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ELLE Italia

ISTITUTO LUCE

Il paradiso all’improvviso. Dall’alto. La top Elsa Hosk in uno scatto della sfilata Victoria’s Secret, con le iconiche ali d’angelo create da Serkan Cura con cristalli Swarovski. Due dettagli di craftmanship, con ricami e applicazioni realizzati a mano dal designer Andres Caballero.
Lo studio del nuovo Imperial Cut per la stagione 2019/2020, rivisitazione di un grande classico della Maison.

C’era una volta – è c’è ancora – il paese dei cristalli. Si chiama Wattens ed è in Tirolo, nel distretto di Innsbruck-Land. Un paesino da presepe incastonato tra le Alpi, susseguirsi ordinato di case con facciate a graticcio e petit chalet. È qui che sorge Manufaktur, l’atelier del cristallo del ventunesimo secolo. Trentaseimila metri quadri dedicati al taglio di questa commistione magica di quarzi, sabbia e minerali la cui formula è segreta, gelosamente custodita dalla quinta generazione degli eredi di quel Daniel Swarovski che fondò l’azienda. Fu lui, visionario boemo dai baffi a manubrio, con il pallino di voler creare un “diamante accessibile a molti”, a inventarsi una macchina elettrica tutta speciale, in grado di tagliare con precisione millimetrica il cristallo. E fu sempre lui a decidere di trasferirsi dalla Boemia – ora parte della Repubblica Ceca, patria della lavorazione di questo materiale incantato – al Tirolo, sulle sponde del fiume Inn, dove l’acqua (elemento fondamentale per la lavorazione, al 70 per cento riciclata e riutilizzata) scorre argentina e trasparente. Oggi, la Manufaktur ha cambiato faccia. Grazie a Markus Lages-Swarovski, membro del consiglio di amministrazione, che – con il placet di tutti i membri della famiglia – ha messo in piedi con lo studio d’architettura svedese Snøhetta una nuova azienda futuribile e spettacolare, intrisa di storia e di tecnologia. Un progetto ambizioso ma, come dice una scritta sagace all’interno della fabbrica, «Everything you want is on the other side of fear», che tradotto suona più o meno così: «Tutto quello che vuoi sta al lato opposto della paura». Ci sono un sito produttivo, uno showroom da capogiro e uno spazio di co-working. Ma, soprattutto, ci sono ben settemila metri quadri dedicati al nuovo modo di lavorare, un progetto incredibile di prototipia veloce. Un inedito livello di customizzazione per i clienti – stilisti, interior designer e creativi - che, una volta in sede, possono valutare tagli e colori, studiare le varie applicazioni e vederle concretizzate in 72 ore circa, ossia in meno della metà del tempo consueto. Ma è fin dai suoi albori che questa azienda di “Pierres taillées du Tyrol” ha intessuto relazioni con gli stilisti più brillanti. Nel 1956, per esempio, Monsieur Dior scelse i cristalli Aurora Borealis – inventati per lui da Manfred Swarovski – per le sfaccettature con cui riuscivano a riflettere i colori dell’arcobaleno. Da allora, le collaborazioni non si contano, da Hussein Chalayan a Anthony Vaccarello, passando per Christopher Kane, Alexander Vauthier e Iris van Herpen. Dalle maglie di metallo strassé ultra light alle perle di vetro, questi capolavori di ricercatezza e luminosità non potevano non abbacinare anche il mondo dello showbiz. Nel 1932, Marlene Dietrich rifulgeva nel suo fourreau tempestato di cristalli in Venere Bionda, mentre Marilyn Monroe era un’affezionata cliente on e off stage: se sul grande schermo cantava che i diamanti sono i migliori amici delle ragazze – ma in realtà, sull’abito rosa Schiaparelli disegnato per lei dal costumista Travilla, sfoggiava una parure di Swarovski – fuori dal set augurava buon compleanno a John Fitzgerald Kennedy in un abito “cristallizzato” che ha fatto storia; e se Michael Jackson si distingueva per guanti e calzini strassé, Madonna ha sfoggiato in un solo tour costumi tempestati da non meno di

Luci della ribalta. Sopra. Jennifer Lopez in un abito Versace con oltre 3.000 cristalli Swarovski all’AXIS Theater del Planet Hollywood, Las Vegas. In basso, da sinistra. Madonna sul palco del suo MDNAtour del 2012. Una “cristalloteca” tratta da Book of Dreams, volume realizzato dalla Maison in collaborazione con Cabana Magazine.

2 milioni e mezzo di cristalli, seguita a ruota dai look di Lady Gaga e Beyoncé. Un mix di artigianalità antica e tecnologia d’avanguardia (ciascun macchinario è top secret, progettato dagli ingegneri dell’azienda), dove ogni cristallo è prodotto usando lAdvanced Crystal Lead free patented formula – che prevede solo lo 0,009 per cento di piombo - ed è rifinito a mano. Come dire: quando il savoir-faire va a braccetto col futuro.

(DENISE CRUCELLO, KEVIN MAZUR)

COURTESY SWAROVSKI, DENISE CRUCELLO, KEVIN MAZUR