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Focus ItaliaFocus Italia

Focus Italia Settembre 2019

Focus approfondisce temi di grande attualità: scienza e natura, tecnologia e comportamento, cultura e misteri, medicina ed economia, storia ed ecologia, innovazione. Soddisfa la curiosità dei suoi fedeli lettori suscitando emozione e interesse anche attraverso immagini spettacolari ed esclusive. Si avvale di scienziati, ricercatori, tecnici ed esperti di fama mondiale. Lo stile chiaro e diretto permette di raggiungere tutti e di far conoscere il mondo in modo divertente e sempre più coinvolgente. Focus stimola la tua voglia di sapere e soddisfa anche le curiosità che non sapevi di avere!

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Mondadori Scienza S.p.A.
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12 Numeri

IN QUESTO NUMERO

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atletica mente

Non ho mai dimenticato quella misura: 3,36. Mamma mi guardava dalle tribune dello stadio Cibali di Catania e io undicenne presi emozionato la rincorsa per il salto in lungo che segnò, appunto, tre metri e trentasei centimetri. Ricordo un’altra misura, stavolta del salto in alto e di qualche anno dopo: 1,54. Ricordo bene anche l’impegno che ci misi a battere il mio diretto concorrente, un ragazzino inglese del Mayfield College che frequentavo quell’estate nel Sussex. Allora saltavo ancora a sforbiciata e con lui fu una sfida centimetro per centimetro. Unico rammarico: quella volta a incitare c’erano i suoi genitori, non i miei, cosicché lui avrebbe voluto vincere anche per loro e pianse del suo secondo posto. A mente fredda mi sono detto che avrei dovuto lasciarlo vincere, ma durante la…

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mal di giallo

I girasoli stavano appassendo. Lo avevano notato, con preoccupazione, al Van Gogh Museum di Amsterdam: il giallo dei fiori dipinti da Vincent Van Gogh stava virando verso il marrone. Stiamo parlando di uno dei più famosi quadri in cui il pittore ritrasse questi fiori: i Girasoli, del 1889, esposto al museo di Amsterdam. Nella foto, è quello sulla destra, accanto al “gemello” che si trova alla National Gallery di Londra (qui insieme nel 2014). Pigmenti. A quel punto, sono entrati in scena gli scienziati del Laboratorio Mobile europeo, il Molab. «È un laboratorio di spettroscopia, che usa la luce per analizzare i materiali, fatto per essere trasportato dove si trovano le opere d’arte, senza spostarle», racconta Costanza Miliani, del Cnr, coordinatrice del Molab. «Abbiamo così studiato i pigmenti dei Girasoli, verificando…

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milano sull’onda

Èstata inaugurata all’Idroscalo di Milano, accanto all’aeroporto di Linate, una mega onda artificiale per fare surf. È alta fino a 1,6 m (l’altezza è regolabile) ed è larga 10 m. Secondo la società Wake Paradise (wakeparadise.it), che ha investito 1,5 milioni di euro per costruire la struttura, è la più grande onda del mondo nel suo genere. In caduta. Esistono infatti svariati impianti di onde artificiali all’estero: negli Usa, in Australia, in Spagna, in Germania. L’onda milanese ha la particolarità di avere una forma costante nel tempo, e di essere regolabile. Per generarla, si usa una piscina galleggiante con un lato aperto (a forma di “U”), il cui fondo si abbassa in prossimità dell’apertura. L’acqua viene pompata da sotto e portata nella piscina a un’altezza superiore rispetto al livello del lago.…

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requiem per il golfo del messico

Non diciamo addio solo a specie animali o vegetali: possono morire anche mari o laghi. Si possono infatti creare le cosiddette “zone morte”: nelle acque viene a mancare l’ossigeno necessario alla vita, quindi muoiono pesci, crostacei, animali che vivono sul fondo. Una zona morta si crea ogni estate nel Golfo del Messico: è una delle più grandi e quest’anno pare particolarmente estesa. A dare il triste annuncio è stata la Noaa, la National Oceanic and Atmospheric Administration degli Usa, che ogni anno prevede quali dimensioni avrà il fenomeno. Addio pesci. Il colpevole, nel caso del Golfo del Messico come per quasi tutte le “zone morte” al mondo, è il nostro inquinamento. Le attività umane, soprattutto l’agricoltura, fanno arrivare nelle acque azoto e fosforo, un vero concime per le alghe microscopiche, che…

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gin dai piselli

Bere un bicchiere di gin, in termini di contributo al riscaldamento globale, equivale a percorrere un chilometro in auto. Lo dicono i ricercatori di un gruppo britannico e irlandese, che hanno lavorato per ridurre l’impatto ambientale della sua fabbricazione. Con una tecnica che fa fermentare i piselli invece del grano per ottenere l’alcol (il gin poi prende sapore dall’aggiunta di ginepro). Impatti. Una bottiglia fatta a partire dal grano produce emissioni di gas serra equivalenti a 2,3 kg di CO2 . Secondo uno dei ricercatori, Pietro Iannetta: «L’impronta del gin di piselli è inferiore in 12 dei 14 impatti ambientali valutati». Per esempio, i piselli richiedono meno fertilizzanti azotati. E il gusto? La distilleria che ha lavorato con i ricercatori sfida a provare il gin di piselli: con l’aggiunta degli aromi…

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vetro “perlato”

Uno smartphone con schermo che non si graffia, non si frantuma ed è flessibile, unendo le proprietà di vetro e plastica. È quello che promette il vetro ottenuto da Francois Barthelat della McGill University (Canada). La sua struttura è basata su quella della madreperla: il materiale che riveste le conchiglie è fatto di “piastrine” esagonali di carbonato di calcio, unite da molecole flessibili. Se è colpito, le piastrine scivolano una sull’altra e ciò fa sì che le fratture non si propaghino. A strati. Vari team stanno studiando come riprodurre queste proprietà. Ora Barthelat ha creato un vetro fatto da più strati, uniti con una plastica (come nei parabrezza delle auto); ogni strato è composto da piccoli quadrati o esagoni. Il nuovo materiale è flessibile e, se viene colpito, si rompe solo…

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