SCOPRILIBRERIA
searchclose
shopping_cart_outlined
exit_to_app
category_outlined / Auto e Moto
Quattroruote Quattroruote

Quattroruote

Marzo 2019

Dal 1956 Quattroruote è la più amata, letta e autorevole rivista di automobilismo. Ogni mese news e anteprime dal mercato italiano e internazionale, inchieste, prove su strada e su pista, listino del nuovo e quotazioni dell'usato divenute riferimento per il mercato. Since 1956 Quattroruote has been  the most authoritative and appreciated car magazine in Italy. Every month it reports on car novelties, regulations, surveys, road tests and car-related economy. It is the true bible for car tests. Its quotations for second-hand and new cars are the benchmark for industry and consumers.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Editoriale Domus Spa
Leggi di piùkeyboard_arrow_down
SPECIALE: Risparmia il 40% sul tuo abbonamento con il codice: BDAY40
COMPRA NUMERO
3,99 €(Incl. tax)
ABBONATI
34,99 €(Incl. tax)
12 Numeri

IN QUESTO NUMERO

access_time3 minuti
assalto al codice la sicurezza vince

ADAS SEMPRE PIÙ IMPORTANTI: E DA OGGI - PRIMI AL MONDO - NE TESTIAMO L'EFFICACIA Se c'è una cosa a cui la politica italiana non sa resistere dal mettervi mano, questa è il Codice della strada. Nei suoi 26 anni di vita (l'attuale risale al 1992: la riforma totale, più volte annunciata, non è mai andata in porto), il testo è stato aggiornato, emendato e ritoccato un centinaio di volte, sovente per ovviare ad anacronismi legati all'anzianità, talvolta per assecondare ubbie e interessi assortiti. Era dunque inevitabile che, come hanno fatto tutte le compagini di governo nella storia, anche l'attuale maggioranza si sarebbe applicata al tema. Nei mesi scorsi sono arrivate le prime avvisaglie, con estemporanee legiferazioni sui seggiolini antiabbandono (vedere a pag. 39), sull'inasprimento delle…

access_time2 minuti
tuttofare in plancia

Per il momento, in Italia, sono ancora pochi. Perché, per essere utili, gli assistenti virtuali devono parlare la tua lingua. E la nostra sarà pure quella di Dante, ma non è tra le più diffuse: insegnarla ai dispositivi elettronici, quindi, è dispendioso. Così, ad ascoltare ordini e desideri dalla plancia delle nostre auto hanno iniziato i tuttofare di Audi, BMW e Mercedes (in vari gradi, dall'assistente vocale evoluto in avanti). Poi, grazie ad Alexa (che di cognome fa Amazon), i Virtual personal assistant (Vpa in sigla) dall'olimpo premium sono scesi sulle Seat (dallo scorso novembre) e annunciati sulle Ford, in un futuro che non si sa ancora quanto prossimo. Quel che si sa, o che almeno gli analisti della Ihs Markit ritengono di poter prevedere, è che tra cinque…

access_time2 minuti
chi di brexit ferisce di brexit perisce

Non si è neppure dovuto attendere che l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea divenisse (in un modo o nell'altro) realtà: è bastato il suo spettro per spingere le fabbriche d'oltremanica a tirare i remi in barca. La rinuncia della Nissan al previsto trasferimento a Sunderland – distretto che nel referendum del 2016 si schierò pesantemente per la Brexit con il 61% dei voti – di parte della produzione della X-Trail non è che l'ultimo di una serie di segnali preoccupanti, per usare un eufemismo. Perché, con il mancato sbarco della grande Suv, vengono a mancare i 780 posti di lavoro promessi, che vanno a sommarsi alle centinaia già cancellati l'anno scorso (causa calo della domanda di diesel), agli 850 tagli annunciati dal gruppo Peugeot per lo stabilimento di Ellesmere…

access_time2 minuti
l'altra faccia dell'automotive

Si fa presto a dire Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Ferrari o Lamborghini. Ma alzi la mano chi può sciorinare i nomi di altrettante piccole e medie imprese della componentistica automotive italiana. Già, perché i marchi che costruiscono veicoli nel nostro Paese (1.060.068 nel 2018, -7,2% rispetto all'anno precedente tra auto, furgoni, autocarri e autobus) sono solo il riscontro più conosciuto di un'industria che nel complesso genera un fatturato di 100,4 miliardi di euro, pari al 6% del Pil, impiega quasi 259 mila addetti in 5.704 aziende e deposita nelle casse del fisco oltre 74 miliardi di euro. A questo capogiro d'affari la filiera della componentistica contribuisce per quasi la metà: 46,5 miliardi di euro cumulati tra 2.190 imprese, per un totale di quasi 156.500 addetti (vedere il…

access_time3 minuti
una crescita che continua

Shri Ravindra Chandra Bhargava, familiarmente chiamato Kaedo, è il manager che ha trasformato la Maruti Suzuki – azienda in cui entrò sin dalla sua fondazione, nel 1982 – da piccola joint venture locale nella Casa leader in India, con vendite annuali intorno agli 1,8 milioni di veicoli. Onusto di onorificenze, sia locali che giapponesi, giunto agli 80 anni, Bhargava s'è ritagliato il ruolo di padre nobile dell'industria nazionale, interpretando aspettative ed esigenze di un mercato unico per complessità sociale ed economica. In occasione del centenario Oica (l'organizzazione mondiale dei costruttori), evento tenutosi a Parigi, ha parlato del futuro della mobilità nell'immenso subcontinente indiano. Lei ricorda spesso, nei suoi interventi, della peculiarità dell'India: ci spiega meglio a che cosa si riferisce? Nel 2018, con quasi 4 milioni tra…

access_time2 minuti
made in hungary sarà boom

PARTNER Autó és Stílus è una delle 13 riviste del nostro network internazionale, presente in tre continenti Piccolo (meno di 140 mila consegne nel 2018), ma in crescita: +17,5% nell'ultimo anno e +41 rispetto al 2016. Il mercato ungherese è però viziato dalla pratica della riesportazione: grazie al cambio favorevole del fiorino, molte vetture sono importate, registrate e subito rivendute in Europa occidentale. Con il 14% delle vendite (e la Vitara e la SX4 S-Cross rispettivamente prima e terza best seller), a dominare la scena è la Suzuki. A favorire la Casa giapponese c'è l'apprezzamento dei magiari per le Suv (37% delle vendite) e il fatto che i due modelli sono prodotti in loco, a Esztergom (foto), una delle prime fabbriche di un marchio estero nel Paese: aperta…

help