Vanity Fair Italia 28/29 - Luglio 2021

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Weekly
1,09 €(VAT inclusa)
16 €(VAT inclusa)
25 Numeri

in questo numero

2 min
«pronto, raffaella?»

Iniziava così, due anni fa circa, l’editoriale del primo Vanity Fair sotto la mia direzione. Insieme a Malcom Pagani e a tutta la redazione, avevamo voluto Raffaella Carrà come simbolo del nuovo corso della rivista. Ecco alcune righe di quel pezzo: È cominciata così la telefonata con Raffaella Carrà, una delle più surreali, una delle più belle della mia vita. Raffaella non voleva fare il servizio fotografico che le avevamo proposto per Vanity Fair. «Sai come mi chiamano davvero?», mi ha risposto, «la Signora no, perché dico sempre di no». Ho insistito, non tanto perché sono testardo ma perché a mio parere lei incarna perfettamente quello che abbiamo fatto e che faremo col nuovo Vanity Fair: ricucire lo strappo tra la grande tradizione (quella dei giornali, del cinema, della televisione, dell’arte…

f0007-02
3 min
silvia

Nel 2012 ho letto un articolo di Silvia. Non era un articolo, era un’intervista, ma con i suoi pezzi faccio fatica a trovare una definizione: sento la voce degli altri e pure la sua, in un equilibrio raro. L’arte di dialogare con qualcuno sui giornali è ai miei occhi la più inaccessibile, mi sembra di non capire mai come si fa a trovare la giusta mistura, a volte sento troppo la voce dell’intervistato, a volte troppo quella dell’intervistatore. Quando Silvia incontra qualcuno, invece, mentre leggo si materializza una bilancia: da un lato chi parla, dall’altro lei, con la sua visione nitida del mondo, una straordinaria professionalità e una compostezza da fuoriclasse, che non esclude le emozioni ma le incorpora senza patetismi. Una volta, a proposito di un’intervista difficile, Silvia ha…

f0008-01
2 min
fai la cosa giusta

Scrivo questa rubrica prima della partita con la Spagna, quindi chissà. Comunque sarà andata, col Belgio la nostra Nazionale ha vinto in tutti i sensi. Sul loro inginocchiarsi − il taking the knee ispirato al gesto che fece Martin Luther King nel Millenovecentosessantaquattro a Selma per il diritto di voto agli afroamericani− tutti i commentatori più intelligenti che conosco avevano scritto più o meno la stessa cosa, ovvero che i gesti simbolici vanno sentiti e non eseguiti senza crederci, come magari è stato fatto a Monaco. Io forse non sono tanto intelligente e credo invece che ci siano gesti che vanno fatti perché è giusto farli, e perché facendoli – anche se non partissero da un nostro convincimento − decidiamo di far parte di una comunità, in questo caso quella…

f0011-01
2 min
vivere vuol dire fiducia

Da quando il coronavirus ha invaso le nostre vite 17 mesi fa, abbiamo intrapreso un viaggio emotivo che ci ha portato, attraverso l’isolamento e la disperazione, la rabbia e il dolore. Ora, mentre ci prepariamo per una piena riapertura, dobbiamo affrontare un altro ostacolo emotivo: la nostra volontà di fidarci degli altri. La fiducia è probabilmente l’ingrediente più importante in una società. È ciò che ci permette di impegnarci in ogni tipo di interazione sociale, economica e culturale che abbiamo nel mondo. Le possibilità di contrarre il Covid-19 non saranno presto pari a zero, anche per le persone vaccinate. Quindi, per tornare al lavoro di persona, mandare i nostri figli a scuola e abbandonare le nostre mascherine, dobbiamo fare affidamento sulla volontà di renderci vulnerabili in situazioni di rischio. Avere fiducia…

f0011-02
2 min
lytton, canada

Edith L. era in casa, su Fraser Street, al computer per una riunione su Zoom. Il fuoco è divampato verso il fondo della strada e l’incendio è cresciuto rapidamente. L’hanno chiamata al telefono per dirle di allontanarsi subito. Aveva una valigia pronta per un viaggio programmato, ma nella fretta ha preso solo il computer. Appena fuori, c’è stata un’esplosione. È rientrata, è uscita di nuovo. La nostra povera piccola città, dice Edith, adesso non c’è più. Sono bastati quindici minuti a distruggerla. La comunità ha perso tutto, migliaia di persone sono salve per miracolo. Si sono incolonnate in macchina per raggiungere le località vicine, dopo una sosta in una scuola dove sono stati distribuiti panini al salmone e bottiglie d’acqua. A Lytton la settimana scorsa è stata registrata una temperatura di…

f0012-01
1 min
l’estate dei benaltristi anonimi

L’estate 2021 sarà ricordata non per il caldo torrido ma per le vette raggiunte dal benaltrismo italiano. Benaltrismo è una parola che la Treccani fa risalire al 2010, e la definisce «Tendenza a denunciare l’insufficienza delle soluzioni adottate per risolvere un problema». Il benaltrismo è una variante del più classico whataboutism perché di ogni argomento sollevato si chiederà: e allora questo, e quello? Ma pare una tecnica inventata molto prima. Secondo il campione di scacchi Garry Kasparov, era una tecnica retorica creata dai russi durante la Guerra fredda, per cui quando gli veniva rinfacciato qualcosa erano pronti: e allora lo sterminio dei nativi americani? E la schiavitù nel Sud?, e così via. Certamente è una tecnica politica che è fiorita in Occidente e oggi conosce la sua epoca d’oro in…

f0012-02