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Focus Junior

FACCIO QUELLO CHE VOGLIO

L’estate è il momento del divertimento, della noia, della scoperta… Ma anche la stagione ideale per dedicarsi alla lettura. Inquadra il bollino della Realtà Aumentata e troverai una gallery di libri e fumetti che raccontano il mondo senza adulti.
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Vivono tra noi. Vivono con noi. Ce li troviamo ovunque. In casa. A scuola. Per strada. Sui social. Non ci mollano un attimo. Ci controllano. Ci squadrano dall’alto verso il basso. Ci interrogano. Ci dicono che cosa fare e che cosa non fare. Che cosa è bene e che cosa non è bene. Quando svegliarsi e quando andare a letto. Ci impongono orari, abitudini, regole! Dicono cose incomprensibili, mostrano look imbarazzanti e faticano a capire la differenza tra una caffettiera e uno smartphone. Non vengono da un altro pianeta, ma spesso ci sembrano degli alieni. Sì, stiamo parlando proprio di loro: degli adulti. Specie che conosciamo molto bene. Ma, detto tra noi, se ne potrebbe fare a meno? Probabilmente no, ma ci siamo comunque divertiti a fare il gioco del “Facciamo finta che…”. E abbiamo fatto finta che attorno a noi ci fosse un mondo completamente senza adulti. Il risultato? Tutto da leggere, prima di diventare troppo grandi!

Prima regola: basta regole!

Faccio quello che voglio, faccio quello che mi va… Eccola qua, direttamente dal tormentone dello scorso anno di Fabio Rovazzi, quella che potrebbe essere la “Costituzione” del mondo svuotato dagli adulti. Già, le regole non ci piacciono proprio e, senza grandi tra i piedi, il desiderio va subito lì, alla possibilità di seguire il proprio istinto, senza imposizioni e limitazioni. Anche se, nella sua storia, l’uomo lo ha capito abbastanza in fretta che per vivere in società era necessario avere delle leggi. Basti pensare al Codice di Hammurabi, stilato dal re babilonese più di 3mila anni fa e inciso su una stele di diorite (roccia) oggi conservata al Museo del Louvre, a Parigi. E anche in democrazia le leggi sono fondamentali, perché segnano il confine tra la libertà individuale e quella degli altri: sono come un libretto d’istruzioni della giusta convivenza. Quindi, anche senza adulti, forse, non potremmo fare a meno di regole perché sarebbe il caos, l’anarchia. Potremmo però farle diverse, più a nostra misura. Meno ingiuste di come spesso ci appaiono quando vengono calate dall’alto. E, sicuramente, avendole scritte noi, sarebbero più chiari il significato, la finalità e l’utilità.

Evviva: da oggi andiamo a tavola senza prima lavarci le mani! (Getty Images/iStockphoto)

Come organizzare la società

Senza adulti non significa senza un “governo”. Anche nella fantasocietà che ci immaginiamo servono un capo e un’organizzazione. E come hanno descritto gli scrittori Fabio Geda e Marco Magnone nella saga Berlin (storia ambientata in una Berlino abitata solo da ragazzi) ce la si può cavare solo se si trova una forma di accordo e di alleanza. Sta quindi a noi, in assenza dei grandi, trovare il modo per eleggere un leader: potrebbe essere il più votato da tutti o il più bravo a scuola, il più capace a parlare o quello più abile con il computer. Ma la fantasia non ha limiti: potrebbe essere il più veloce a correre o il più intonato a cantare, il più alto della classe o quello con i vestiti più colorati. Il bello di una società tutta da inventare è: quale soluzione adottare per il bene del gruppo.

(Pera Comics)
Chi porta il cane a fare i bisogni? Beh, potrebbe andare da solo… (Getty Images)

Una vita in vacanza!

Niente scuola! La vita senza adulti la vediamo soprattutto così: senza banchi, senza libri e senza compiti. Magari?! Beh, insomma… parliamone! Un’istruzione è necessaria e cancellare la scuola non sembra proprio una grande idea, anche solo per rispetto verso gli oltre 120 milioni di bambini e bambine nel mondo che ogni anno a scuola non ci possono proprio andare. Però, in mancanza di professori, potrebbe essere l’occasione per disegnarci delle lezioni a nostra misura: orari elastici, inizio delle lezioni a metà mattinata, aule belle e accoglienti, materie da scegliere tra ciò che interessa, zero compiti a casa e zero interrogazioni. E, soprattutto, bye bye voti! E in cattedra chi ci andrebbe? Si potrebbe fare un po’ a turno: a rotazione, chi ha conoscenze e competenze diventa docente il tempo necessario a insegnare quello che meglio sa.

(Pera Comics)
Wow: possiamo mangiare tutto ciò che ci piace, ma… che mal di pancia! Mammaaa… (Getty Images)
Come si fa a riparare la catena della bicicletta? Semplice, guardiamo un tutorial su YouTube! (Getty Images/iStockphoto)

Me lo ha detto il tutorial

Imparare a cucinare la pasta alla carbonara. Scoprire come si fa ad aggiustare la catena della bicicletta. Capire come stirare una camicia, coltivare una pianta di pomodoro o suonare un accordo di chitarra. Non sappiamo fare qualcosa e non ci sono adulti nei paraggi? Nessun problema: in rete si trova un tutorial su tutto! Non a caso l’espressione How to…, cioè Come si fa…, è una delle più cercate su Google. Ma basta il Web per sostituire il sapere dei grandi? I tutorial sono sicuramente utili, ma non insegnano, addestrano: trasmettono delle istruzioni, una sorta di algoritmo sempre uguale. Raramente danno spazio agli errori, alla creatività, alle emozioni e al dettaglio: insomma, sono avari di cuore ed esperienza. E in questo fantamondo si sentirebbe un po’ la mancanza degli adulti.