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Focus JuniorFocus Junior

Focus Junior Novembre 2018

La rivista pensata per soddisfare la naturale curiosità dei ragazzi, per divertirsi scoprendo il mondo in modo nuovo e intelligente. Ogni mese su Focus Junior: natura, tecnologia, storia, scienze... e molto altro ancora. Tantissimi temi trattati con l'autorevolezza di Focus ma con quella semplicità e quel divertimento che terranno gli occhi dei ragazzi incollati alle pagine. Accanto agli articoli di carattere scientifico troviamo servizi su sport, musica, avventura, giochi, esperimenti e speciali spazi interattivi dove poter fare domande, proporre soluzioni, dare consigli.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Mondadori Scienza S.p.A.
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12 Numeri

IN QUESTO NUMERO

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Mihai Andritoiu / Alamy / IPAMancano pochi giorni alla… notte di Halloween: dolcetto o fotogallery?CIAO FOCUSINI, vi piace andare oltre le apparenze? Io penso di sì, altrimenti non leggereste Focus Junior. E allora dai, partiamo per questo viaggio. Andremo indietro nel tempo per vedere come vivevano i vostri coetanei nei castelli medievali. Affascinante vero? Ma mamma mia, che vita dura facevano: non c’erano luce, acqua corrente e riscaldamento. Pensate un po’ a tutte le cose a cui dovreste rinunciare! Un salutone dalla redazioneLA FOTOGALLERY DEL MESE HALLOWEEN IN 15 FOTOPER CONTATTARCI E MANDARCI I VOSTRI CONTRIBUTI.E-mail: focusjunior@focusjunior.itFacebook: andate alla pagina www.facebook.com/FocusJuniorInstagram: @focusjunior_rivistaPosta: Focus Junior, via Battistotti Sassi 11/A, 20133 MilanoPer usare la realtà aumentata di Focus Junior bisogna scaricare l’app Gruppo Mondadori AR+, inquadrare con smartphone o tablet la copertina…

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la creatività è digitale ai coolest projects di milano

Se avete dai 7 ai 17 anni, fino al 30 ottobre potete iscrivervi, gratis, alla seconda edizione di questo concorso della CoderDojo Foundation e presentare, il 17 novembre al Campus Bovisa del Politecnico di Milano, i vostri progetti digitali più originali e creativi. Per info e iscrizioni: https://goo.gl/7fXwYc ■…

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domande & risposte

Di91, Galbiate (Lc) (Shutterstock)A cura di Francesco OrsenigoMandateci le vostre domande. Andate su www.focusjunior.it e cliccate sul bollino “Scrivi alla redazione”. Oppure inviate tutto via mail a focusjunior@focusjunior.PERCHÉ QUANDO CI FANNO IL SOLLETICO CI VIENE DA RIDERE?Si ride ma non ci si diverte: non a caso si dice “soffrire il solletico”. Tutto quel dimenarsi che ben conosciamo, con contorno di gridolini e ridarella, è una reazione involontaria alla stimolazione improvvisa di certe parti del corpo. Il solletico si percepisce sui fianchi, sulla gola o sotto le ascelle, ossia in punti vulnerabili e indifesi. Secondo una teoria, nel corso dell’evoluzione il solletico ci ha aiutato a imparare una strategia di difesa attraverso il gioco. In altre parole, ridiamo per spingere chi ci fa il solletico a continuare, costringendo noi stessi a…

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ma che razza di idea!

Di razza umana ce n’è una sola. Non è un’opinione ma un’evidenza scientifica, perché ognuno di noi condivide con qualsiasi altro essere umano il 99,7% del suo Dna (il codice che identifica ogni essere vivente) ossia delle caratteristiche che ci rendono uomini e non… gatti o delfini.Dividere gli esseri umani in razze è un errore. E non ha senso osservare, dunque, che alcuni gruppi di uomini, per esempio gli europei, hanno caratteristiche simili tra loro ma completamente diverse da quelle di altri gruppi che vivono lontani, magari in Africa o in Asia. Perché questo dipende semplicemente dal fatto che ognuno di noi, come aspetto, somiglia molto ai propri fratelli, meno ai propri cugini e ancor meno ai cugini di terzo grado o… agli abitanti della Cina: per la scienza queste…

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da dove veniamo?

(Getty Images)NON È UN MISTERO! Le differenze genetiche tra gli italiani sono da sette a trenta volte maggiori di quelle, per esempio, tra i portoghesi e gli ungheresi, distanti tra loro più di 3mila chilometri. La Penisola, rispetto ad altre nazioni, è stata abitata da molte popolazioni eppure, pur essendo noi il frutto di tante migrazioni, siamo e ci sentiamo tutti italiani. Prendiamo la Sicilia: popolata dai primi uomini arrivati dall’Africa ha visto susseguirsi i bizantini (popolo indoeuropeo), gli arabi, gli angioini (dalla Francia Occidentale), gli aragonesi (dalla Spagna Nord-Orientale), i borboni (francesi) e di nuovo gli spagnoli. Le azzurre finaliste nella staffetta 4x100 agli Europei dello scorso agosto a Berlino (da sinistra, in foto, Audrey, Irene, Gloria e Johanelis) ne sono un perfetto e moderno esempio. ■…

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ma guarda che papalagio!

(Pixabay)MA COME PARLI? “Papalagio!”. Se qualcuno vi apostrofa così non offendetevi, probabilmente è un abitante delle isole Samoa (foto sotto), dove l’uomo bianco viene chiamato così. Esiste perfino un libro, con lo stesso titolo, pubblicato nel 1920 per raccogliere i discorsi fatti al proprio popolo dal famoso capo polinesiano Tuiavii di Tiavea al ritorno da un viaggio in Europa. In alcune zone dell’Africa, invece, gli uomini bianchi non vengono definiti con il colore della pelle ma con un termine che significa “colui che non lavora”: gli africani, infatti, si ricordano bene di chi li ha schiavizzati per secoli. ■…

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