menu
close
search
ESPLORALA MIA LIBRERIARIVISTE
CATEGORIE
IN EVIDENZA
ESPLORALA MIA LIBRERIA
searchclose
shopping_cart_outlined
exit_to_app
category_outlined / Lifestyle femminile
Vanity Fair ItaliaVanity Fair Italia

Vanity Fair Italia 39 ottobre 2019

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Leggi di piùkeyboard_arrow_down
COMPRA NUMERO
1,09 €(VAT inclusa)
ABBONATI
16 €(VAT inclusa)
25 Numeri

IN QUESTO NUMERO

access_time2 minuti
musica

Milano, Palazzo Reale, cena organizzata da Louis Vuitton. Al tavolo, seduta accanto a me, la direttrice di un giornale francese agita i capelli biondi e mi parla della settimana della moda di Milano che quest’anno le sembra davvero bella e importante. Annuisco, le dico che sono d’accordo, che la moda italiana sta facendo davvero la differenza. Poi, improvvisamente, il mio smartphone s’illumina. Per sbaglio, l’ho lasciato sul tavolo: mi scuso con lei ma non posso fare a meno di leggere l’anteprima della mail che appare sullo schermo. Oggetto: Le nostre ali. Mittente: Cristina C. In edicola c’è il numero scorso di Vanity, quello con Mika in copertina e un mio editoriale in cui chiedevo ai lettori: dove sono le vostre ali? Un cameriere distrae la mia vicina e io non posso…

access_time3 minuti
hilton

Lei mi ha scritto: aspetto con ansia il nostro incontro. Lei mi ha scritto: mi sei mancato. Lei mi ha scritto: le parole che mi mandi. Lei mi ha scritto: le leggo e le rileggo dopo che mio marito si è addormentato. Lei mi ha scritto: e a volte mi tocco, mentre lo faccio. Lei mi ha scritto: cercherò di arrivare in anticipo. Così avremo del tempo da soli. Lei mi ha scritto: spero che non sarai deluso. Ormai sono passati cinque anni. Lei mi ha scritto: mi piacciono i capelli brizzolati. Sono virili. Lei mi ha scritto: cavolo, è stato frustrante. Lei mi ha scritto: avevo voglia che tutti se ne andassero e ci lasciassero soli. Lei mi ha scritto: il tuo odore. Lei mi ha scritto: sono riuscita a sentirlo, quando ti sei chinato. Lei mi ha scritto: ci sto…

access_time2 minuti
ferragni e de lellis per principianti

Ho un amico un po’ più giovane di me che non ha profili social, neanche Facebook. Dice che ha paura di appassionarsi e perderci troppo tempo, ma in realtà non gli interessano abbastanza. Va molto spesso al cinema, almeno tre volte la settimana, anche da solo, e sa tutto di tutti i registi, da quelli più popolari a certi cinesi o brasiliani che io non ho mai sentito nominare. Legge libri che gli consiglia un suo libraio, non compra su Amazon, si informa delle cose del mondo sui quotidiani, lamentandosi che non gli piacciono, tranne Il Post e Il Foglio, ma credo lo dica perché ci scrivono dei miei parenti. Non è contrario ai social, non legge Jaron Lanier − il pioniere della realtà virtuale che spiega quanto i social…

access_time2 minuti
pagare è bello

Ho dato venti euro a Wikipedia, mi confessa quasi con imbarazzo Edoardo, un caro amico intelligente e colto che si destreggia con altrettanta perizia in tv, alla radio e sui giornali. Ogni tanto consulta Wikipedia, come tutti, soltanto che i più lo negano. Wikipedia invece è uno strumento fantastico, un’enciclopedia online tascabile, sterminata, in continuo aggiornamento, insuperabile se serve sapere in che anno è nato Ugo Foscolo, qual è il titolo del primo disco dei Radiohead, quando è stato stabilito il record del mondo di salto in lungo (se poi uno ci studia l’Estetica di Hegel, ecco no, meglio testi più qualificati). Ogni tanto ci va, Edoardo, come tutti, e così, una delle ricorrenti volte in cui Wikipedia ha chiesto denaro per sopravvivere, Edoardo ci ha messo venti euro e…

access_time3 minuti
non è un capello

Quando, in una notte di migliaia di anni fa, Dalila tagliò i capelli a Sansone dormiente, fu subito chiaro che in mano alla bella non erano soltanto rimasti ciuffi bruni, ma la forza, il potere, il sesso di un uomo. Quello del mito biblico fu forse il primo indizio per spiegare un simbolo, una metafora che fin dalla nascita ci cresce in testa. Non erano forse le treccine di Cleopatra, il parruccone della Pompadour, il caschetto di Louise Brooks, attrice «cult» degli anni ’20, l’evidenza di una ribellione alla bellezza femminile dominante? E, per non parlare della banana impomatata di Elvis, non si lasciarono, i capelloni di Woodstock ’69, crescere addosso la loro protesta? Seguirono le creste da «no future» dei punk, le treccioline rasta che davano vita a un…

access_time3 minuti
fuga di mezzanotte

Prima settimana di riprese della serie tv in Slovenia. Ho dentro sempre il solito bipolarismo emotivo: la parte di cuore che esulta e torna bambina e la parte di cuore che si strazia senza vergogna perché deve lasciare per qualche giorno a settimana i suoi bambini, ormai adolescenti. La speranza è sempre quella di finire le riprese per le 18, mettere il mio «JLO fondoschiena» (lasciatemi sognare) sulla macchina, caricare tutti i dischi di Brunori Sas, ridere e piangere per 505 km verso casa. Abracadabra! Hocus Pocus! Pimpulupampuluparim-pampum! Expecto patronum! ……………..Niente: questa volta, nonostante la volontà e la stregoneria, dovrò rimanere in Slovenia. Tranquilla. Scendo nella hall dell’albergo perché il mio collega mi ha assicurato che verrà a cena con me, sono abbastanza serena: almeno la serata passerà tra una chiacchiera e l’altra. Alle…

help