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Vanity Fair Italia

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38 - Settembre 2020

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Weekly
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25 Numeri

in questo numero

3 minuti
che senso ha il dolore?

Éuna domenica mattina quando Ozmo, uno degli artisti più bravi tra i writer italiani, arriva a Paliano, la città dove abitava Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di 21 anni ucciso brutalmente da altri quattro ragazzi il 6 settembre a Colleferro, un comune limitrofo. Dopo esserci confrontati con Domenico Alfieri, sindaco di Paliano, e con la famiglia di Willy, abbiamo chiesto a Ozmo di arrivare qui per disegnare un’opera in memoria di Willy. Il luogo scelto insieme a tutti è un muro in largo Aldo Moro, uno dei punti più frequentati dalla gioventù di questo borgo. Che senso ha il dolore? Verso le 13 del pomeriggio, il disegno del volto di Willy inizia a prendere forma. Intorno all’artista e alla troupe di Vanity Fair inizia a formarsi un capannello di persone: ragazzi, ragazze,…

7 minuti
luna di miele

Finisce qui il giallo in 15 puntate, scritto in esclusiva per i nostri lettori. Buona lettura! CAPITOLO 15 Riassunto dei capitoli precedenti: Ronen Amir, turista israeliano di 29 anni, è rimasto ucciso sulla Strada della morte in Bolivia mentre era in luna di miele. La sua vedova, Maya Amir, è in lutto. Quando Omri, un giovane divorziato che li ha incontrati durante il viaggio, va a porgerle le sue condoglianze, Maya gli chiede di aspettarla in un luogo isolato. Nella conversazione che segue, gli rivela che la morte di Ronen non è stata un incidente, come riportato sul giornale. A suo dire, Ronen ha intenzionalmente sterzato buttandosi nel baratro, dopo essersi comportato in modo bizzarro. I due fanno l’amore nella natura e poi Maya decide, senza spiegare perché, di non tornare a casa.…

2 minuti
#tuttefemmine

Mi hanno invitato al Festival Thanatos e Orrore ma non ci sono andata perché c’erano solo donne: sette scrittrici, quattro attrici, una drammaturga, quattro cantanti, una compositrice, una regista, due psicanaliste, due critiche d’arte e una critica cinematografica, due giornaliste sportive, due pianiste e una filosofa. A dirla tutta un maschio lo avevano invitato, un bravo attore. Ma uno solo. Ventotto donne e un uomo, ma vi pare? Ho detto no. Tra l’altro il tema del Festival era tale che mi sarebbe piaciuto un approfondimento e uno sguardo maschile. Possibile che avessero trovato un unico uomo degno di parlare di morte e orrore? Leggendo bene il programma poi mi sono accorta che c’era anche un altro maschio, un pianista che accompagnava la lectio dell’importantissima scrittrice: ma ormai avevo rifiutato di andare. E…

1 minuti
asintomatici in tv

Sbarro gli occhi, l’orologio sfacciato segna le 2 del mattino. Accendo la tv, sono sudata, guardo i contagi, brutti numeri in crescita anche oggi. Alle. 2.30, per calmarmi un po’, leggo il palinsesto tv d’autunno: Ore 7 «UnoMattinasintomatica», il contenitore per giornalisti positivi al virus ma senza sintomi, in onda a rotazione per ben quindici giorni di fila fino al prossimo tampone negativo. Ore 11 su Canale 5 lo storico programma «Asintomaticum», il tribunale solo per positivi al virus contro altri positivi al virus senza febbre e tosse. Ore 14 su Canale 5 l’imperdibile «Asintomatici e donne» con Maria De Filippi. Alle 15 circa la fiction «Il paradiso delle Asintomatiche», una storia senza tempo e senza sintomi ovviamente! Alle 16.50 «Asintomatici in diretta», su Raiuno Alberto Matano intervista la vita vera tra un tampone e l’altro. Alle…

3 minuti
morte (di fama) a venezia

Lei sorride come uno squalo, lui ha il sorriso prestampato del tonno. In comune hanno lo sguardo da digestione lenta, quello tipico dei tossici in astinenza. Ma c’è da capirli: sono divorati dalla sanguisuga della visibilità, arrapati dalla voglia di recuperare gli interminabili mesi della quarantena: un lockdown senza reality, senza feste, senza discoteche, senza foto e gossip sui rotocalchi. L’estate della pandemia ha cestinato pure la sagra del finocchietto selvatico, e per l’Italia dei tizietti e caietti, famosi per essere famosi, personaggi che hanno la statura e il formato accordato dai programmi di Maria De Filippi e Barbara D’Urso, è stato durissimo sopravvivere. Come l’ergastolo. E allora scapicollarsi a Venezia è manna dal cielo, metadone salva-immagine, cuccagna del «adesso ve la faccio vedere io!». Così la passerella, deserta di star…

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referendum e dubbi

Qualche anno fa il direttore di un giornale decise di accorciare gli articoli del venti o trenta per cento poiché un’indagine di mercato dimostrava che i lettori non arrivavano in fondo. Era un po’ come togliere le ultime tre canzoni da un album andato invenduto, sperando che così vendesse, o come se un regista passasse ai cortometraggi siccome nessuno vede i suoi film. Il problema di quegli articoli è che erano brutti, non lunghi: andavano migliorati, non accorciati. Penso stia qui l’essenza del referendum costituzionale cui siamo chiamati domenica: il Parlamento va riformato perché funzioni meglio, non tagliato perché non funziona. Le due riforme precedenti – Berlusconi 2006 e Renzi 2016 – potevano essere gradite o sgradite (risultarono sgradite) ma avevano l’obiettivo di superare il bicameralismo perfetto, cioè Camera e…