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Vanity Fair Italia

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2/3 - Gennaio 2021

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

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Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Weekly
COMPRA NUMERO
1,09 €(VAT inclusa)
ABBONATI
16 €(VAT inclusa)
25 Numeri

in questo numero

2 minuti
una grande famiglia umana

Avevamo un sogno, a Vanity Fair, per la fine del 2020: iniziare l’anno nuovo con un messaggio di Papa Francesco, affidare a lui il compito di aprire il 2021 con speranza, con la fiducia in un domani migliore. Nei mesi scorsi, abbiamo parlato a lungo con i suoi collaboratori per capire bene come, quando e soprattutto perché. Il come lo vedete in questa copertina: il volto sereno del Pontefice che ricorda una frase di San Francesco, «Fratelli tutti», un invito universale rivolto a ogni uomo e donna a essere una grande famiglia oltre le diversità, anzi proprio accettando, amando e rispettando le diversità di tutti. Il quando è questo nuovo, importantissimo inizio. Nell’omelia di Pentecoste, sua Santità aveva ricordato che «da una crisi come questa non si esce uguali, ma migliori o…

3 minuti
fotografie dall’album della felicità 14

A Julio Il graffito con le spighe catturò i suoi occhi già la prima volta che lo vide, sul muro vicino al cimitero. Ma ci volle tempo per fare il collegamento. All’inizio lo trovò semplicemente bello. Cinque spighe, quattro delle quali inclinate verso destra, la quinta verso sinistra. Spiccavano nella loro delicatezza rispetto alle altre scritte, quasi tutte scarse imitazioni di graffiti americani, lettere grassottelle e presuntuose. La seconda volta che notò le cinque spighe fu alla stazione del treno. Sul muro vicino all’entrata. Si soffermò nei pressi per qualche istante, in cerca di una firma o di un riferimento all’identità del pittore. Poi le fotografò. Intendeva spedire la foto alla figlia, che un tempo amava disegnare. Avrebbe apprezzato la composizione. Ma temeva che lei considerasse anche quella semplice condivisione come una…

3 minuti
sensi di colpa e buoni propositi

Nei primi giorni dell’anno nuovo mi gira sempre in testa quella frase di Dostoevskij che dice: «Nonostante tutte le perdite che ho subito, io amo ardentemente la vita, amo la vita per la vita, e, davvero, è come tuttora io mi accingessi in ogni istante a dar inizio alla mia vita. E non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita o se sia appena sul punto di cominciarla: ecco il tratto fondamentale del mio carattere; e anche, forse, della realtà». È bello ritrovarsi nuovi nuovi, in questi primi giorni freschi in cui un po’ fingiamo che quest’anno non cadremo nella trappola dei buoni propositi e un po’ li coltiviamo. Il mio quest’anno è uno solo: «Fanculo ai sensi di colpa». Ci ho messo…

2 minuti
il futuro? come i ruggenti anni venti

Come usciremo dalla pandemia? Come drogati, soli e smarriti, impoveriti dalla recessione, impauriti dal male, siamo in attesa di una dose e di una iniezione. Allora ci si interroga su quel vuoto, un po’ sinistro contenitore che si avvicina. Arriva un anno con una targa, un numero, e non sappiamo se è il nostro numero del lotto, il numero che appare nelle foto segnaletiche dei ricercati, o un messaggio enigmatico che dovremmo decifrare. Non sapendo più dove sbattere i boccoli, attacchiamoci alla sapienza di Nicholas Christakis, sociologo e professore a Yale che, nel suo nuovo libro, Apollo’s Arrow: The Profound and Enduring Impact of Coronavirus on the Way We Live, spiega come il mondo recupererà il tempo perduto. Christakis ne è sicuro: le persone si tufferanno nell’edonismo sfrenato. Purtroppo aggiunge:…

1 minuti
un anno vecchio

Sarà un buonissimo anno, purché non sia nuovo. Me lo ricordo il Capodanno scorso, il brindisi e i baci a coppie, smack smack sulle guance, a turno a tutti, uno via l’altro: buon anno nuovo, buon anno nuovo, e lo abbiamo visto. Nuovo senz’altro. In passato coltivavo il dubbio che ci rifilassero anni usati. Come si dice: usati ma tenuti bene. Una mano di bianco et voilà, buon anno nuovo. Ma era vecchio. E andava benissimo, a ripensarci ora. Che sciocca geremiade: non cambia mai niente, dicevamo, eravamo un popolo di Sandra Mondaini: che barba che noia. Non cambia mai niente, magari un rimpastino di governo, un ritocco allo stipendio, il più affannante dei dilemmi in tarda primavera: quest’estate mare o montagna? In Italia o all’estero? Finiva lì. Berlusconi o…

5 minuti
7 anni da anticonformista

2013, 13 MARZO, ORE 19.06 Al quinto scrutinio, durante il secondo giorno di conclave, il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio, di anni 77, è eletto papa. Si rivolge allora ai porporati che lo hanno votato: «Che Dio vi perdoni». Primo argentino, primo sudamericano, primo americano, primo gesuita, 266° della serie. È anche il primo Papa a prendere il nome di Francesco. Affacciandosi alla finestra della Loggia delle Benedizioni, esordisce: «Fratelli e sorelle buona sera, sapete che il dovere del Conclave era dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo…». Impone alla piazza di tacere e pregare. Il silenzio della piazza, col Papa in ginocchio, dura 32 secondi. 2013 Si sa che questo Papa è figlio di migranti piemontesi, che era arrivato…