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Marie Claire Italia

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Febbraio 2020

Quando l'eleganza è di moda. Una delle più qualificate riviste internazionali. Moda da sogno, shopping irrinunciabile, bellezza e benessere. Approfondimenti di attualità e interviste esclusive. Marie Claire da oltre 25 anni racconta le donne e le loro passioni con uno stile unico e inconfondibile

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
HMC IITALIA SRL
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12 Numeri

IN QUESTO NUMERO

2 minuti
editoriale

Tu sei una persona di quelle che si incontrano quando la vita decide di farti un regalo. Charles Dickens Qualche volta succede di leggere o vedere qualcosa che ti rimane appiccicata per giorni. La storia dei due innamorati ebrei sopravvissuti ad Auschwitz che si sono ritrovati dopo 72 anni, raccontata dal New York Times, mi ha folgorata tenendomi incollata fino all’ultima parola (chi ha detto che non leggiamo più i testi lunghi?). La trovate in questo numero, e sono certa emozionerà anche voi. Sembra la trama di un film, che qualcuno speriamo girerà. Dovrebbe essere una lezione di storia sull’Olocausto, l’orrore di decenni fa che oggi ritorna con odiosi rigurgiti antisemiti. E per questo, ritrovarsi in quel lager ora che gli ultimi testimoni sono ultranovantenni, entrare in quelle stanze con la grazia…

3 minuti
marie claire italia

direttore responsabile ANTONELLA BUSSI abussi@hearst.it vicedirettore attualità e digital brand advisor DAVIDE BURCHIELLARO dburchiellaro@hearst.it vicedirettore moda IVANA SPERNICELLI ispernicelli@hearst.it direttore creativo e Instagram editor SILVIA RIVELLI srivelli@hearst.it ATTUALITÀ UFFICIO CENTRALE caporedattore ANTONIO MANCINELLI amancinelli@hearst.it vicecaporedattore SARA DEL CORONA sdelcorona@hearst.it caposervizio MARTA CERVINO mcervino@hearst.it caposervizio (arte) GERMANO D’ACQUISTO gdacquisto@hearst.it REDAZIONE vicecaporedattore (lifestyle e viaggi) MARINA MORETTI mmoretti@hearst.it caposervizio e digital content advisor VALERIA BALOCCO vbalocco@hearst.it LAILA BONAZZI lbonazzi@hearst.it MODA vicecaporedattore (accessori) CRISTIANA SILIGHINI csilighini@hearst.it caposervizio ALESSANDRO ARGENTIERI (news) aargentieri@hearst.it caposervizio ELISABETTA MASSARI emassari@hearst.it GIULIA FORONI (accessori) gforoni@hearst.it OMBRETTA MOTTADELLI (accessori) omottadelli@hearst.it BELLEZZA E BENESSERE caporedattore CRISTINA TORLASCHI ctorlaschi@hearst.it FRANCESCA VARASI fvarasi@hearst.it IMMAGINE caposervizio FRANCESCA TURCHI francesca.turchi@hearst.it FEDERICA DE CATALDO federica.decataldo@hearst.it FRANCESCA DONZUSO fdonzuso@hearst.it SEGRETERIA DI REDAZIONE responsabile ROBERTA TUTONE rtutone@hearst.it GABRIELLA MADDALENA gmaddalena@hearst.it CASTING E PRODUZIONE MILENA DAL DOSSO mdaldosso@hearst.it PHOTO EDITOR responsabile EMANUELA MIRABELLI emirabelli@hearst.it ELISA PELLIZZARI epellizzari@hearst.it COLLABORATORI Anna Alberti, Aroua Ammari, Keren Blankfeld, Nadia Bonalumi, Ferdinando Cotugno, Marta Donadi, Arianna Galati (marieclaire.it), Chiara Gamberale, Cristina Guarinelli, Paola Jacobbi, Johana Kouame, Daniela Liucci,…

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scriviamoci

L’IMPORTANZA DELLE PAROLE Leggere pagina 106 nel numero di dicembre mi ha ispirato un proposito per il nuovo anno che per scaramanzia non oso scrivere. Grazie. PS Avrei preferito "rinselvatichire" a "rinaturalizzare" come traduzione di rewilding... Claudia Manley GENTILE CLAUDIA, LA RINGRAZIO PER LA LETTURA ATTENTA DEL MIO PEZZO, TANTO PIÙ SE QUESTO HA PROVOCATO UNA SCELTA, UN CAMBIO DI PROSPETTIVA. HA RAGIONE SULLA TRADUZIONE: MI SONO FATTO CONVINCERE DAI DIZIONARI ONLINE, MA "RINSELVATICHIRE" SUONA MEGLIO. MI FA PIACERE CONDIVIDERNE UN ALTRO CHE MI SEMBRA DI UGUALE E SUGGESTIVA PORTATA: "INFORESTARSI". AUGURI PER IL SUO PROPOSITO E UN CORDIALE SALUTO. Michele Neri Ho 48 anni e mi chiedo quanto stiano facendo bene le battaglie sull’uso politically correct delle parole. Ho letto i commenti dei due ragazzi sullo scorso numero che rispondevano alla domanda:…

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lei e mimmo erano perfetti. poi un giorno giò l’ha guardata come lui non ha fatto mai

Mimmo andava alla mia stessa scuola elementare e la sua casa affacciava sul mio stesso cortile. Trascorreva i pomeriggi a rincorrere il pallone e anch’io preferivo giocare a calcio invece di stare, letteralmente, a pettinare le bambole. Ma quando sbagliavo una parata, mentre gli altri mi urlavano contro, Mimmo diceva ma dai, può succedere a tutti. D’estate, finita la partita, ci rifugiavamo in gelateria, da soli, d’inverno in pizzeria: e tutti e due ci siamo ritrovati adolescenti con qualche chilo di troppo. A me sembrava comunque bellissimo, io gli sembravo bellissima. Solo a vent’anni ci siamo dichiarati: ma tanto a modo nostro una coppia lo eravamo già. Siamo subito andati a vivere insieme, abbiamo messo su una squadra di calcetto femminile con Mimmo come allenatore, che anni quegli anni... Tutto…

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un pedone pazzo, un incidente assurdo, l’allegria nel cuore

Una cosa orribile che spero non accadrà più, e così assurda che sembra una scena di Stanlio & Ollio . In un’umida notte milanese un pedone pazzo s’è scaraventato di corsa in mezzo alla strada perché tanto non passava nessuno, peccato passassi io. Che mi sono ritrovata spiaccicata sull’asfalto sotto al mio motorino, e poi soccorsa da due angelici ragazzi che avevano seguito la grottesca dinamica dell’incidente (intanto il pedone pazzo, visto che non ero morta, se n’era andato per la sua strada). «No no, non mi sono fatta niente... ma che gentili, sì sì, mi fa un po’ male qui ma mica tanto... se voi posteggiate lo scooter chiamo casa e torno in taxi...». Mezzora, e li convinco. Arriva il taxi, salgo, dopo la prima curva sto per svenire…

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il rischio di fare e di farsi male, per tornare ad amare davvero

Chiama un amico, è disperato. «Non ho dormito. Mi sento una merda. Lei mi aveva anche comprato i biglietti per i Green Day... Mi faccio schifo. Basta! Scusami». Mette giù. Lei è la moglie. Una settimana prima le aveva comunicato di amare un’altra donna e la decisione di separarsi. Quel giorno, al telefono, lui era al settimo cielo. In questo periodo, è il quarto amico messo così. Le storie si somigliano: da una parte c’è un rapporto che sembra decotto, tanti piccoli odi, niente sesso. È sempre inverno. E all’improvviso, ecco l’altra. Attenta, dolce, intuitiva: com’è possibile che riesca a farmi sentire così commosso, vivo, compreso? Passato un po’ di tempo, arriva l’assalto della nostalgia, di una casa, insieme alla gratitudine (o è di più?) e al senso di colpa nei…