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Focus StoriaFocus Storia

Focus Storia Maggio 2018

La rivista interamente dedicata alle vicende, ai personaggi, alle curiosità che hanno caratterizzato i secoli passati. Ogni mese un numero speciale da conservare, con i grandi temi approfonditi alla maniera di Focus, per entrare nella Storia in modo diverso e avvincente.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Mondadori Scienza S.p.A.
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12 Numeri

IN QUESTO NUMERO

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editoriale

Macché “secoli bui”. Intanto perché stiamo parlando di un’età lunghissima: secondo alcuni storici si estende dal 456 d.C., caduta dell’Impero romano, fino alla pubblicazione delle teorie eliocentriche di Copernico nel 1543, dunque per circa mille anni, un periodo in cui la condizione umana si è modificata ed evoluta straordinariamente. Ma soprattutto perché, quando pensiamo al Medioevo, siamo fuorviati da molti pregiudizi che ci sono stati lasciati in eredità dal Settecento, quasi che i protagonisti del Secolo dei lumi volessero risaltare per contrasto con l’oscurità che, secondo loro, li aveva preceduti. E invece no. Il Medioevo, come vedremo nelle pagine del nostro “primo piano”, era dinamico, curioso, a volte addirittura rivoluzionario, e lo dimostrano i movimenti studenteschi e le rivolte di contadini e operai che seguirono la cosiddetta “Rinascita…

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la rivolta di pasqua contro sua maestà

DUBLINO, Irlanda 24 APRILE 1916 Militari britannici, dietro una barricata di fortuna, aspettano di affrontare i ribelli indipendentisti in uno dei punti chiave della città. Gli inglesi, per sedare la rivolta irlandese, usarono anche i carri armati. La Prima guerra mondiale divampava da quasi due anni. E nella settimana pasquale del 1916 il governo britannico vide aprirsi un altro fronte, questa volta interno. Il 24 aprile, lunedì di Pasqua, scoppiò una rivolta a Dublino: diverse organizzazioni nazionaliste cercarono di ottenere l’indipendenza dal Regno Unito con la forza, occupando gli edifici pubblici nei punti nevralgici della città. La mossa dei ribelli all’inizio colse di sorpresa gli inglesi, che però replicarono di lì a poco con un massiccio invio di uomini e mezzi, carri armati compresi.…

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la pagina dei lettori

Il mausoleo di Caravaggio Su Focus Storia n° 137 ho molto apprezzato l’articolo“Puzzle strategico” sullo Stato dei Presìdi nell’Argentario. Vi segnalo però una piccola inesattezza: si dice, ma non è provato, che Caravaggio trovò la morte a Porto Ercole sulla spiaggia della Feniglia, ma la sua tomba è rimasta sconosciuta e certamente non si trova “nel cuore del paese”, né a Porto Ercole né a Orbetello. Del resto, se la tomba di Caravaggio fosse all’Argentario, oggi avremmo una lunga fila di visitatori desiderosi di vederla. Luciano Scatena Risponde Matteo Liberti, autore dell’articolo. Gentile lettore, nel ringraziarla per la segnalazione, inoltrata anche all’esperto citato nel pezzo, lo storico del territorio Gualtiero Della Monaca, facciamo presente che il riferimento alla tomba di Caravaggio è stato fatto…

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il saluto dal fronte recapitato grazie ai social

Soldati in una trincea francese della Prima guerra mondiale. L’ultima lettera di un soldato francese della Prima guerra mondiale è stata recapitata ai discendenti cento anni dopo la sua spedizione, anche grazie alla mobilitazione su Twitter. Jean Soulagnes, marsigliese di 24 anni, nel 1915 era sergente del 75° Reggimento di fanteria schierato sul fronte della Somme. Il 27 maggio scrisse una messaggio a un amico, Jean Audiffren: temendo di non sfuggire alla morte, lo pregava di farsi carico di avvisare i familiari e la fidanzata. “Dite loro che, prima di morire, ho dato la mia vita alla nazione e la mia anima pensa a loro”, recitano le sue parole. Caccia ai destinatari. Due settimane dopo aver spedito la lettera, mai recapitata, il sergente rimase ucciso…

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davanti alla porta degli inferi si moriva così

Hierapolis, oggi in Turchia, era una delle città sante per eccellenza nell’antichità (come dice anche il nome, dal greco iera“sacra”e polis“città”). Fondata nel II secolo a.C., parte della sua fama era dovuta ai sacrifici che si svolgevano sotto gli occhi attoniti dei fedeli. Il sacerdote si poneva di fronte a quella che era nota come la Porta degli Inferi (Ploutonion per i Romani, poiché era legata al culto degli dèi degli Inferi Plutone e Persefone), evocava le divinità sopra un toro e questo cadeva stecchito ai suoi piedi. Recentemente un gruppo di studiosi italiani e tedeschi hanno svelato il mistero che rendeva possibile il sortilegio. A uccidere gli animali era l’anidride carbonica, per la precisione il diossido di carbonio vulcanico che veniva emesso da una precisa fenditura. …

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i più antichi guantoni? hanno 2mila anni

I guantoni fatti indossare a una statua romana del II-I secolo a.C. nel museo di Vindolanda. (THE VINDOLANDA TRUST) Gli scavi di Vindolanda, sul Vallo di Adriano, in Gran Bretagna, continuano a riservare sorprese. Recentemente sono venuti alla luce i più antichi guanti da boxe mai ritrovati, gli unici sopravvissuti di tutto l’Impero romano. Sono stati datati al 120 d.C. e sono in eccezionale stato di conservazione, tanto che su uno ci sono ancora le deformazioni corrispondenti alle nocche del pugile. Altri particolari: uno dei due porta le tracce di una riparazione e, pur essendo simili tra loro, non formavano un paio. Training alla romana. Secondo gli esperti, appartenevano probabilmente ai legionari di guarnigione presso il Vallo. Si tratta di strisce imbottite di cuoio che i…

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