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Vanity Fair Italia

46 novembre 2019

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
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IN QUESTO NUMERO

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ciao, amica

Patrizia Cafiero non abita più qui, ma è ancora un suono, una voce, un ricordo. Patrizia sapeva cosa dire, che tipo di consiglio darti, come aggirare un ostacolo. Patrizia credeva negli uomini, ma soprattutto nell’umanità. Patrizia non si prendeva sul serio e anche se aveva carattere, non lo piegava mai a un isterismo di facciata. «Siamo fortunati», diceva. E non si lamentava mai. Patrizia stava male, ma fingeva di star bene. «Dovreste vedere», raccontava, «in clinica ho approntato un uffcio che mi invidiano». Patrizia era autoironica. Patrizia sorrideva con il colpo di scena nella tasca e la creatività come orizzonte di riferimento. La scorsa estate − sembra ieri − ragionavamo di progetti e documentari da mettere in piedi con Vanity Fair. Patrizia rilanciava, rilanciava sempre. Patrizia era una sognatrice. Con quel cognome,…

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oregon

Da quando mi hanno raccontato questa storia, non riesco a non pensarla come un film americano. I fatti: una novantunenne che vive in Oregon riceve un messaggio: la figlia, con la quale ha tagliato i ponti da vent’anni, è in punto di morte. La compagna della figlia prega la donna di precipitarsi a New York perché «il tempo stringe». Sennonché la donna, che chiameremo Norma, soffre di una malattia polmonare a causa della quale le è proibito volare. Gli sbalzi di pressione al decollo e all’atterraggio potrebbero esserle letali. Di conseguenza non ha scelta, deve salire sulla sua Buick scassata e intraprendere una lunghissima traversata. Coast to coast. Un film di viaggio, insomma. Sul viso della protagonista in auto, una maschera per l’ossigeno, i suoi capelli bianchi ormai non svolazzano più nel…

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scritto nel corpo

Come scrive la scrittrice francese Annie Ernaux a proposito di una figura del suo passato, per me lei è una di quelle donne «morte o vive, reali o immaginarie, con le quali, malgrado tutte le differenze, sento di avere qualcosa in comune. Formano in me una catena invisibile in cui stanno fianco a fianco artiste, scrittrici, eroine dei romanzi, donne della mia infanzia. Ho l’impressione che la mia storia sia in loro». Anzi no: Annie Ernaux è così estrema, spudorata e spoglia nella sua missione di scrittrice che la immagino come un’isola irraggiungibile dove è accaduto qualcosa di drammatico che avrebbe potuto succedere anche a me. Una volta l’ho incontrata e ho presentato un suo libro, ed era così: troppo. Troppo brava, troppo estrema, troppo distante. Ogni sua opera è una…

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chi davvero ha abbattuto il muro

Il Pd ha celebrato i trent’anni della caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989) con uno stravagante tweet: la foto dei ragazzi tedeschi all’assalto del Muro con le mazze, e sotto la scritta «potrete costruire muri, ci troverete ad abbatterli». Più misteriosa della Stele di Rosetta: d’accordo, nessuno nel Pd ha costruito muri, ma tantomeno ne ha abbattuti. E poi quel «potrete» a chi era rivolto? Il Muro è stato tirato su dai comunisti nel 1961 per impedire ai berlinesi dell’Est di passare a Ovest, cioè nell’Europa democratica e liberale. Il Pd nulla ha da spartire con gli architetti politici del Muro, quantomeno per motivi anagrafici, a parte un dettaglio: l’albero genealogico. Nato dall’unione fra ex democristiani e ex comunisti, il Pd ha avuto per fondatore e fra i…

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l’avanzata delle truppe mammellate

Perché il capezzolo dell’uomo è «accettabile» mentre quello della donna è provocante e bollato come «offensivo»? La donna è una specie anatomicamente inferiore, così inferiore che va «piallata»? Vi concediamo, bontà nostra, di mostrare il sedere decappottabile e uno spicchio di pancetta sciolta, la papilla mammaria, no. Chi lo dice? Il fanatico del Corano, l’integralista di Teheran, il bigotto talebano? Risposte sbagliate.Ad avanzare un simile, drastico «ritocco» alla femminilità deputata è Instagram. La top model e attrice Cara Delevingne, con oltre 43 milioni di follower, su Vogue si auto-rivolge una domanda: «Se Instagram fosse una persona alla quale tu potessi chiedere qualcosa, cosa chiederesti?». Risposta: «Chiederei di poter mostrare i capezzoli nelle foto che posto». Il social più gettonato − un miliardo di utenti in tutto il mondo (19 milioni in…

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la terapia della noia

Sono sul divano in un inspiegabile pomeriggio dove non ho nulla da fare. Annoiarsi ogni tanto è terapeutico, rifletto su cose per le quali non ho mai tempo. Mangio. Prendo la misura dei passi dal divano alla dispensa: dieci passi per arrivare alle tavolette di cioccolato e altrettanti per tornare indietro e godersi il lusso dei sani vizi che confermano la mia giornata da nullafacente. Sono così contenta in questo periodo, sono più formosa di un anno fa e non è un problema. Mi sento così donna! La mia faccia è sana e credo anche l’interno del mio cervello stia passando un periodo molto positivo. Vorrei iscrivere i miei organi a un concorso di bellezza con la presunzione di vincerlo: potrei fare un book radiografico ed ecografico per testimoniare il mio «dentro»…

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