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Lifestyle femminile
Vanity Fair Italia

Vanity Fair Italia 30/31 - luglio 2020

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Weekly
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25 Numeri

in questo numero

2 minuti
un sorriso rivoluzionario

Innanzitutto i numeri. Secondo i dati Istat, dopo il lockdown su 10 persone che tornano al lavoro, solo 3 sono donne. E degli oltre 84.000 posti di lavoro persi ben 65.000 sono di donne. Il motivo è piuttosto semplice: complici le scuole chiuse, le donne si ritrovano un’altra volta a diventare un pezzo dello Stato sociale rinunciando di fatto alla propria carriera lavorativa. Queste stime, poi, si inseriscono in un contesto ancora più drammatico in fatto di gender gap, ovvero di disparità tra uomini e donne: se si guarda ai ruoli di comando nella politica, nell’informazione, nell’economia, nella cultura, nell’arte… in Italia non si può fare a meno di constatare quanti nomi di uomini si trovino e quanti pochi di donne. Non c’è niente da ridere, penserete. Bene, proprio per questo…

7 minuti
luna di miele

CAPITOLO 11 Riassunto dei capitoli precedenti Ronen Amir, turista israeliano di 29 anni, è rimasto ucciso sulla Strada della morte in Bolivia mentre era in luna di miele. La sua vedova, Maya Amir, è in lutto. Quando Omri, un giovane divorziato che li ha incontrati durante il viaggio, va a porgerle le sue condoglianze, Maya gli chiede di aspettarla in un luogo isolato. Nella conversazione che segue, gli rivela che la morte di Ronen non è stata un incidente, come riportato sul giornale. A suo dire, Ronen ha intenzionalmente sterzato buttandosi nel baratro, dopo essersi comportato in modo bizzarro. Più Maya entra nei dettagli, più Omri nutre dubbi sulla sua versione. D’altro canto è innegabilmente attratto da lei. I due fanno l’amore nella natura e poi Maya decide, senza spiegare perché, di…

2 minuti
un paio di leggings bianchi

Agosto, prova costume, segnare una cosa che non si impara mai troppo presto: si è belle se ci si sente belle. Le donne più attraenti che ho conosciuto sono la signora sarda della pescheria all’angolo e la mia ex compagna di scuola Gloria Zabini. Gloria Zabini era alta uno e cinquanta, col sederone e le spalle strette, senza seno, ma aveva gli occhi azzurri e la pelle candida e parlava di sé e dei suoi occhi azzurri e della sua pelle candida come se fosse Marilyn Monroe. Era bruttina ma si comportava da bella, e lo diventava. Era soprattutto una che andava per la sua strada. Era innamorata del più figo della scuola, Angelo Zandi, che all’inizio faceva un po’ il vago, ma mentre studiava Lettere classiche e traduceva i miti greci lei…

1 minuti
ragazze, fate il dj

Ore 7 suona la sveglia e via in bagno per una sistemata prima di mettersi seduta davanti al computer per lavor… «MÀ? Non trovo il latte!»… piccola deviazione verso il frigorifero per consegna latte e via verso il computer per lavor…«MÀ? Non trovo i pantaloncini neri quelli che metto sempre»… piccola deviazione verso la cesta dei panni sporchi per esaminare il contenuto, trovare i pantaloncini, lavarli e via verso il computer per lavor… «Amore??? Puoi venire un secondo ad aiutarmi con le buste della spesa?»… piccola deviazione verso la porta d’ingresso per mettere a posto la spesa e via verso il computer per lavor… «MÀ??? È finito l’inchiostro della stampante!»… piccola deviazione verso il cassetto delle cartucce per consegna, sostituzione delle stesse e via verso il computer per lavor…«MÀ? Mi…

3 minuti
la instant-nostalgia

Gli anni Sessanta. Gli anni Ottanta. Un disco. Un film. Una foto. Un profumo. Bastava niente, a volte, per riportarci indietro con la memoria. Una volta la nostalgia veniva chiamata «ipocondria del cuore» quando scattava il «mi ritorna in mente» di un meccanismo straordinario (e perverso): desideravamo ardentemente un tempo che non esiste più o che non è mai esistito. Meglio viaggiare all’indietro. Perché il passato, si sa, è sempre migliore del presente. Più sereno, più onesto, più innocente. Fino a poco tempo fa, definire «nostalgici» era come dire fascisti, monarchici, reduci del regno delle due Sicilie. La nostalgia infatti è un’invenzione moderna, sebbene la radice del termine sia greca (nostos è il ritorno, algos il dolore: è il dolore pensando al ritorno). Ora che i quattro Cavalieri dell’Apocalisse – invasione,…

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cittadini del web

Quando vent’anni fa Nichi Grauso mi diceva che Internet non era un mezzo ma un luogo, dove avremmo vissuto, amato, lavorato, saremmo andati al cinema, al concerto e al centro commerciale, io non capivo. A metà degli anni Novanta, con la sua Video On Line, Grauso aveva dilapidato una fortuna in un sogno, anzi una visione: portare il web in ogni casa, ma era nel tremendo anticipo dei geni. Nessuno di noi capiva. Oggi Grauso dice che Internet, e in particolare i colossi, i compagni della nostra quotidianità – Amazon, Facebook, Google, Apple – si sovrappongono agli Stati, li affiancano, li scavalcano. Stavolta riesco a capire. Casper Klynge è danese, è il primo ambasciatore europeo nella Silicon Valley, quell’Eldorado dove i Bill Gates e gli Steve Jobs hanno avviato la…