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Focus Extra Primavera 2017 - No. 74

Ogni numero da leggere e da collezionare. Ai confini delle conoscenze umane, le risposte alle domande di sempre (anche a quelle più strane e originali), i più grandi segreti svelati e approfonditi: universo, storia, natura, medicina, sesso, consumi, divertimento e tanto altro ancora. Una molteplicità di argomenti per una lettura facile e divertente, corredata da splendide foto e illustrazioni accurate.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Mondadori Scienza S.p.A.
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4 Numeri

IN QUESTO NUMERO

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c’era una volta la foresta

Questo non è un deserto. È, invece, il Rio Negro, uno dei fiumi più imponenti dell’Amazzonia, che nasce in Colombia e dopo un percorso di 2.250 chilometri lambisce Manaus e sfocia nel Rio delle Amazzoni, diventandone il principale affluente. Nel 2010 l’intera regione è stata colpita da una siccità eccezionale, di quelle che, secondo i climatologi, dovrebbero verificarsi una volta ogni 100 anni. E che, invece, ne seguiva una simile, avvenuta soltanto cinque anni prima. Il riscaldamento globale renderà più frequenti questi episodi anche qui, con conseguenze per tutto il pianeta. Infatti, compromettendo la vegetazione, la siccità impedisce alla foresta amazzonica di svolgere completamente un compito chiave, che dovrebbe proteggerci: quello, cioè, di assorbire dall’atmosfera l’anidride carbonica, che causa l’effetto serra. ■…

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prepararsi al futuro

“ Nei mesi scorsi la California è stata colpita da temporali violentissimi. Inizialmente la pioggia è stata accolta con favore, perché segnava la fine di una siccità che durava da anni. Ma quando la gigantesca diga di Oroville, nel Nord dello Stato, ha dato segni di cedimento, quel sentimento si è trasformato in paura. Le piogge avevano infatti riempito l’invaso fino al 151% della sua capacità, danneggiando la struttura. A valle, sono state evacuate 188.000 persone. Le cause dell’incidente sono due. La prima: la diga era vecchia e la manutenzione inadeguata. La seconda: le precipitazioni che hanno colpito la regione hanno un carattere di eccezionalità. Certo, non è possibile legare un singolo capriccio meteorologico al cambiamento climatico globale. È però un fatto che, per la California (e per molte altre…

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la terra può farcela. noi (forse) no

Antonello Provenzale è nato nel 1958 e si è laureato in Fisica nel 1982. Nel 1987 ha conseguito il dottorato di ricerca e attualmente dirige l’Istituto di geoscienze e georisorse del Cnr. Si occupa di dinamica del sistema Terra e degli impatti dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche e sugli ecosistemi. Negli ultimi anni è stato particolarmente interessato all’analisi delle interazioni fra clima, geosfera e biosfera. Ha ricevuto il Golden Badge Award, riconoscimento della Società europea di geofisica, e collabora con importanti università e centri di ricerca all’estero. È inoltre coordinatore di progetti di ricerca europei e nazionali. È autore di oltre 150 pubblicazioni su riviste scientifiche. Ha scritto Che cos’è il global warming? (Editoriale Scienza).“L’aumento della concentrazione di gas serra generati da noi ha effetti sul clima”Anche se il…

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storie da un pianeta caldo

Una semplice osservazione di un fisico svedese, nel 1896, ha portato a una vera e propria rivoluzione nelle scienze della Terra, a una scienza sicura delle proprie conclusioni, e a feroci discussioni di politica, etica e diplomazia.Il fisico è Svante Arrhenius: basandosi su studi precedenti, affermava che le variazioni di anidride carbonica (o CO2 ) nell’atmosfera possono influenzare il bilancio termico della Terra, cioè alzarne o abbassarne la temperatura. Lo stesso Arrhenius fece notare che l’aumento della CO2 , proveniente dalle attività industriali, avrebbe potuto rendere il nostro pianeta più caldo e più uniforme, determinando quello che, qualche anno più tardi, sarebbe stato chiamato “effetto serra”. Al pari di altri scienziati del suo tempo, considerò positivo il fenomeno.CACCIA AL COLPEVOLE. Tutto rimase però quasi un esercizio di scienza: nessuno pensava…

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gli impatti: la natura che cambia

Il riscaldamento globale non avrà le stesse conseguenze su tutta la Terra. Alcuni ecosistemi saranno più colpiti di altri, e ne risentirà la biodiversità animale e vegetale.ANIMALI. Le zone che si stanno riscaldando più velocemente rispetto al resto del pianeta sono quelle artiche e antartiche. Per questa ragione, lo scioglimento dei ghiacci mette in pericolo la vita e il sostentamento di molte specie, la più celebre delle quali è l’orso polare. Ma il cambiamento colpisce anche le nostre latitudini: già ora, alcune specie di uccelli non abbandonano più l’Italia in inverno, perché trovano cibo anche nei mesi freddi. Le piante e gli animali di montagna, infine, si sono spostati ad altitudini più elevate, alla ricerca di un clima più consono alla loro biologia. ■…

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parole torride

PIOGGE ACIDESi verificano in presenza di inquinanti che, reagendo con l’acqua nell’atmosfera, generano acidi che danneggiano la vegetazione, contaminano le acque e corrodono i monumenti. Quasi sempre, a causare il fenomeno è l’anidride solforosa (SO2) prodotta dall’uso dei combustibili fossili. Fino alla metà degli anni Ottanta, le piogge acide erano comuni in molti Paesi. In seguito però sono stati imposti standard di qualità alle industrie energetiche e oggi il fenomeno è limitato alla Cina, all’India e a pochi altri Paesi. RISCALDAMENTO GLOBALEÈ l’innalzamento della temperatura media su scala globale, registrato a partire dal 1880, quando iniziarono le misure. La causa di questo fenomeno climatico (in inglese global warming) è attribuita dagli scienziati all’incremento in atmosfera dei gas serra (anidride carbonica, metano e altri), generati dalle attività umane. L’Ipcc (Gruppo intergovernativo…

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