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Lampoon MagazineLampoon Magazine

Lampoon Magazine

issue 19

Snob & Pop – is Lampoon’s DNA. Mixing high and low, the aristocrat with the business. A magazine for women and men. Fashion whose strength lies in aesthetic research. Always self-ironical, and so self-confident.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Lampoon Publishing House SRL
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4 Numeri

IN QUESTO NUMERO

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the fashionable lampoon

Editor in Chief CARLO MAZZONI Head of Content ANN-MARIE VOINA Managing Editors MATTEO MAMMOLI MARTA MAZZACANO Intern EGLE DAMINI Senior Editor CESARE CUNACCIA Fashion & Production ANGELICA ARIENTI Executive Office Chief Operating Officer ALBERTA VIANELLO P.A. to the Editor in Chief External Relations Manager Finance Chief Financial Office SUSANNA MARTIN Financial and Accounting Office DANIELA HOLZAMMER ANNA LUCIA ESPOSITO ANNA SALVEMINI Creative Director ALESSANDRO FORNARO Fashion Editor GIORGIA FUZIO Graphic Design CARLO ALFIERI SUSANNA MOLLICA Photo Editor GIADA STORELLI Publishing Publisher MARINA LEMESSI Publishing Editor & Market Coordinator GIULIA CANGIANIELLO Circulation Editor & Marketing Manager BANA BISSAT Publisher P.A. PRISCA LODIGIANI…

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manifattura – the crafted

A ridosso della sfilata di settembre e a margini di folla, Miuccia Prada rispondeva ai giornalisti: raccontava di essersi chiesta se fosse il caso di presentare una nuova collezione in un momento in cui le persone (della società del consumo) non solo possiedono troppo, ma devono imparare a possedere di meno – in palio la salvezza del pianeta. «We want to talk more about style than fashion, about a way of wearing things», diceva la signora, secondo quanto riportava Alexander Fury per Another Magazine. Una digressione su cosa sia la differenza tra moda e stile potrebbe dar vita a libri – io mi limito a introdurre un numero dedicato alla Manifattura e una nuova linea editoriale di Lampoon concentrata su un concetto di Crafted – in italiano si traduce con artigianale,…

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cp

Fino al 24 gennaio 2020, la fondazione Louis Vuitton ospita Charlotte Perriand: inventing a new world, un ritratto della designer parigina a vent’anni dalla scomparsa. La Perriand (1903 – 1999) ha mescolato elementi del quotidiano e naturali attraverso l’architettura e oggetti design. La retrospettiva comprende una parte delle sue opere e altre di suoi colleghi e amici – Le Corbusier, Pierre Jeanneret, George Braque, Henri Laurens, Alexander Calder. Dall’alto in senso orario: Charlotte Perriand, Grès de la carriere de Bourron, circa 1935, Henri Laurens, Le petite musicienne, 1937, Alexander Calder, Les Boucliers, 1944; George Braque, Les oiseaux 1954-1962…

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l

In corso la XV edizione della Biennale di Arte contemporanea di Lione (fino al 5 gennaio), per la prima volta all’ex fabbrica Fagor. La direzione artistica è di Isabelle Bertolotti e il team curatoriale proviene dal Palais de Tokyo di Parigi. Con il titolo Là où les eaux se mêlent (Là dove le acque si mescolano), ispirato all’opera del poeta americano Raymond Carver e alla geografia della città, l’edizione 2019 fa riferimento al movimento dell’acqua e al concetto di fluidità che segna il nostro tempo – di capitali, informazioni e persone. Dall’alto in senso orario, Thomas Feuerstein, Prometheus Delivered, 2017; Stéphane Calais, Aux abords du temple, 2018; Gustav Metzger, Supportive, 1966-2011…

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a history of italian manufacturing

il Blu di Babele e un forno di 80 metri che supera i mille gradi discorsi di porcellana: la Manifattura Richard Ginori, tra poesia e polvere la creazione di un manufatto artigiano – scarabei al posto di errori Tra i piatti dell’archivio della Richard Ginori si trovano molti esemplari decorati: in oro o blu cobalto, rose o segni araldici, grafiche medioevali o d’ispirazione ottomana – tra questi estri di glorie di tanto in tanto, come fossero reali, appaiono insetti neri: scarabei, libellule, mosche, api. Un commensale potrebbe agitarsi tra l’ilarità di una tavola formale che, un tempo ancor più di oggi, cercava lo scherzo e il guizzo in società. Piccoli insetti disegnati tra gli onori dei piatti in porcellana fine, servivano a coprire un errore del maestro artigiano. Una goccia di inchiostro,…

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l

1926. L’ingegnere scozzese John Logie Baird mostra in un grande magazzino di Londra le prime immagini utilizzando due dischi di Nipkow – un dispositivo meccanico inventato sul finire dell’Ottocento da Paul Gottlieb Nipkow. Un disco per la ripresa, l’altro per la riproduzione. Trenta righe per ciascuna delle cinque immagini ogni secondo – la prima immagine in un televisore era il volto di una persona. Il resto è storia – meno di un secolo equivale a più di mille anni, se l’argomento è il progresso tecnologico. La fruizione di un contenuto digitale è oggi questione di design. Gli oggetti del quotidiano – un tostapane, un aspirapolvere, una tivù – arredano la casa, la vita. Si spostano, compaiono, scompaiono. Lo scorso settembre a Seoul, LG Electronics ha annunciato il lancio di LG…

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