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Focus StoriaFocus Storia

Focus Storia Dicembre 2018

La rivista interamente dedicata alle vicende, ai personaggi, alle curiosità che hanno caratterizzato i secoli passati. Ogni mese un numero speciale da conservare, con i grandi temi approfonditi alla maniera di Focus, per entrare nella Storia in modo diverso e avvincente.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Mondadori Scienza S.p.A.
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12 Numeri

IN QUESTO NUMERO

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editoriale

Che cos’hanno in comune gli scozzesi di William Wallace/Braveheart con Gandhi, i vietcong con gli Hyksos, gli afghani con gli algerini, Enrico Mattei con Tazio Nuvolari? La capacità di resistere. E di vincere, contro ogni aspettativa. Perché tutti questi “eroi”, popoli o singoli che siano, hanno avuto la meglio su nemici fortissimi, organizzati, imbattibili. Proprio come appariva imbattibile Golia, il gigante dei Filistei sconfitto dalla fionda di un ragazzino ebreo. Ai tanti Davide che nei secoli hanno cambiato le carte in tavola nello scacchiere della Storia è dedicato il dossier di questo numero. Un modo per celebrare la superiorità del coraggio e dell’intelligenza sullo strapotere militare o economico o sulla semplice forza bruta. La Storia la scrive chi vince? Allora vediamo che pagine gloriose hanno scritto questi vincitori,…

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lo zio d’america

In merito all’articolo sull’imprenditore Francesco Matarazzo, pubblicato su Focus Storia n° 145 vi segnalo l’esistenza di un “monumento” a ricordo della morte in incidente automobilistico (forse una gara) del figlio, Ermelino Matarazzo, a Bruzolo, in Piemonte, sulla strada statale. Il monumento esiste ancora oggi (sotto). ■…

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la pagina dei lettori

Eros alla francese Nell’articolo “Vizietti dei bisnonni” pubblicato su Focus Storia n° 144 sotto la foto in apertura compare una didascalia: ”[...] french cards per soli uomini (1819)”. A pagina 93 invece leggo “[...] french cards , nate contestualmente all’invenzione del dagherrotipo (1839)”. Quale delle due date è errata? Arrigo Leoni In realtà la french card in questione è datata 1910, quindi si tratta di un nostro errore. Passione “reale” Visto che di recente è stato il centenario della morte della famiglia imperiale russa, mi piacerebbe che dedicaste dello spazio su Focus Storia alle vicende dei membri della famiglia imperiale. Sarebbe interessante approfondire la loro stretta…

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il servitore senza veli

L’affresco rinvenuto in una tomba del II secolo a.C. a Cuma. Un giovane nudo che serve vino a un banchetto per l’eternità. È la figura meglio conservata dei preziosi affreschi rinvenuti all’interno di una tomba scoperta nella necropoli della città di Cuma, in Campania, la più antica colonia greca d’Italia, fondata nell’VIII secolo a.C. La tomba sembra risalire al II secolo a.C. ed è a camera sotterranea, con volte a botte e facciata monumentale, costruite in blocchi squadrati di tufo. Sopra l’ingresso della camera funeraria sono ben visibili una figura maschile nuda che tiene nella mano destra una brocca d’argento e un calice nella sinistra. Accanto, un tavolino e alcuni grandi vasi pregiati. Sembra invece che sulle pareti laterali della tomba campeggiassero scene di paesaggio, delimitate in…

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il volto del re

Sovrano longevo Resti dell’insediamento maya di Palenque in Messico e, nella pagina accanto, la maschera ritrovata: rappresenterebbe Pakal il Grande (603-683), al potere per 68 anni. Una maschera di gesso, a grandezza naturale, è stata rinvenuta nella cosiddetta “Casa E”di El Palacio, antica sede governativa dell’importante insediamento maya di Palenque (Messico). Per gli archeologi dell’Istituto nazionale messicano di antropologia e storia, è un ritrovamento eccezionale e rappresenterebbe Pakal il Grande, sovrano che regnò per 68 anni, fino al 683, e che fu incoronato probabilmente proprio nella “Casa E”. La maschera lo rappresenta anziano, quindi fu probabilmente eseguita verso la fine del regno. Oltre a essere insolitamente realistica, rappresenta finora l’unico reperto con le fattezze di Pakal vecchio. Secondo gli studiosi, era probabilmente parte di un fregio architettonico. …

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esploratore strapagato

Enrico VII (1457-1509): in una pergamena, la paga di un suo navigatore. (MONDADORI PORTFOLIO/AKG) Il mercante William Weston, il primo inglese a guidare una spedizione nel Nuovo Mondo, ricevette un compenso da capogiro per la sua missione. È quanto rivelato dall’analisi di una pergamena del Cinquecento (in basso) conservata agli Archivi nazionali del Regno Unito (Londra). La ricerca è stata condotta dagli esperti del Cabot Project, programma internazionale che ha lo scopo di studiare i viaggi compiuti da Bristol, città natale di Weston, tra ’400 e ’500. Per leggere il documento, in parte rovinato, è stato però necessario ricorrere a un’analisi ai raggi ultravioletti. Esoso. Weston aveva già partecipato alle esplorazioni del veneziano Giovanni Caboto, che tra 1497 e 1498, per conto del re d’Inghilterra Enrico…

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