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Focus StoriaFocus Storia

Focus Storia Ottobre 2018

La rivista interamente dedicata alle vicende, ai personaggi, alle curiosità che hanno caratterizzato i secoli passati. Ogni mese un numero speciale da conservare, con i grandi temi approfonditi alla maniera di Focus, per entrare nella Storia in modo diverso e avvincente.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Mondadori Scienza S.p.A.
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12 Numeri

IN QUESTO NUMERO

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editoriale

Siamo abituati a parlarne soprattutto per i suoi geni assoluti, come Leonardo, per artisti come Michelangelo o scienziati come Copernico. Ma il Rinascimento, nato a Firenze e poi diffusosi in tutta Europa, è stato anche un periodo torbido, di incessanti complotti e guerre religiose, di contrasti sociali e profonde disparità tra uomini e donne. Il che non toglie nulla a una fase storica in cui l’Italia fu centro culturale del mondo post medioevale, ma la rende semmai ancora più affascinante e sfaccettata. È a questo lato più oscuro e forse meno conosciuto del Rinascimento, dunque, che abbiamo dedicato la copertina di Focus Storia . Dagli artisti maledetti alle superstizioni più diffuse, dalle violenze dei capitani di ventura ai complotti e alle congiure dei sovrani, stavolta vi raccontiamo il XIV e…

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la pagina dei lettori

Una vita per l’avventura Ho letto su Focus Storia n° 142, l’articolo, bello e interessante su Alfonso Vinci, partigiano comunista e poi esploratore. È narrata anche la sua avventura con gli Indios Yanomami. Ricordo che nel 1967, ero al liceo Mamiani di Roma, il padre di un nostro compagno di scuola, il prof. Ettore Biocca, tornò da una spedizione negli stessi territori, e fummo invitati ad assistere alla conferenza affascinante che tenne. Ricordo come parlasse positivamente di questo popolo e dell’accoglienza che riservò agli italiani. Peraltro nel libro del prof. Biocca, vengono chiamati Yanoami e non Yanomami. Giuseppe Munafò Ruberie romane Avendo letto l’articolo “Roma corrotta” su Focus Storia n° 143 vorrei ricordare altri casi famosi. Per esempio la vicenda della corruzione del Senato, di un comandante militare e di un tribuno della plebe…

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in risposta a “esperto di medaglie cercasi”

Questa medaglia è stata incisa in occasione del 25° anniversario del Risorgimento italiano da Luigi Giorgi. La figura mitologica rappresentata è la sfinge araldica di Amedeo VI di Savoia (lo stemma della famiglia reale è rappresentato sullo scudo). Indossa un elmo alato con la visiera abbassata. È intento a calpestare un serpente, simbolo che verrà poi associato all’Austria. Sotto la figura si trova la citazione latina Frangar non flectar (Mi spezzo ma non mi piego). Sull’altra faccia della medaglia si trova la stella a cinque punte, simbolo del Risorgimento e, successivamente, delle Forze Armate. Mattia Angelo Scarano, Taranto…

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prove di crocifissione

La più celebre delle crocifissioni è quella di Gesù, ma i Romani usavano spesso questa pratica, a partire dalle migliaia di esecuzioni fatte in questo modo dopo la rivolta di Spartaco e dei suoi schiavi nel 73 a.C. Ma siccome questa pena capitale era riservata a schiavi e briganti non ne sono rimaste molte testimonianze archeologiche. Una emerse alcuni anni fa in Medio Oriente fornendo i primi dati archeologici. Ora un secondo caso al mondo è stato identificato presso Rovigo, con i segni della crocifissione rimasti impressi sulle ossa del piede e diventata oggetto degli studi delle università di Ferrara e di Firenze. Identikit. Si trattava di uno schiavo trentenne, gracile e basso, risalente anche lui – come Gesù e l’altro caso mediorientale – a circa 2mila anni fa. Il calcagno…

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il potere è rosso cinabro

Anche per i Vichinghi ogni colore aveva un significato: è la conclusione cui sono giunti archeologi e chimici dopo aver analizzato resti di pigmenti ritrovati su oggetti ed edifici risalenti alla loro epoca, e riesaminato studi sull’argomento. Ne è emersa una tavolozza dei loro 12 colori preferiti, per ognuno dei quali si sono stabiliti fonte e provenienza. Uno dei prediletti dalle classi dominanti era il rosso cinabro, un pigmento brillante e molto costoso proveniente dall’Europa Centro-meridionale. Era simbolo di forza e pericolo, e usato da principi e capi per mostrare il loro potere. Il bianco era anche per i guerrieri del Nord simbolo di vita, e il nero di morte. Dimmi che colore usi. Forse le tinte non erano esattamente quelle mostrate nella tavolozza ricostruita, ma i ricercatori hanno cercato di…

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da barile a latrina, l’arte del riciclo

ACopenaghen, nel Seicento, due barili per il vino vennero riutilizzati in modo assai creativo: divennero infatti le toilette esterne di una casa privata. Questi curiosi gabinetti, posti l’uno accanto all’altro e incassati nel terreno (nella foto in basso), sono venuti alla luce durante lavori di costruzione nei dintorni di un’abitazione realizzata intorno al 1680. Le latrine erano piene di escrementi per i due terzi, come hanno potuto osservare gli archeologi del National Museum of Denmark. Grazie all’analisi del contenuto dei gabinetti, gli esperti si sono fatti un’idea del regime alimentare di chi usò le latrine più di tre secoli fa, ma anche dell’importanza degli scambi commerciali dell’epoca. Menu completo. Queste persone avevano una dieta molto varia, composta di pane, pesce, carne, frutta, erbe e spezie. Se la maggior parte degli alimenti…

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