Vanity Fair Italia 36 - Settembre 2021

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Weekly
1,09 €(VAT inclusa)
16 €(VAT inclusa)
25 Numeri

in questo numero

2 min
editoriale

La faccia migliore degli italiani Nella tempesta di notizie e fotografie che ci arrivano dall’Afghanistan, ci sono due immagini che mi sono rimaste impresse. La prima è quella di Tommaso Claudi, il console italiano a Kabul che solleva un bambino dal canale della fogna di Abby Gate e con quel gesto, in tutti i modi a lui possibili, prova a strapparlo dalle morse della tragedia per consegnarlo nelle mani della speranza. Ne scrive Mario Calabresi in un pezzo che vi consiglio di non perdere: lo trovate nelle pagine dopo questo editoriale. Il volto di Claudi, racconta Calabresi, «presenta la faccia migliore dell’Italia, capace di tenere insieme coraggio e accoglienza, un segnale importante in tempi di chiusure, paure e respingimenti». L’emergenza dell’Afghanistan sarà una questione lunga, intricata, che valicherà questi momenti d’emergenza…

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6 min
vi portiamo con noi

L’immagine di quel ragazzo con la maglietta stinta, i jeans, le Nike impolverate, il giubbotto antiproiettile e la barba folta la conoscete ormai tutti e ha fatto il giro del mondo. Un giovanissimo diplomatico che in piedi sul muro di cinta dell’aeroporto di Kabul solleva un bambino dal canale della fogna di Abby Gate. Lo tira fuori dalla calca e con quel gesto gli regala il futuro. Tommaso Claudi è da poco rientrato a Roma con l’ultimo volo italiano insieme ai carabinieri del Tuscania e agli ultimi 58 afghani dei 4.890 portati in salvo in quel ponte aereo cominciato a Ferragosto. Due giorni fa, il 30 agosto, ha compiuto 31 anni. Quella fotografia resterà sempre come una medaglia nella carriera ancora breve di Claudi, in diplomazia da soli cinque anni, ma…

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2 min
si spegne nel buio la voce delle donne

Ricordo i venerdì di preghiera quando, tutti insieme, andavamo ai giardini di Babur a fare il picnic. Nel 1996 i talebani avevano distrutto quei terrazzamenti d’erba come segno evidente della loro volontà di abolire i momenti ludici, inconcepibili per la loro morale allenata nelle madrase pakistane. Invece quei giardini erano tornati a essere luoghi di aggregazione, nonostante la guerra. Quanti venerdì su quella collina di Kabul, dove centinaia di aquiloni volavano a dispetto degli elicotteri da combattimento che passavano senza sosta. Ora, tutto questo finisce, in un buio di cui nessuno può conoscere i confini. Afghanistan, un conflitto lungo 42 anni. Iniziato nel 1979 con l’invasione sovietica, ha visto eserciti e signori della guerra distruggere futuro e popolazione. Ho frequentato quella terra negli ultimi vent’anni, al fianco di Fondazione Pangea Onlus,…

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3 min
sirene

Ogni numero un piccolo racconto che ha per protagonista una donna Giusi Che Giusi appartenga a Ponza glielo dicono gli occhi, e dietro certi occhi c’è sempre una storia. Dietro quelli di Giusi storie ce ne sono tante, tutte legate all’isola dove non è nata: così come affermiamo che le famiglie non sono solo biologiche, che ci sono legami di scelta e destino più forti di quelli di sangue, allo stesso modo dobbiamo ammettere che certi luoghi ci appartengono non per certificato di nascita o di residenza, ma perché ci rendono vivi e sono vivi dentro di noi dalla prima volta in cui li abbiamo riconosciuti e per sempre. Giusi non è nata a Ponza per un soffio. La madre, incinta della sua secondogenita sull’isola dove il marito aveva da poco comprato casa,…

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1 min
«la nave» e la capitana coraggiosa

Quest’anno a Venezia c’è anche un mio film. Non è proprio un mio film anche se sono citata tra i tre interpreti principali: gli attori veri sono Loris Fabiani e Alessandro Castellucci, io compaio solo nella parte non fiction e meno male, se no avrei rovinato il film, non lo dico per falsa modestia ma perché sono negata per la recitazione e comunque faccio un altro mestiere. Non è neanche un film, a dirla tutta, è un docufilm. Ma mi riguarda e ci riguarda tutti perché parla di carcere e non fatemi citare Dostoevskij (sì dai: «Il grado di civiltà di un Paese si misura dalle sue prigioni»). Il docufilm si chiama Exit, è diretto da Stefano Sgarella e racconta una storia che ha a che fare col reparto La…

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2 min
«astraseneca», il nuovo vaccino contro la variante ignorante

Lo chiamano «delirio sanitario». E tuonano: «Il green pass, la campagna vaccinale, la pressione psicologica verso l’immunizzazione anti-Covid sono un attentato alla democrazia». E non si tratta di no-vax da bar sport al quinto spritz. No, tali voci si levano da filosofi acclarati come Massimo Cacciari, Giorgio Agamben, Gianni Vattimo. Protetti dal «chiagni e fotti» filosofico, si inalberano: «Come è potuto avvenire che un intero Paese sia crollato politicamente ed eticamente di fronte a una malattia?». Una volta davanti a una farmacia, lo spirito critico dei sapienti grida all’apocalisse: «L’agire politico ha lasciato il posto alla Scienza medica col risultato che siamo prigionieri della farmacopea». In breve, facciamola finita: indietro il vaccino, avanti l’estrema unzione, la salma è la virtù dei morti e salutame ’a soreta. Ogni limite ha una pazienza,…

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