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MILANO CAPITALE 5G

L’AMBULANZA CONNESSA, la videosorveglianza sulla pattuglia della polizia locale, il robot ‘collaborativo’, il cestino dei rifiuti intelligente. Tutto a Milano, dove a dicembre 2018 Vodafone ha acceso la prima rete 5G d’Italia, annunciando la copertura dell’80% della popolazione della città. Grazie alla sperimentazione, sono state realizzate “soluzioni applicative finora non immaginabili”, premette Sabrina Baggioni, 5G Program Director di Vodafone Italia.

E il percorso è appena avviato. “Ci vorranno altri due/tre anni per vedere applicate tutte le potenzialità della nuova tecnologia”, attraverso “un rilascio progressivo delle sue funzionalità”. Basti pensare “alla possibilità di lavorare in tempo reale, grazie alla bassissima latenza”, e “alla possibilità di connettere simultaneamente fino a un milione di oggetti per chilometro quadrato”. Un numero che oggi non è disponibile, oggi non ce ne sono neanche centomila, e che rappresenta bene quanta potenzialità ci sia ancora non espressa. Si fa, in sostanza, un salto “di un ordine di grandezza su dimensione”.

Da un punto di vista di business, evidenzia Baggioni, “la vera rivoluzione è sulla parte applicativa” su quello che il 5G abilita rispetto alla tecnologia precedente. “Si aprono una serie di possibilità, di soluzioni che le attuali tecnologie non riescono a supportare, specialmente in mobilità”.

Entrando nel merito, il progresso riguarderà tutti i settori, seppure con velocità diverse. Il settore sanità “è uno di quelli in cui ci saranno innovazioni più rilevanti sia sul paziente sia sul sistema sanitario ma richiedono un adattamento importante dell’ecosistema”. Servirà quindi più tempo. Ci sono ambiti invece meno complessi, come la sorveglianza e la sicurezza, in cui “ci aspettiamo che ci sia un’adozione più veloce di queste soluzioni”. Così come potrà avvenire sicuramente per l’education e l’entertainment: “in modo molto veloce, si farà fare una differenza sostanziale all’esperienza degli utenti, soprattutto con la realtà virtuale e la realtà aumentata”.

Vodafone a Milano sta lavorando con 38 partner industriali e istituzionali per realizzare 41 progetti in ambiti diversi: sanità e benessere, sicurezza e sorveglianza, smart energy e smart city, mobilità e trasporti, manifattura e industria 4.0, education e entertainment, digital divide. Tra i numerosi progetti interessanti, ne menzioniamo quattro. Insieme a IRCCS Ospedale San Raffaele, Regione Lombardia – Azienda Regionale Emergenza Urgenza, Croce Rossa Italiana – Comitato di Milano e in collaborazione con Altran, ha messo a punto la soluzione di ‘ambulanza connessa’: permette di condividere l’intervento in ambulanza direttamente con l’Areu (Azienda regionale emergenza urgenza) e l’ospedale, garantendo l’accesso al soccorso e trattamenti nel minor tempo possibile.

Sabrina Baggioni, 5G Program director di Vodafone Italia

(COURTESY VODAFONE)

Anche con il supporto della Polizia Locale, Vodafone ha sviluppato la videosorveglianza per finalità di pubblica sicurezza attraverso l’uso di videocamere installate su un’autovettura di pattuglia. Il sistema utilizza la piattaforma applicativa di Intellitronika, azienda che fa parte di ITK Group, che fornisce soluzioni tecnologiche avanzate per le forze dell’ordine e per la sicurezza civile e militare, che raccoglie i flussi video acquisiti dalle videocamere installate a bordo veicolo e li trasmette ai sistemi di sorveglianza della Centrale di Polizia che può così decidere come meglio gestire le situazioni di emergenza e coinvolgere tempestivamente gli agenti in campo.

Altra soluzione decisamente innovativa è quella del robot collaborativo di ABB, YuMi, e del dispositivo di visione intelligente realizzato da Smart Robots, nato come spinoff del Politecnico di Milano e ora startup controllata da e-Novia, ‘enterprises factory’ milanese che promuove, costituisce e sviluppa società innovative. I due dispositivi, che comunicano real time grazie alla rete 5G, abilitano una vera applicazione collaborativa dove il robot e l’operatore lavorano fianco a fianco al montaggio di valvole termostatiche. ‘Smart Bin’ è un dispositivo innovativo che utilizza il 5G e l’intelligenza artificiale in grado di aiutare le persone ad effettuare la raccolta differenziata in maniera automatica e veloce: i rifiuti conferiti dall’utente nell’apposito comparto vengono automaticamente riconosciuti e distribuiti nei rispettivi sacchi. Il dispositivo ospita al suo interno una serie di sensori in grado di rilevare le immagini dei rifiuti e inviarle tramite rete 5G ad un’applicazione di riconoscimento presso l’infrastruttura di edge computing Vodafone che ospita il software Greengrass di Amazon Web Services.

a un’ambulanza connessa

(COURTESY VODAFON)

una pattuglia della polizia locale dotata di videosorveglianza

Decisiva la collaborazione tra l’operatore e i partner che di volta in volta lo affiancano. “La sperimentazione ha dimostrato che il modo di lavorare per far sì che il 5G si traduca davvero in un valore aggiunto per l’utente finale, privato o aziende, deve essere molto più integrato, soprattutto con i partner tecnologici”, spiega Baggioni, che racconta come l’abusata formula del ‘fare squadra’ sia in questo caso la più calzante: “abbiamo lavorato come un unico team per ogni use case con il leader di settore.

La discussione richiede varie competenze a confronto per capire cosa si può fare, e cosa no, e la visione delle parti è quella che porta alla soluzione”. Il concetto di collaborazione si allarga poi a quello più ampio di open innovation. “L’Open Lab 5G si aprirà sempre di più a startup e pmi che hanno oggetti, prodotti, soluzioni applicative e vogliono migliorarle tramite il 5G: il nostro mondo di test è aperto”, sintetizza il manager. Il contributo di Vodafone allo sviluppo dell’ecosistema 5G si realizza anche attraverso il bando ‘Action for 5G’, con un investimento di 10 mln di euro, per attrarre idee innovative allo sviluppo del 5G in Italia con progetti di robotica, sensoristica, dispositivi connessi di realtà aumentata e realtà virtuale: “ho visto un alto livello qualitativo e una alta consapevolezza” delle potenzialità della tecnologia, racconta Baggioni, evidenziando che “i vincitori dell’anno scorso sono diventati parte del team e con loro si stanno facendo sperimentazioni in campo”. Anche la call, in sostanza, “è stato uno strumento per creare ulteriore innovazione”.

La sicurezza è un altro tema chiave. Anche alla luce degli ultimi sviluppi di cronaca, con il caso Huawei costantemente in primo piano. “Sin dal giorno 1 della sperimentazione, ha fatto parte dei punti di valutazione per lo sviluppo delle soluzioni”, premette Baggioni, per poi puntualizzare che di sicurezza non si parla solo in termini di cybersecurity ma anche in termini di privacy: “è essenziale essere rigorosi quando si lavora con casi reali negli ospedali o per la sicurezza e la sorveglianza con la polizia locale”. Sia nel rispetto della normativa Gdpr sia per la cybersecurity, “al di là del protocollo del 5G, per ognuna delle soluzioni messe in campo sono previsti il monitoraggio, i test e gli stress test per evidenziare i potenziali rischi e le modalità di gestione”.

Infine, il digital divide. “Non potrà esserci un’accensione immediata su tutto il territorio, progressivamente si porterà il servizio partendo dalle aree che fanno da driver”. Ma uno dei progetti della sperimentazione di Vodafone è dedicato proprio al tema. I progetti presentati a Carugate (area metropolitana di Milano) prevedono l’utilizzo del 5G per una soluzione di Fixed Wireless Access che ha consentito alla biblioteca comunale di offrire un’esperienza immersiva di realtà virtuale per la consultazione e l’approfondimento di contenuti storici, a uno studio di architettura di video-collaborare con l’esperto di un ufficio pubblico per modificare in tempo reale un progetto edilizio graficamente molto pesante e a uno studente di partecipare da casa a una lezione in classe interagendo in tempo reale con l’insegnante e visualizzando in alta definizione i materiali didattici utilizzati. Un riferimento importante di comprensione delle potenzialità della nuova tecnologia anche per le aree che non saranno da subito al centro della rivoluzione 5G.