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Vanity Fair ItaliaVanity Fair Italia

Vanity Fair Italia 40 ottobre 2019

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
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25 Numeri

IN QUESTO NUMERO

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senza filtri

Dopo la prima puntata, che è praticamente un pugno nello stomaco, è stato un disastro. Ho guardato tutte le seguenti, fino a notte fonda, ipnotizzato dalle scene, dalla storia, dai personaggi, dalla recitazione. Sto parlando di Euphoria, la nuova serie tivù su Sky Atlantic. Per me è stata potente come un fulmine a ciel sereno. Prodotta dalla rete televisiva Hbo con Drake e girata da Sam Levinson, narra le vicende di alcuni adolescenti americani alle prese con droghe, una sessualità disarmante, social media, traumi, identità di genere, amori, amicizie, abusi da parte degli adulti, body shaming e molto, molto altro. Euphoria è scritta benissimo, girata ancora meglio e recitata da una compagine di giovani attori in stato di grazia. Zendaya, la protagonista, si conferma una fuoriclasse. E Hunter Schafer, attrice dall’identità volutamente…

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ikea

Zerbino TRIABO «Welcome» 6 €. L’ho sistemato davanti alla porta di casa. E sulla porta ho persino appeso la targa con i nostri nomi che lei aveva preparato. Per ogni evenienza. Guardaroba con cassetti PAX 290 €. Non mi ero mai accorto di quante scarpe avesse. E stivali, e sandali. Gliele ho sistemate per tipo dentro ai cassetti, e mentre lo facevo mi mancava così tanto che mi è venuta un’erezione. Porta fazzoletti BONDLIAN 8 €. Finché c’è speranza, non intendo piangere. Sveglia FILMIS 9,95 €. È di quelli che puntano la sveglia. E poi si alzano. E puntano di nuovo la sveglia dopo cinque minuti. E poi si alzano. E puntano la sveglia dopo un minuto. E anche quando finalmente si è alzata, meglio stare alla larga. All’inizio mi offendevo, di quella…

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greta/1

Non riesco a vedere lati negativi nel movimento nato attorno a Greta Thunberg: cosa mi sfugge? Qual è il rischio se ragazzi molto giovani prendono a cuore i temi dell’ambiente? Ai negazionisti sui problemi legati al clima non do peso: sono come i terrapiattisti. Purtroppo che i problemi ci siano e vadano affrontati lo sappiamo da molto tempo. Adesso che è arrivata Greta, che fino a poco più di un anno fa manifestava da sola e ora lo fa con milioni di persone, è un po’ più evidente a tutti quanto siano urgenti. Forse qualcuno teme che la denuncia di Greta porti alla decrescita, a un’involuzione del progresso? Ma non è ovvio invece che serva a sensibilizzare chi prende decisioni? E che le decisioni si prendano razionalmente e basandosi su dati scientifici? Davvero, cosa non…

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il mio canto liberato

Seduto in quel caffè io non pensavo a te, poi ho visto la notizia sul giornale. Da qualche ora, dal primo minuto del 29 settembre (2019), le canzoni di Lucio Battisti erano finalmente a disposizione sulle piattaforme online di internet: Spotify e Apple Music, essenzialmente. Ho ripensato a tutti quei viaggi, quando mia moglie e io abbiamo collegato la nostra playlist all’auto e abbiamo ascoltato Lucio Dalla e i Massive Attack, i Pink Floyd e i Negramaro, Ivano Fossati e i Radiohead (i più grandi degli ultimi trent’anni, secondo me), e abbiamo cantato a squarciagola, e alla gola un piccolo nodo: non potevamo cantare che ne sai tu di un campo di grano /poesia di un amore profano e io e te /perché io e te /qualcuno ha scelto forse…

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greta/2

Sono stato giovane una volta − avevo 20 anni nel 1968 − ma sono fermamente deciso a non esserlo mai più: troppo faticoso. Prendere tutto sul serio, dire sempre di no, credere nella violenza, per non ripetere quel verso di Rimbaud: «Per delicatezza ho perduto la vita». E allora, su il sasso, giù i capelli, cariche di poliziotti e sfoghi di studenti, katanghesi autonomi e pariolini autosufficienti, Lotta Continua e «da oggi prendo la pillola», cantautore stonato e complessino scordato, eskimo e Adidas, la frittatina al topo nell’osteria alternativa, «il privato è politico», «vogliamo tutto», «checcazzo», viva lo spino, camuffarsi da proletari o da ragazzo di riformatorio, immaginazione al potere e corteo con P38, «Sce-mo, sce-mo», Moro tra errore e terrore. Ho creduto in cazzate e pronunciato sciocchezze. Mi rivedo…

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greta/3

Sono le 18 del giovedì, manca un giorno al grande Friday for Future (giornata mondiale contro la plastica e tutte le forme d’inquinamento). Le tre ragazze sono molto impegnate a cercare uno slogan da sfoggiare per dimostrare al mondo tutto il loro sdegno e la voglia di manifestare la loro opinione in modo pacifico ma incisivo. Sono andate a comprare carta ecologica riciclata per scrivere i loro pensieri green e portarli domani mattina in piazza. Hanno fatto una sosta alla fontanella di acqua potabile per riempire le loro borracce: non comprare bottigliette di plastica le rende ancora più soddisfatte della scelta di voler salvare il mondo dall’inquinamento e da sua moglie… la maleducazione. Lavorano tutta la sera, dipingono il loro grido di battaglia con colori «naturali» e lo fissano a due manici di…

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