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Vanity Fair Italia

37 settembre 2019

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
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25 Numeri

IN QUESTO NUMERO

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renatooo!!!

Periferia di Roma, notte, fine anni Settanta. Tre persone sfrecciano nel buio su una Fiat Cinquecento. Al volante c’è Mia Martini, anzi, Mimì come la chiamano gli altri due. Gli altri due, ovviamente, sono Loredana Berté (seduta di fianco a lei) e Renato Zero (piazzato sul sedile posteriore). Rumore di ferri, fumo, l’autovettura accosta e si ferma. Loredana in minigonna e tacchi a spillo scende per capire cos’è successo. Passa un’altra autovettura con due uomini. Rallenta, si abbassano i finestrini. I due attaccano Loredana con commenti volgari, battute e qualche insulto. Lei alza la testa, li guarda e urla: «Brutti stronzi, tornate indietro se avete coraggio!». L’auto fa retromarcia, le portiere si aprono, i due scendono. Sono alti, prestanti e non proprio benintenzionati. È notte, periferia di Roma, fine anni Settanta. Il silenzio…

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francia

Il locale si chiama Chez Julie. Sulla porta si leggono le parole boulangerie, pâtisserie e brasserie. Tutte e tre. In vetrina sono esposti cioccolatini marca Lulu e donut Saint Michel. Dentro un’altra vetrinetta aspettano croissant freschi, macaron piccoli, macaron grandi e bignè alla panna. I clienti ricevono porzioni minuscole, presentate con eleganza, in piatti enormi. Come in Francia. Anche le sedie rivolte verso la strada sono di paglia, come in Francia. E i sedili sono intrecciati in forme geometriche, come in Francia. Ma ci troviamo ben distanti dalla Francia. Siamo in una cittadina israeliana, dove negli ultimi anni sono immigrati migliaia di ebrei francesi, in seguito a una sequela di episodi in cui ebrei sono stati accoltellati, case di ebrei sono state bruciate o imbrattate di graffiti che invitavano gli ebrei a…

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coraggio, inizia la scuola

Quando ero una bambina, e poi una ragazza, non vedevo l’ora che iniziasse la scuola. Ci sono sempre andata volentieri, per tredici anni. Alle superiori qualche volta ho bigiato, come tutti, e sento ancora il languore del cappuccino con la sigaretta fumata nel bar con le luci al neon dove ci riparavamo dalla nebbia le rare volte che «facevamo fuoco» e finiva che passavamo la mattina a ripassare. Non sono mai stata rimandata, non ho mai avuto insufficienze in pagella pur essendo tutt’altro che una secchiona. Non mi piaceva Chimica, più che altro non la capivo, e la prof Bertozzi di Latino ci dava del lei e puzzava di naftalina, letteralmente, ma vabbè. Il fatto è che era un sacco di tempo fa, e che la scuola allora non era distante…

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ricambiamento

Il Governo del Ricambiamento – che in nome della Discontinuità cambierà il precedente Governo del Cambiamento, il quale a sua volta, e sempre in nome della Discontinuità, cambiava il precedente Governo della Rottamazione, nato nel nome della Discontinuità rispetto ai precedenti Governi della Svolta dei Tecnici, del Nuovo Che Avanza e del Rinnovamento e dello Svecchiamento eccetera – nell’urgenza di manifestare la finalmente reale definitiva intenzione di farla finita, voltare pagina, ripartire da zero rieccetera, procederà immediatamente con una riforma epocale, rivoluzionaria, risolutiva, dalla parte dei cittadini, contro la casta, una decisione mai vista, mai osata, mai immaginata e soprattutto esemplare: il taglio dei parlamentari. Caspita, mica paglia. Come si dice in questi casi: avete mai visto il tacchino che si mette in tavola da solo a Natale? Avete mai visto…

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chiara, la mejo pizza del web

«Il trionfo del vuoto». Ancora: «Non è cinema, è propaganda, di quelle che pensavamo adatte a Kim Jong-un e non a una Mostra d’arte cinematografica». Non basta: «Ci avevano detto che la Rete avrebbe prodotto un mondo più libero e fantasioso; ha prodotto il passaggio da Audrey Hepburn a Chiara Ferragni». Finale col botto con Valeria Golino: «È un mondo a me sconosciuto, quello della influencer. Tanto di cappello a chi fa soldi sulla vacuità, ma non avendo né Instagram né Facebook, non so nemmeno come funziona ’sto lavoro, non so cosa sia. È stato sdoganato un comportamento che fino a pochi anni fa ritenevano tutti volgare. E ora ci sembra del tutto normale». Non è un caso che la presentazione veneziana del docufilm di Chiara Ferragni, principessa di tutte le…

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non è giusto, siete andati tutti a venezia

Suona la sveglia, sono le 6 e 30 nella mia nuova casa, in quella degli altri non lo so. Apro gli occhi gonfi e infastiditi, poggio i piedi sul RED CARPET del Festival del cinema di Venez… scusate… poggio i piedi sul pavimento nuovo della mia camera da letto al Festival del cinema di Venez… scusate… a Brescia. Apro l’armadio e cerco un vestito adatto al Festival del cinema di Venez… scusate… adatto alla giornata di lavoro che mi aspetta, dovendo fare più cose posso permettermi la comodità che non rinuncia all’eleganza tipica del Festival del cinema di Venez… scusate… tipica dell’educazione che ho ricevuto. Chiamo i miei figli per fargli fare colazione: «Forza ragazzi, alzatevi che è pronto il Festival del cinema di Venez… scusate… in tavola!». Mentre la casa si…

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