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Vanity Fair ItaliaVanity Fair Italia

Vanity Fair Italia 35 settembre 2019

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
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25 Numeri

IN QUESTO NUMERO

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magia e passione nel buio di una sala

Los Angeles, 1969. Quentin Tarantino è un bambino di 6 anni. Arriva dal Tennessee ed è già innamorato del cinema. Durante l’estate la famiglia lo porta a vedere la Walk of Fame, la strada con le impronte di mani e piedi dei divi all’ombra del Chinese Theatre. È agosto e qualche chilometro più in là, l’attrice Sharon Tate e un gruppo di amici stanno per essere assassinati in uno degli episodi di cronaca nera (raccontato nella sua nuova pellicola) che cambieranno per sempre il corso della storia del cinema e degli Stati Uniti. Questo numero di Vanity Fair celebra il grande cinema, la sua storia, le sue rivoluzioni, le sue evoluzioni in occasione della 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e dell’uscita di C’era una volta… a Hollywood, l’ultimo film…

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dortmund

Lei tifava per il Borussia Dortmund, e io tifavo per lei. L’avevo incontrata durante l’ultimo anno di studi in quella città. Quando ormai non ne potevo più di ragazze tedesche. Seguivamo insieme il corso di Teoria dei giochi. Avevo notato che su tutti i suoi oggetti – borsa, berretto di lana, persino sugli stivali – era impresso il logo della squadra. Nel Paese da cui provengo, le ragazze non tifano per le squadre di calcio. Men che meno le ragazze con quell’aspetto. Mi sono incuriosito. E le ho chiesto. Cioè, ho rifinito la frase di approccio per almeno una settimana prima di prendere il coraggio a due mani e presentarmi. Nella caffetteria, davanti a una cioccolata calda, mi ha raccontato che suo padre la portava alle partite. Erano tre sorelle e soltanto lei, la…

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proprio adesso che devo partire

Succede sempre tutto gli ultimi giorni, quando ormai le vacanze sono finite e si deve partire. Panteli e Panagiota − muti e asciutti fino a ieri − l’ultima sera spiegano accorati che possono preparare verdure cotte e pesce alla griglia se non ne potete più di dolmades e tzatziki: basta chiedere. Sotto al portico della stanza scoprite che c’è un honesty bar − un frigorifero pieno zeppo di acqua e bibite al quale attingere a ogni ora, basta segnare cosa si è preso − invece di centellinare ogni notte l’acqua per i bambini. Il bagno più emozionante è quello dell’ultima mattina, quando vi rendete conto che bastava girare l’angolo e dietro alle rocce c’era una bella spiaggia di sassetti, ideale per stendersi a leggere sotto alle tamerici. Che la baklava della Taverna…

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sulla mia pelle

Nulla è più umiliante dell’essere giudicati. Lo si accetta con fatica, e non sempre, dai genitori, da chi ci vive accanto, dagli amici, dai colleghi più stimati. Di essere giudicati dai figli già non lo si accetta più, tantomeno da chiunque altro. Una soperchieria è una soperchieria, va al di là della nostra volontà, ma essere giudicati significa sottomettere sé a una saggezza e a un’autorità superiori che ci dicano che cosa abbiamo fatto di giusto e che cosa di sbagliato, poiché il nostro giudizio non è stato sufficiente. Non accetteremmo mai di essere giudicati da un estraneo, non gliene riconosceremmo il diritto, a meno che l’estraneo non sia un giudice, il quale, per patto sociale, cioè per sfuggire alla giustizia privata, che è di per sé ingiustizia, non ha…

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l’estate del trucidume

Cosa resterà di questa estate scellerata e demenziale? La crisi di governo? La rissa tra il premier Conte e il suo vice Salvini? No. A rimanere nella memoria, in un’estate tutta al maschile, senza sirenette all’orizzonte, sarà lo scontro tra trucidume e bon ton. L’Italia è molte cose. Ma cos’è, veramente, l’Italia? Da Giuseppe Garibaldi ad Antonio Di Pietro le risposte non sono mancate, e anche la letteratura ci ha messo bocca (dai Promessi sposi di Manzoni a Fratelli dÕItalia di Arbasino). Ma se volessimo un’Italia 2019 da identificare senza esitazioni, un crogiolo (possibilmente umano) nel quale vedere il bene e il male, il Vaticano dello Spirito e il Vesuvio della carne, la forza e la scorza, le pippe e le frappe, io credo che un «nume» più potente e…

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pensieri in viaggio

Sono le sei del mattino, litigo con il correttore automatico e penso. Penso ovunque, in qualsiasi situazione, ovviamente non sempre i pensieri posso definirli intelligenti, certe volte imbarazzanti, altre volte assurdi, raramente risolutivi. Sono un problema, i pensieri mi hanno sempre fatto pensare, anche in vacanza. Questa volta gli avevo chiesto di non farlo, erano quattro anni che non mi concedevo un’estate come «la gente che parte». La situazione rispetto agli altri anni si è particolarmente aggravata da quando i pensieri hanno iniziato a pensare a voce alta. Me lo ha fatto notare mio figlio Leonardo che mal sopporta questa nuova condizione. Stavo giusto camminando con lui in aeroporto verso il fast track, con una certa premura perché avevo in consegna anche Eggio «Il migliore amico di Leonardo» penso a voce alta mentre…

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