con gli amici: fu una delle poche a restare vicino a Rock Hudson, con cui aveva…