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Scienza
Freedom - Oltre il confine

Freedom - Oltre il confine Gennaio 2020

Il noto divulgatore Roberto Giacobbo, presentatore dell’omonima trasmissione in onda sulle reti Mediaset, ci conduce in un viaggio alla scoperta delle meraviglie della natura e della storia, oltre il confine della conoscenza. Una lettura all’ultimo respiro, con tanti fatti nuovi, approfondimenti e immagini spettacolari.

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Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
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Frequenza:
Monthly
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12 Numeri

in questo numero

1 minuti
freedom inseguendo nuovi sogni

Buon 2020! Quello che sta iniziando sarà un anno speciale per tutti noi. Auguro a chi mi segue, e anche agli altri, naturalmente, di riuscire a realizzare i propri sogni. Dopo aver avuto però le idee chiare su quanto e cosa sognare. Talvolta non è facile capire cosa veramente vogliamo e non sempre i nostri desideri corrispondono a quanto ci fa bene. Il mio augurio è che le due posizioni si avvicinino fino a coincidere e che il destino o la provvidenza ci mettano sulla strada giusta per raggiungere la nostra meta. Da parte nostra, ci impegniamo a portarvi con noi in giro per il mondo, aprendovi le porte che di solito sono chiuse, grazie ai nostri permessi speciali. Siamo felici di annunciarvi che a febbraio torneremo in onda con una…

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freedom news

CULTURA L’ITALIANO SUPERA IL FRANCESE, QUARTA LINGUA STUDIATA NEL MONDO I dati sono freschi e riguardano lo scorso anno scolastico. Secondo la classifica di Ethnologue dedicata alle lingue più studiate nel mondo, l’italiano ha raggiunto la quarta posizione, un traguardo inimmaginabile solo qualche anno fa. La prima posizione spetta come previsto all’inglese, seguito dallo spagnolo, diffuso in molti Paesi del continente americano oltre che in Spagna. Terzo il cinese, idioma di una popolazione sterminata e in forte espansione economica anche in altri continenti, come quello europeo e quello africano. La quarta posizione dell’italiano rispecchia un aumento generalizzato dell’attenzione che gli stranieri dedicano alla nostra cultura ed al nostro Paese. Gli studenti che si dedicano a imparare la nostra lingua hanno raggiunto i 2,1 milioni e sono in molti a seguire le…

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barbara frale una studiosa in vaticano

Sarà perché è nata a Viterbo, chiamata “la città dei Papi” e sede pontificia nel XIII secolo, ma per Barbara Frale la storia della Chiesa, con tutte le sue connessioni, è una passione più che una professione. Si è laureata all’Università degli Studi della Tuscia-Viterbo, ed è stata la prima in Italia a farlo in Conservazione dei Beni Culturali. Oggi è una storica affermata, autrice di importanti studi sui Cavalieri Templari, sulla Sindone di Torino e non solo. Da lei dovrebbero prendere esempio molti giovani studiosi. Ha iniziato presto ad essere un “topo da archivio”. Già per la tesi di laurea in Storia medievale aveva analizzato e pubblicato più di settemila documenti notarili del XIV secolo. Un’abitudine, quella di frequentare gli archivi, che non perderà neanche con il passare degli anni. Ma…

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l’archivio segreto vaticano

Dal nome sembrava uno dei luoghi più riservati e inaccessibili al mondo, scrigno di segreti e verità nascoste. Forse per questo il 28 ottobre del 2019, con Lettera Apostolica Motu Proprio, Papa Francesco ha cambiato il suo nome in Archivio Apostolico Vaticano. Nato all’inizio del XVII secolo per volere di Paolo V, l’Archivio Pontificio ha atteso il 1646 prima di chiamarsi “Segreto” (Archivum Secretum Vaticanum). In realtà, è stato presto oggetto dell’interesse degli storici di ogni Paese, che fin dalla sua nascita hanno chiesto di consultare documenti altrimenti introvabili. Nel 1881 si è arrivati all’apertura ufficiale a tutti gli studiosi, senza limitazione di nazionalità o di culto. Già nel 1702 il filosofo e matematico tedesco Leibniz scrisse che era «l’Archivio centrale dell’Europa». Ed è stato sempre effettivamente così, per quel…

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miracolo avenezia

Dopo appena pochissimi minuti, la torre collassa su se stessa. È uno spettacolo terribile, fortunatamente senza vittime. Cos’ha di miracoloso un crollo? Che quasi 100 metri di Campanile sono caduti a terra, dissolti, distrutti, senza provocare nemmeno una vittima. E non solo… Sono quasi le dieci del mattino del 14 luglio 1902 quando il “parón de casa” collassa su se stesso. Le dieci di una mattina d’estate: un momento terribile, in cui la piazza avrebbe potuto essere piena di persone, veneziani e turisti se non fosse che, proprio mezz’ora prima del crollo, l’ingegnere capo del Genio Civile, il signor Toni, l’ispettore dei vigili Gaspari e il collega Pozzi, non avessero fatto un sopralluogo e non avessero fatta sgomberare Piazza San Marco. Quello che si dice “in extremis”. A segnalare l’urgenza del controllo sono stati…

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troppe scosse per il campanile

Verso la metà del XII secolo il Campanile di San Marco era già lì, dov’è oggi. La sua storia è quindi lunga secoli e in questo lungo periodo molti eventi si sono sommati, fino ad arrivare alla mattina del crollo: fu funestato da incendi e da terremoti, ospitò una batteria di cannoni e, soprattutto, fu colpito da tantissimi fulmini. Perché? Perché la sua punta era ricoperta di rame e questo le permetteva di splendere, grazie alla luce del sole che rifletteva, ed essere visibile da molte miglia, fungendo da punto di orientamento diurno per i naviganti. Certo è che una torre alta e isolata, con la punta ricoperta di rame, esercitava anche un’attrazione fatale per i fulmini, anche se questo i suoi costruttori medievali non potevano ancora saperlo. Le cronache…