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Quattroruote

RIPARTENZA ELETTRICA

, il mondo è davvero cambiato. Se l'icona della sportività in taglia small – la Mini – si apre all'elettrico puro, vuol dire che il dado è tratto. E se la religione delle tradizionali motorizzazioni monoteiste sta perdendo colpi, presto o tardi tutte le Case saranno tenute a convertirsi. Alcune, come la Peugeot con la e-208 e la Volkswagen con la ID3 lo stanno già facendo.

Dopo il primo esperimento del 2008, con la Mini E realizzata in soli 600 esemplari, ora la tre porte a batteria diventa un modello di serie. Ovvio, si affiancherà alle versioni a motore termico, ma la vocazione della Cooper SE – questo è il nome del nuovo modello – si profila assai diversa da quella delle sorelle. E il perché è presto detto.

lo sportellino della presa di ricarica riporta la scritta "e", che però non è in giallo, come invece su altre parti della carrozzeria

i cerchi specifici da 17 pollici in opzione, ottimizzati per ridurre la resistenza all'avanzamento (è stato modificato anche il profilo inferiore del fascione anteriore e di quello posteriore)

le luci a Led, con la Union Jack, che è di serie

NON MALE QUELLO SCATTO

Basta mettere in fila i numeri: la Mini EV, il cui lancio è previsto per il marzo 2020, vanta un motore elettrico da 184 CV e 270 Nm, destinati alle ruote anteriori. Ce n'è abbastanza per divertirsi: difatti la Casa dichiara uno 0-100 in 7,3 secondi, mentre la velocità massima è limitata a 150 km/h. Ma qui a interessare è soprattutto l'autonomia, indicata in 235-270 chilometri (secondo la dotazione) nel ciclo Nedc: è questo a chiarire l'indole della Cooper SE, votata all'ambito metropolitano. Il powertrain arriva dal gruppo BMW – è quello della i3s 120 Ah, adattato – con la batteria (le cui celle sono fornite dalla cinese Catl) e il motore che dalla Germania vengono inviati a Oxford per l'assemblaggio finale. La base meccanica è quella della Cooper S, sia pure opportunamente modificata: motore, unità di controllo e trasmissione, innanzitutto, sono montati all'avantreno, mentre la batteria agli ioni di litio da 32,6 kWh è posizionata nel pavimento, a T, tra i sedili anteriori e il divano. Così è stato possibile mantenere invariata la capacità del bagagliaio (211 litri).

I gruppi ottici a Led sono di serie. Nell'immagine a lato, lo sportellino per la ricarica, che può essere effettuata tramite presa domestica, Mini wallbox oppure alle stazioni pubbliche. Più a destra, ben protetto e isolato, il powertrain della Mini elettrica, che può contare su un'unità da 184 cavalli

NIENTE STRAVOLGIMENTI: DA FUORI LA VERSIONE ELETTRICA SI DISTINGUE PIÙ CHE ALTRO PER ALCUNI DETTAGLI IN GIALLO

L'alimentazione elettrica, però, ha un costo: la massa a vuoto dell'auto, infatti, tocca i 1.365 chili, circa 145 in più rispetto a una Cooper S dotata di cambio automatico. In compenso, il baricentro è inferiore di 30 millimetri e la distribuzione dei pesi più favorevole (60/40 sui due assi), a tutto vantaggio del comportamento stradale. Invariato lo schema delle sospensioni: avantreno MacPherson e retrotreno multilink, con tarature dedicate, che tengono conto del maggior peso (molle e ammortizzatori hanno un'escursione più ampia).

Per offrire un divertimento all'altezza del marchio, la Mini elettrica dispone pure di un rinnovato sistema Dsc (Dynamic stability control), particolarmente importante su un'automobile a batteria, dove la potenza e la coppia sono erogate quasi in tempo reale. Per questo la vettura è dotata di controllo dello slittamento integrato nella centralina del motore, cosa che favorisce un intervento più rapido.

GUIDA MONOPEDALE

Le specificità del modello continuano anche quando si parla di modalità di guida: alle canoniche Sport, Mid e Green si aggiunge infatti la Green+, nella quale le funzioni legate al confort, come la climatizzazione e il riscaldamento dei sedili, vengono limitate o disattivate al fine di aumentare l'autonomia. Come già sulla BMW i3, poi, anche sulla Mini Cooper SE si può far conto sulla cosiddetta guida monopedale: in fase di rilascio, la vettura decelera in modo marcato e così, in certe situazioni di traffico, si può addirittura fare a meno di ricorrere all'impianto frenante. È inoltre possibile, per la prima volta, scegliere tra una frenata rigenerativa corposa (0,19 g di decelerazione) e una più leggera (0,11), secondo il tipo di guida che si vuole adottare.

Quanto ai dettagli identificativi del modello, all'esterno sono pochi, ma evidenti: calandra, gusci dei retrovisori, bordature dei cerchi (da 16 e 17") e loghi con la "e" sono contrassegnati da un vistoso colore giallo.

La ricarica si può effettuare a una normale presa di corrente, alla Mini wallbox o in una stazione pubblica (fino a 50 kW: bastano 35 minuti per alimentare l'80% della batteria). Il cavo standard è di serie, mentre la Mini wallbox è optional, come il cavo trifase. Queste ultime due soluzioni permettono di ripristinare fino all'80% della carica in due ore e mezza, con una capacità massima di 11 kW, e il 100% in tre ore e mezza.

Nell'abitacolo spicca la novità del quadro strumenti tutto digitale da 5,5", in cui si possono tenere d'occhio informazioni come il livello della carica o l'ora in cui l'accumulatore sarà di nuovo pieno. La Cooper SE dispone di serie di un sistema di navigazione, completo di servizi, che include la schermata eDrive, grazie alla quale si possono scegliere le modalità per incrementare l'autonomia, oltre a visualizzare sulla mappa l'area raggiungibile in base al livello di carica.

Prezzo: si parte da 33.900 euro, con la gamma che prevede quattro allestimenti, più un'ampia personalizzazione.

il selettore della trasmissione e il controllo remoto del sistema d'infotainment (lo schermo è touch da 6,5 o, in opzione, da 8,8 pollici con ricarica wireless), che però non include la compatibilità con i dispositivi Android Auto

la levetta di avviamento

il sottile quadro strumenti, interamente digitale, da 5,5 pollici, una novità della Mini elettrica.

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